Pista da bob, villaggio olimpico e nuovo impianto di risalita Apollonio-Socrepes: una maggioranza contraria emerge dal sondaggio sulle Olimpiadi a Cortina

I risultati del sondaggio sulla percezione delle opere olimpiche, promossa a marzo 2025 dalle comunità dell'alto bellunese insieme a L'AltraMontagna, permettono di fotografare il sentimento delle comunità locali dell’ampezzano e del Cadore rispetto l’evento olimpico di Milano-Cortina 2026. 742 persone hanno risposto al questionario, 467 delle quali residenti a Cortina d’Ampezzo, 160 residenti in Cadore e 115 residenti altrove. I risultati rivelano un quadro complesso, dove l'entusiasmo per alcune opere infrastrutturali si scontra con preoccupazioni diffuse sulla qualità della vita, sull’impatto ambientale e sulle trasformazioni sociali, delineando un dibattito che va ben oltre la semplice attesa del 2026

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
I risultati del sondaggio sulla percezione delle opere olimpiche, promossa a marzo 2025 dalle comunità dell'alto bellunese insieme a L'AltraMontagna, permettono di fotografare il sentimento delle comunità locali dell’ampezzano e del Cadore rispetto l’evento olimpico di Milano-Cortina 2026.
La partecipazione ha coinvolto 742 persone, con una significativa rappresentanza della comunità locale: il 62,9% dei rispondenti risiede a Cortina d'Ampezzo, il 21,6% in Cadore e il restante 15,5% in altre aree (inclusi proprietari di seconde case). Questo campione ha offerto una prospettiva articolata su come le diverse componenti del territorio - residenti stabili, abitanti delle valli limitrofe, possessori di seconde case e frequentatori occasionali - stiano vivendo la preparazione dell'evento, tra aspettative, benefici percepiti e criticità emergenti. I risultati rivelano un quadro complesso, dove l'entusiasmo per alcune opere infrastrutturali si scontra con preoccupazioni diffuse sulla qualità della vita, sull’impatto ambientale e sulle trasformazioni sociali, delineando un dibattito che va ben oltre la semplice attesa del 2026.

IL SONDAGGIO
742 persone hanno risposto al questionario, 467 delle quali residenti a Cortina d’Ampezzo, 160 residenti in Cadore e 115 residenti altrove (49 delle quali possiede una seconda casa a Cortina). Tra chi ha completato il questionario il 20% lavora annualmente nel turismo mentre la fetta maggiore, il 29%, esercita un lavoro indipendente dal settore del turismo.
Le fasce d’età più coinvolte sono state quelle dai 41 ai 70 anni. Le domande del questionario spaziano dalle infrastrutture (propedeutiche ai giochi olimpici ma anche previste per i Mondiali di Sci Alpino del 2021) alle opere olimpiche fino ad arrivare agli impatti sociali ed economici percepiti nella conca ampezzana in vista degli eventi del 2026.
LE INFRASTRUTTURE
Le nuove infrastrutture stradali, che coinvolgono il Cadore e Cortina, sono state valutate in modo prevalentemente positivo. La nuova tangenziale di San Vito di Cadore è stata ritenuta utile dal 72% degli intervistati con una percentuale ancora più alta nei residenti di Cortina e Cadore (73,4%). Tuttavia, si nota una leggera differenza tra i residenti e i non residenti: questi ultimi mostrano una percentuale leggermente inferiore di approvazione, indicando una percezione più critica da parte di chi non vive direttamente nella zona. La nuova galleria di Valle di Cadore è stata ritenuta utile dal 79% degli intervistati (percentuale che sale all’80% guardando ai soli residenti locali), così come la galleria di Tai di Cadore, ben vista dal 76% degli intervistati.
I GIOCHI OLIMPICI
Le opere specificamente legate alle Olimpiadi, come la pista da bob, il villaggio olimpico a Fiames o il nuovo impianto di risalita Apollonio-Socrepes hanno diviso l’opinione degli intervistati. La costruzione della pista di bob è stata respinta dal 63.75% dei partecipanti, con una percentuale simile tra i residenti (62.52%). Anche il villaggio olimpico provvisorio a Cortina e l’impianto di risalita per Socrepes hanno registrato un'opposizione maggiore, rispettivamente con il 59.30% e il 56.20% di pareri contrari. Nello scorso anno l’ipotesi di ristrutturare l’ex villaggio Eni a Borca di Cadore per ospitare gli atleti aveva riscontrato un discreto successo tra i residenti locali, opzione tralasciata per le casette provvisorie in località Fiames.
GLI IMPATTI SOCIALI ED ECONOMICI
Particolare attenzione è stata posta agli impatti sociali e territoriali dei cantieri presenti a Cortina e dintorni. I risultati delle interviste risultano però contrastanti. Se da un lato la visibilità mediatica è stata giudicata positivamente (il 31% l’ha definita "estremamente positiva”), altri fattori come la qualità della vita a Cortina o l’impatto sull’ambiente hanno sollevato parecchie preoccupazioni. Il 40,16% degli intervistati ha ritenuto l’impatto sulla qualità della vita "estremamente negativo" (su una scala da "estremamente negativo” a “estremamente positivo”), mentre il 46.77% ha espresso un giudizio fortemente negativo sull’impatto ambientale. Le ricadute economiche sono state viste con maggiore ottimismo da chi lavora nel turismo, soprattutto stagionalmente, mentre i residenti con attività indipendenti dal turismo hanno mostrato un atteggiamento più critico. L’aumento degli affitti e del valore degli immobili è stato percepito come un problema, con il 53.50% che lo ha giudicato "estremamente negativo", soprattutto tra i residenti di Cortina (55.98%), sintomo di un problema abitativo che va ben oltre l’evento olimpico del 2026.
Al seguente link è possibile consultare i risultati del sondaggio.













