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Attualità | 25 febbraio 2026 | 19:00

"Vieni a guadagnarti la tua polenta e un bicchiere di vino". Il Rifugio Sebastiani organizza uno 'Sherpa Day' per rifornire la struttura: "Ci pensiamo noi a caricarvi come muli"

Il rifugio, situato a 1820 metri di quota nel massiccio del Terminillo, invita a farsi portatori per un giorno. Questa esperienza, certamente finalizzata a dare supporto nel trasporto fisico delle merci, punta anche a creare un senso di comunità e partecipazione, offrendo una prospettiva diversa sulla realtà montana e sulla vita in rifugio

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

"Volete partecipare allo Sherpa Day?". L’invito arriva dal Rifugio Angelo Sebastiani, situato a 1820 metri di quota nel massiccio del Terminillo. Di cosa si tratta? È presto detto: l’iniziativa lanciata dai gestori del rifugio invita i frequentatori della montagna a trasformarsi per un giorno in portatori, partecipando direttamente al rifornimento della struttura.

 

Vivere la montagna, infatti, non significa soltanto percorrere sentieri ben tracciati o salire in vetta per ammirare il panorama, ma è un’esperienza che spesso trova arricchimento quando si arriva a comprendere il lavoro (e le fatiche) che rendono possibile l’accoglienza in quota.

 

L'appuntamento è fissato per giovedì 26 e venerdì 27 febbraio in località Rialto, poco sopra Pian de Valli (in provincia di Rieti), dove i partecipanti si ritroveranno per formare due gruppi, con turni di partenza previsti rispettivamente alle ore 9:00 e alle ore 9:30.

 

Da qui inizierà una camminata di circa tre chilometri durante la quale ognuno sarà chiamato a dare una mano, caricandosi nello zaino il necessario per la gestione quotidiana del rifugio.

 

"Vieni a guadagnarti la tua polenta con salsiccia e spuntature e un bel bicchiere di vino. Ma soprattutto vieni a goderti una passeggiata di tre chilometri portando in spalla quello che puoi". Ai partecipanti è richiesto un semplice ma adeguato equipaggiamento da escursionismo: i gestori suggeriscono di indossare scarpe da trekking in GoreTex e usare il solito zaino da montagna. "Ci pensiamo noi a caricarvi come muli", è l’ironico monito che accompagna la convocazione dei volontari.

 

Come ricompensa, il rifugio offrirà ai volenterosi partecipanti un momento di convivialità con un pasto a base di polenta, salsiccia, spuntature e un bicchiere di vino.

 

Questa esperienza, certamente finalizzata a dare supporto nel trasporto fisico delle merci, punta anche a creare un senso di comunità e partecipazione, offrendo una prospettiva diversa sulla realtà montana e sulla vita in rifugio.

 

Si tratta di un modo per riscoprire il valore della collaborazione e per comprendere che ogni bene che troviamo in un rifugio è il risultato di una logistica tutt’altro che scontata.

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