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Attualità | 23 marzo 2026 | 06:00

"Mele Marlene 'figlie delle Alpi'? Per essere credibile, la varietà Stark dovrebbe parlare almeno con un vago accento dell'Iowa"

"L'essere umano, nel corso dei secoli, ha avuto un ruolo fondamentale nello scoprire e incrociare diverse varietà di mele, e per molti motivi è stato giusto così. Purché, come è accaduto, non si arrivi a coprire i due terzi della produzione soppiantando centinaia di varietà storiche, quelle sì vere 'figlie delle Alpi'". Marco Albino Ferrari introduce il tema del prossimo incontro di "R-Evolution Green", il ciclo di appuntamenti al Teatro Verdi di Pordenone dedicati quest'anno al cibo di montagna. Giovedì 26 marzo, alle ore 18, si parlerà di frutti di bosco e frutta di montagna con Daniela Perco e Luigi Torreggiani

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

In questi giorni sugli alberi di melo sta per scoppiare la fioritura. E subito mi viene in mente una nota pubblicità. Una voce suadente di donna che impersonifica la mela. È proprio lei, la mela che parla. E dopo aver cantato la bellezza di rocce, boschi e ruscelli, sussurra: "Ricorda da dove provengo, ricorda la mia storia, sono Marlene figlia delle Alpi". Figlia delle Alpi?

 

La Marlene, e le sue concorrenti dell’agroindustria, si chiamano Golden Delicious, Fuji, Stark… La Golden Delicious, la più prodotta, è stata scoperta nel 1891 in una fattoria in West Virginia; la Gala è stata creata in Nuova Zelanda negli anni Trenta; la Red o Stark Delicious è stata scoperta nella contea di Madison in Iowa, nel 1880. "Sono figlia delle Alpi", le hanno fatto dire.

 

L’uomo, nel corso dei secoli, ha avuto un ruolo fondamentale nello scoprire e incrociare diverse varietà di mele, e per molti motivi è stato giusto così, ovviamente.

 

Purché, come è accaduto, non si arrivi a coprire i due terzi della produzione soppiantando centinaia di varietà storiche, quelle sì vere "figlie delle Alpi", oggi pressoché scomparse. È vero, sei buona, anche la tua pubblicità autobiografica è tutta da gustare, ma per essere credibile, Marlene Stark, parla almeno con un vago accento dell’Iowa!

 

 

Frutti di bosco, frutta di montagna

Giovedì 26 marzo 2026, ore 18

Teatro Verdi di Pordenone

Incontro con Luigi Torreggiani, giornalista, scrittore e dottore forestale
Daniela Perco, antropologa
Conduce Mauro Varotto
Introduce Diego Dalla Via

Ingresso gratuito, prenota il tuo biglietto dal sito del Teatro Verdi. 

 

La parola bosco è una parola "calda" che nel nostro immaginario e nelle strategie di marketing evoca natura, spontaneità, purezza, salubrità. Il bosco in effetti, soprattutto quando ben curato e gestito, ci offre svariate opportunità alimentari: dai piccoli frutti del sottobosco (fragole, lamponi, more, mirtilli) ai prodotti dei castagneti e noccioleti un tempo definiti veri e propri "campi sugli alberi", a svariate tipologie di funghi. In un paese che vanta il triste primato di uno scarso utilizzo dei prodotti forestali, quale rapporto c’è oggi tra i boschi e i frutti che da esso dichiarano (ancora) di provenire? Un dottore forestale e un’antropologa esperta di tradizioni popolari ci introducono nell’affascinante mondo dell’alimentazione popolare che viveva i boschi come spazio domestico, e ci svelano la distanza che spesso oggi separa le bugie del marketing dai boschi inselvatichiti.

 

Luigi Torreggiani
Giornalista, scrittore e dottore forestale. Collabora con la rivista "Sherwood – Foreste ed Alberi Oggi" e "L'Altramontagna", il quotidiano online dedicato alle Terre Alte. Cura per Compagnia delle Foreste la comunicazione di progetti dedicati alla Gestione Forestale Sostenibile e alla conservazione della biodiversità forestale. Realizza e conduce podcast, video e documentari sui temi forestali. Ha pubblicato per Compagnia delle Foreste "Il mio bosco è di tutti", un romanzo per ragazzi, e altre storie forestali illustrate per bambini. Per People ha pubblicato "Sottocorteccia – un viaggio tra i boschi che cambiano", un saggio sull’emergenza bostrico scritto con l’antropologo Pietro Lacasella.

 

Daniela Perco
Antropologa, ha diretto il Museo Etnografico della Provincia di Belluno, di cui ha curato l’ideazione e l’allestimento. In questa veste ha promosso una collana editoriale e numerosi progetti, tra cui, nel 1999: "Antropizzazione di un territorio: la biodiversità coltivata", sulle cultivar locali di mele e pere. I suoi campi di interesse riguardano la letteratura di tradizione orale, la storia orale e l’alimentazione in area alpina e prealpina. Ha pubblicato con D. Gasparini e I. Da Deppo, il volume Montagne di cibo. Studi e ricerche in terra bellunese, Belluno 2013 e altri saggi su questo tema.

 

R-Evolution Green 2025/26: il programma

I primi cinque appuntamenti, ad ingresso gratuito, si terranno presso il Ridotto del Teatro (ingresso da Via Roma) con inizio alle 18.00, mentre l’ultimo appuntamento di maggio si terrà presso Casa40 dei Vivai Cooperativi Rauscedo. Gli incontri da gennaio a maggio saranno introdotti da un breve reading teatrale di Diego Dalla Via.

 

Per informazioni: teatroverdipordenone.it

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