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Attualità | 03 novembre 2026 | 11:00

"Quanto è stata straordinaria l'estate del 2026?". La più calda mai registrata, ma sempre meno "eccezionale": così i numeri raccontano il clima che cambia

L'analisi degli esperti dell'Ufficio federale di meteorologia e climatologia Meteo Svizzera: nel Paese elvetico, l'estate 2026 è stata la più calda da quando sono iniziate le misurazioni, ma nonostante questo meno eccezionale rispetto all'estate molto calda del 2023: "Nel clima odierno – dice Meteo Svizzera – ci si può aspettare un'estate calda come quella del 2026 ogni 20-50 anni circa"

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

I dati lo hanno ribadito più e più volte: l'estate 2026 è stata caldissima, portando in molte aree d'Europa a superare i precedenti record storici – e che a loro volta risalivano, in molti casi, alla famosa estate 2003. Al di là dei primati però, l'analisi climatologica di quanto registrato tra giugno e agosto 2026 – per rimanere alla sola estate meteorologica: anche maggio e settembre sono però risultati parecchio al di sopra delle medie in molte località – può aiutare a mettere in prospettive la scorsa stagione estiva, fornendo una cornice interpretativa all'interno della quale comprendere quanto effettivamente possa essere considerata "straordinaria" nell'attuale fase climatica.

 

E la risposta, stando a quanto riportano gli esperti dell'Ufficio federale di meteorologia e climatologia Meteo Svizzera, è sorprendente: nonostante nel Paese elvetico sia risultata la più calda da quando sono iniziate le misurazioni, l'estate 2026 risulta comunque "meno eccezionale" rispetto a quella del 2023 proprio perché, negli ultimi 23 anni, le temperature sono progressivamente aumentate. Ma procediamo con ordine.

 

"Nel clima odierno ci si può aspettare un'estate calda come quella del 2026 – dicono – ogni 20-50 anni circa. Sebbene si tratti di un evento relativamente raro, non è affatto un'eccezione come lo fu l'estate del 2003 ai suoi tempi". I dati, in altre parole, mostrano "in modo impressionante quanto rapidamente le estati molto calde stiano diventando più probabili a causa dei cambiamenti climatici".

 

Innanzitutto, con una temperatura media di 17,2 gradi l'estate 2026 si è come detto confermata la più calda dall'inizio delle misurazioni nel Paese elvetico, nel 1864. Per comprendere però quanto sia stata straordinaria – o rara – è necessario confrontarla con il clima attuale: "E il clima – continuano gli esperti – cambia costantemente. Il clima indica l'intervallo di valori all'interno dei quali si situa il tempo meteorologico. La media climatica si trova approssimativamente a metà dell'intervallo. Ogni estate, le condizioni meteorologiche determinano nuovamente se la stagione risulterà più calda o più fresca della media climatica. Maggiore è la deviazione dalla media climatica, più straordinaria risulta l'estate. O, più precisamente, il clima di quell'estate".

 

Ed è proprio in questo contesto che il paragone tra le due annate – 2003 e 2026 – risulta particolarmente significativo se ricondotto alle particolari medie climatiche dei periodi di riferimento: "La temperatura dell'estate di quest'anno – scrivono infatti da Meteo Svizzera – è stata di 1,6 gradi superiore alla media climatica attuale. Il precedente record, relativo alla calda estate 2003, era superiore di 3,2 gradi rispetto alla media climatica di quel periodo. Ciò significa che l'estate del 2026 è stata meno eccezionale rispetto a quella del 2003. Il riscaldamento del clima ha reso le estati calde più probabili e quindi meno insolite".

 

Lo stesso concetto di "rarità" o "eccezionalità" può essere reso chiaramente a livello numerico: "Anomalie di temperatura fino a 0,8 gradi centigradi rispetto alla media climatica – dicono ancora gli esperti – pari ad una deviazione standard verso l'alto o verso il basso, si verificano spesso. Nell'estate del 2026, l'anomalia della media è stata pari a 2 deviazioni standard, evento che non accade spesso. Delle 163 estati della serie di misura, solo 9 (incluso il 2026) hanno mostrato almeno la stessa deviazione verso l'alto. Questo suggerisce che una deviazione della media climatica almeno altrettanto elevata può essere attesa una volta ogni circa 18 anni".

 

Un altro, e più accurato, metodo statistico per determinare la rarità di un evento è il cosiddetto "periodo di ritorno", che definisce l'intervallo medio tra due eventi di intensità almeno pari a una certa soglia: "Maggiore è la deviazione, più straordinario è stato il tempo dell'estate di quell'anno, e quindi più rara è una deviazione almeno della stessa entità. I periodi di ritorno hanno dimostrato che oggi ci si può aspettare un'estate calda almeno quanto quella del 2026 ogni 20-50 anni circa. Questa è un'affermazione sia sulla rarità sia sulla probabilità di un'estate del genere. Qual è la probabilità che l'estate del prossimo anno sia, ad esempio, almeno calda quanto quella del 2026? È pari a circa il 2-5%, ossia compresa tra 1/50 e 1/20. Tuttavia queste cifre si applicano solo al clima attuale. Se il clima continua a riscaldarsi, estati come quella del 2026 diventeranno ancora più frequenti".

 

Se guardiamo invece all'estate del 2003, la deviazione della media climatica di quel periodo era di 3,2 gradi, il doppio rispetto al 2026 e ben oltre i valori estivi osservati fino ad allora: "Nel clima di quel periodo, ci si poteva aspettare un'estate calda almeno come quella del 2003 solamente ogni poche centinaia o diverse migliaia di anni; la probabilità di un evento simile era vicina a zero, quello che in statistica viene chiamato un 'outliner'. Nel clima di oggi, un'estate calda come quella del 2003 non sarebbe poi così poco probabile, dato che negli ultimi venti anni circa il clima dell'estate è diventato più caldo di circa 2 gradi. Pertanto, la deviazione dalla media climatica odierna è di solo 1,3 gradi. Nel clima attuale ci si può attendere un'estate calda almeno come quella del 2003 ogni 10-25 anni circa".

 

La domanda da porsi, naturalmente, rimane la stessa: perché le estati si sono riscaldate così tanto? "La causa principale del cambiamento – dicono ancora da Meteo Svizzera – è il riscaldamento globale dovuto alla combustione di origine fossile e ai cambiamenti nell'uso del suolo. Tuttavia, vi sono altre ragioni che spiegano il riscaldamento del clima in Svizzera che non sono o sono solo indirettamente legate al riscaldamento globale. L'aria è diventata più pulita, perché ci sono meno particelle di polvere fine che attenuano la luce solare. Inoltre, i suoli si seccano più spesso di prima a causa delle temperature più elevate e i suoli secchi si riscaldano di più. Anche il ripetersi a lungo termine di determinate condizioni meteorologiche può giocare un ruolo importante. Il contributo al riscaldamento di ciascuno di questi fattori è ancora oggetto di ricerca".

 

Il dato di fatto però è che, nel clima odierno, un'estate come quella del 2026 rappresenta ancora "un evento raro, ma non certo un'eccezione come fu l'estate 2003 ai suoi tempi". All'epoca infatti, concludono da Meteo Svizzera: "L'estate 2003 era un vero e proprio caso isolato, lontano da tutto ciò che si conosceva sul clima svizzero dell'estate. Nel clima odierno, invece, ci si può aspettare un'estate come quella del 2003 ogni 10-25 anni. Questo evidenzia in modo impressionante quanto rapidamente il riscaldamento globale stia rendendo più probabili estati così calde".

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