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Attualità | 29 luglio 2026 | 19:00

Fori sul ghiaccio per riposizionare la seggiovia: "Il ghiacciaio non ci sarà più, ma la neve rimarrà: stiamo convertendo le attività in un'area sciistica d'alta quota"

Per ricollocare la seggiovia Eisjoch (sul ghiacciaio dello Stubai, in Tirolo) si stanno realizzando grosse incisioni nel ghiaccio fino a raggiungere la roccia sottostante, dove verranno ancorati i piloni. "Che ne sarà dei territori lasciati liberi dai ghiacciai? Saranno considerati l'ennesima frontiera da sfruttare oppure beni comuni da custodire?": tali domande sono più urgenti del previsto

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

Forare un ghiacciaio in via d’estinzione per adattare la seggiovia ai cambiamenti climatici è il modo giusto di guardare avanti? Qualcuno pensa di sì: "Nel prossimo futuro, non ci sarà più un ghiacciaio, ma la copertura nevosa affidabile alle quote più elevate rimarrà. Quindi stiamo convertendo le attività da un comprensorio sciistico su ghiacciaio a un'area sciistica d'alta quota".

 

Le immagini di questo articolo arrivano dal ghiaccio dello Stubai, in Tirolo, dove si trova il più grande comprensorio sciistico dell’Austria. Gentilmente concesse dal blog alpinefans.com, queste foto sono state scattate tra maggio e luglio di quest’anno e rivelano come l’approccio di una certa industria sciistica sembri in un qualche modo accelerare gli effetti della crisi climatica in un ghiacciaio già segnato da un avanzato stato di fusione.


alpinfans.com / skiwelt07

Il 2026 - evidenzia il collega Michele Argenta - si sta confermando come una delle estati peggiori mai registrate per i ghiacciai alpini. Il Glacier Loss Day svizzero (il giorno in cui i ghiacciai svizzeri hanno perso l’intera riserva di neve e ghiaccio accumulato durante l’inverno, dopo il quale iniziano a perdere massa) è arrivato tre mesi prima del normale e sul Rodano è andato via un metro di ghiaccio in 10 giorni. "Lo Stubai stesso ha perso una quota significativa di massa negli ultimi anni. In questo contesto, si è deciso che una delle priorità era la messa in sicurezza del turismo sul ghiacciaio".

 

Come testimoniano le fotografie, il ghiacciaio oggi si mostra come un grande cantiere a cielo aperto, attraversato da mezzi pesanti e segnato da profonde incisioni. Si tratta dei lavori per il riposizionamento della seggiovia Eisjoch, finalizzati ad ancorare i piloni alla roccia sottostante (fino ad oggi la seggiovia poggiava su piloni mobili installati sul ghiaccio). Ora tale adeguamento pare essere divenuto necessario, perché il cambiamento del ghiacciaio non garantiva più le necessarie condizioni di stabilità. Per consentire questi interventi, sono state aperte strade carrozzabili così da permettere l'accesso ai mezzi e alle trivelle.


alpinfans.com / skiwelt07

In maggio, al termine della stagione sciistica, il cantiere per la nuova stazione a monte della funivia Eisjochbahn aveva già attirato alcune critiche. Reinhard Klier, Ceo di Wintersport Tirol AG (la società responsabile degli impianti), spiegava il progetto in un’intervista rilasciata al quotidiano austriaco Mein Bezirk.

 

"Quest'anno, i sostegni del sistema di risalita Fernaubahn verranno sostituiti con sostegni in roccia, per un costo di 2,5 milioni di euro. Anche le seggiovie dell'Eisjochbahn verranno sostituite e dovremo abbassare la stazione a monte. Si tratta di un intervento importante. Investiremo altri 8,5 milioni di euro solo in questo progetto. Sono inoltre necessari ulteriori interventi sugli skilift e sulla seggiovia Schaufeljochbahn. Dobbiamo anche prendere provvedimenti per la manutenzione delle piste. Tuttavia, il 90% delle aree sciistiche si trova già nel proglaciale".


alpinfans.com / skiwelt07

Alla domanda su come sta andando l’attività del comprensorio, il Klier mostra una prospettiva molto chiara sul futuro del ghiacciaio e illustra dunque le risoluzioni prese dalla società affinché l’attività sciistica dello Stubai possa rimanere un mercato competitivo.

 

"Non stiamo più vivendo anni da record, ma siamo su solide basi finanziarie. D'altra parte, dobbiamo investire molto. Nel prossimo futuro, non ci sarà più un ghiacciaio, ma la copertura nevosa affidabile alle quote più elevate rimarrà. Quindi stiamo convertendo le attività da un comprensorio sciistico su ghiacciaio a un'area sciistica d'alta quota. Si tratta di un processo molto complesso. Finché questa trasformazione non sarà completata, il ghiacciaio dello Stubai non genererà profitti significativi. Ma possiamo gestirlo e supereremo questa fase".


alpinfans.com / skiwelt07

Rendersi indipendenti dal ghiacciaio per prepararsi a quando non ci sarà più: è dunque questa la missione. Ma se per farlo questo va ad accelerare ulteriormente la perdita di una risorsa così rara e preziosa, allora forse vale la pena porsi qualche interrogativo sulla nostra possibilità di azione. Fino a che punto la priorità sarà quella di tenere in vita un’economia che sembra avere i giorni contati? Non è forse il caso di ampliare un po’ lo sguardo sulle ricadute che questo "accanimento" rischia di comportare?

 

"Accelerare la fusione dei ghiacciai con interventi meccanici sul ghiaccio - osservava sempre Michele Argenta - ne aumenta la superficie esposta e la vulnerabilità con conseguenze che vanno ben oltre il turismo del Tirolo. Il ghiaccio alpino serve per l'agricoltura in pianura e sacrificarlo per salvare qualche altra stagione di un settore turistico che sta chiaramente vivendo le sue ultime estati redditizie è una scelta che non riguarda solo chi gestisce quella funivia".


alpinfans.com / skiwelt07

Il primo agosto di quest’anno partirà dall’Adamello la Carovana dei ghiacciai 2026, carica di nuovi interrogativi che posti dall’avanzare della crisi climatica.

 

"Per secoli - si legge nella presentazione di Vanda Bonardo - i ghiacciai hanno segnato un confine. Oggi, ritirandosi, non lasciano soltanto un vuoto: aprono nuovi territori. E ogni nuovo territorio pone una domanda politica prima ancora che ambientale: chi ne deciderà il futuro? Saranno considerati l'ennesima frontiera da sfruttare oppure beni comuni da custodire nell'interesse delle generazioni future?".

 

Tali domande - ci sembra - sono più attuali di quanto ci aspettassimo: oggi più che mai aprono uno spazio di discussione a cui non ci si deve più tirare indietro. I fatti dello Stubai, seppur sottoposti ai sistemi di tutela tirolesi (ma anche europei), non sono affatto lontani da noi. Gli interrogativi che essi suscitano possono essere l’occasione per riflettere in anticipo sulle risposte che vogliamo dare.


alpinfans.com / skiwelt07

 

 

Foto di alpinfans.com / skiwelt07

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