"Restate a casa. Neve fresca, accumuli da vento e tempo instabile: è la combinazione peggiore": intervista al presidente del Soccorso Alpino della Regione Abruzzo

Il bollettino valanghe segnala un pericolo marcato o forte sul territorio abruzzese, con gradi che oscillano tra il 3 e il 4, per i prossimi giorni. Da Daniele Perilli, Presidente del Soccorso Alpino e Speleologico della Regione Abruzzo, l'appello alla massima prudenza: "Andare in montagna in condizioni palesemente pericolose non è una scelta che riguarda solo sé stessi. Chi per incoscienza si trova in difficoltà mette a rischio anche la vita dei soccorritori che intervengono. È una responsabilità civica, non solo personale"

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Il Servizio Meteomont dei Carabinieri ha emesso un bollettino che lascia poco spazio all'interpretazione: pericolo valanghe marcato o forte sul territorio abruzzese, con gradi che oscillano tra il 3 e il 4, per i prossimi giorni. Un livello di allerta che, stando a chi la montagna la vive e la soccorre ogni giorno, non si registrava da tempo.
Abbiamo raggiunto Daniele Perilli, Presidente del Soccorso Alpino e Speleologico della Regione Abruzzo telefonicamente, per capire cosa sta succedendo e cosa devono sapere coloro che stavano pianificando un'uscita nel weekend.
Presidente Perilli, il bollettino Meteomont parla di grado 3-4. È una situazione pericolosa?
Sì, è una situazione seria. È la conseguenza diretta di un innevamento abbondante, aggravato dal vento. La stazione meteo di Campo Imperatore segna 88 centimetri di accumulo, un dato significativo se si considera quanto vento spiri normalmente in quella zona. In più stiamo parlando di neve pesante, e questo aggrava ulteriormente le cose: le masse pesanti tendono verso il basso, è fisica. Il pericolo è reale e concreto.
Quali sono le condizioni atmosferiche che rendono questo fine settimana così critico?
Neve fresca, accumuli da vento e tempo instabile: è la combinazione peggiore. Il pericolo valanghe resterà marcato almeno per tutta la durata del weekend, e non vedo segnali di miglioramento a breve.
Come deve essere letto il bollettino Meteomont da chi vuole andare in montagna?
Va consultato ogni giorno, senza eccezioni. È uno strumento fondamentale, ma va compreso nella sua natura: fornisce un dato generale. I singoli versanti, i canali, le esposizioni variano enormemente in base alle condizioni locali. Un grado 4 non vuol dire che ogni metro quadrato di montagna sia ugualmente pericoloso, ma significa che ci sono situazioni estremamente critiche che solo un occhio esperto riesce a riconoscere sul posto.
Il suo consiglio per chi aveva in programma un'uscita scialpinistica o escursionistica?
Restate a casa. Lo dico senza mezzi termini. La montagna non va da nessuna parte: ci sarà il momento giusto per uscire, quando la neve si sarà assestata e trasformata e il tempo sarà tornato stabile. Questo fine settimana non è quel momento.
Cosa distingue chi va in montagna in sicurezza da chi si mette in pericolo?
Tre cose, sempre: essere formati, informati e attrezzati. Formati significa avere le competenze reali per affrontare quello che si ha in mente, non improvvisare. Informati vuol dire consultare meteo, bollettino valanghe, condizioni del manto nevoso — ogni volta, senza dare nulla per scontato. Attrezzati significa avere nello zaino pala, sonda e ARTVA, e indossare un abbigliamento adeguato non solo alle condizioni previste, ma anche a un'emergenza imprevista. L'ipotermia è sempre dietro l'angolo, e in montagna le situazioni cambiano in fretta.
C'è qualcosa che va oltre la sicurezza personale?
Assolutamente sì, ed è un aspetto che mi sta molto a cuore. Andare in montagna in condizioni palesemente pericolose non è una scelta che riguarda solo sé stessi. Chi per incoscienza si trova in difficoltà mette a rischio anche la vita dei soccorritori che intervengono. È una responsabilità civica, non solo personale.
Le parole di Perilli trovano un riscontro drammaticamente concreto in quanto accaduto il fine settimana scorso. Quattro alpinisti sono stati travolti da una valanga sulla Rava della Vespa, in Maiella. Le condizioni atmosferiche proibitive hanno impedito agli elicotteri di avvicinarsi alla zona dell'incidente, costringendo le squadre di terra a intervenire in un contesto operativo estremo.
I soccorritori del Soccorso Alpino sono addestrati per affrontare anche le situazioni più difficili, ma ogni intervento in condizioni avverse moltiplica i rischi anche per chi soccorre. Il messaggio finale è uno solo: la prudenza non è debolezza, non è rinuncia. È rispetto — per sé stessi e per chi, se le cose vanno storte, sarà chiamato a mettere a rischio la propria vita per salvarci.
La situazione a Campo Imperatore, nel video di Gianluca Di Bartolomeo













