Quando le Alpi furono disegnate per la prima volta sulla carta geografica: due frammenti di un trattato, sopravvissuto agli incendi, raccontano l'intuizione di Eratostene

Il trattato venne sistemato negli scaffali della biblioteca di Alessandria: come decine di migliaia di testi antichi, scomparve a seguito di uno dei tanti incendi che distrussero la biblioteca. Dei "Geographikà" restano soltanto 155 frammenti, molti dei quali troppo brevi o inutili per ricostruire il testo originario. Avvicinando tra loro questi piccoli pezzi di puzzle, si può avere un'idea solo parziale e lacunosa dell'impianto generale dell'opera, e nel nostro caso della morfologia del territorio dell'Europa Occidentale

Dopo molti secoli di silenzio, in cui le Alpi rimasero un orizzonte lontano e avvolto nella leggenda, il primo autore a disegnarle sulla mappa dell’Italia fu Eratostene di Cirene (276-194 a.C.). Maestro del re d’Egitto Tolemeo IV, ricoprì il ruolo di terzo direttore della biblioteca di Alessandria, il più grande magazzino del sapere del mondo antico. Un centro di studi vivace e frequentato, dove i più grandi intellettuali dell’epoca potevano incontrarsi e discutere delle più svariate discipline, dalla matematica all’astronomia, dalla filosofia alla letteratura.
Eratostene è considerato tradizionalmente il padre della scienza geografica: sua è la coniazione del lemma "geografia" e sua la prima trattazione della superficie terrestre, contenuta nei tre volumi dei Geographikà. Tale opera fu la pietra miliare per gli studi di settore per molti secoli: nel trattato, Eratostene esponeva il calcolo della circonferenza terrestre, da lui fissata a 250 000 stadi greci (circa 40.000 chilometri, sbagliando soltanto di pochi chilometri rispetto alla misura ottenuta con metodi moderni (40.075 chilometri). Il trattato, corredato da mappe e rilevamenti topografici, venne sistemato negli scaffali della biblioteca di Alessandria, a libera consultazione degli studiosi; come decine di migliaia di testi antichi, scomparve a seguito di uno dei tanti incendi che distrussero la biblioteca, a partire da quello appiccato per ordine di Giulio Cesare nel 48 a.C.
Dei Geographikà restano soltanto 155 frammenti, molti dei quali troppo brevi o inutili per ricostruire il testo originario; a ciò va aggiunto che in molti casi essi corrispondono a critiche, aggiunte o correzioni che autori successivi decisero di apportare alla carta di Eratostene, forti delle conoscenze geografiche di cui disponevano. Avvicinando tra loro questi piccoli pezzi di puzzle, si può avere un’idea solo parziale e lacunosa dell’impianto generale dell’opera, e nel nostro caso della morfologia del territorio dell’Europa Occidentale.

Sulla catena alpina, soltanto due sono i frammenti di nostro interesse. Il primo è viziato addirittura da un doppio filtro di lettura: noi leggiamo il testo di Strabone, il grande geografo vissuto all’epoca di Augusto, che commenta il testo di un altro geografo, Ipparco, il quale a sua volta criticava la rappresentazione del mondo eratostenica. In questo lungo telefono senza fili, diluito in due secoli di storia, qualcosa si riesce comunque a intravvedere nella rappresentazione delle Alpi secondo Eratostene:
"Sarebbe stato maggiormente coerente se Ipparco ci avesse consigliato di astenerci completamente dal fare geografia: non possiamo, infatti, allo stesso modo stabilire la localizzazione delle altre montagne, come per esempio delle Alpi, dei Pirenei, dei monti della Tracia, dell’Illiria o della Germania".
Appoggiandosi all’autorità di Ipparco, Strabone critica la localizzazione delle catene montuose d’Europa, ivi comprese le Alpi. Ciò presuppone che, nell’immaginario di Eratostene, il nome Alpi fosse effettivamente collegato ad una catena montuosa, fatto eccezionale per l’epoca.
Più difficile è dimostrare che il geografo alessandrino assegnasse alle Alpi un preciso rilievo cartografico, e cioè le usasse come punto di riferimento per la collocazione di città, popoli, fiumi. Polibio, il più grande storico dell’età ellenistica (323-31 a.C.), passando in rassegna i molti "gravi errori" presenti nella carta di Eratostene, cita i Pirenei, a suo giudizio troppo vicini a Marsiglia, ma non le Alpi, che si affacciano sulla medesima colonia greca. Il silenzio di Polibio è molto eloquente nella nostra indagine: probabilmente Eratostene non considerava più di tanto le Alpi fra i sistemi montuosi dell’Europa centro-occidentale.
Qualcosa in più si ricava dal secondo frammento alpino dei Geographikà. Parlando dell’antico popolo dei Taurisci, stanziato nell’alta valle della Dora Riparia, in Val di Susa, Stefano di Bisanzio, un erudito di VI secolo d.C., ricorda che:
"I Taurisci sono un popolo che vive presso le Alpi. Sono detti anche Taurini, come scrive Polibio nel III libro delle Storie, mentre Eratostene li chiama Teriskoi, con la epsilon".
L’interesse di Eratostene per uno sperduto popolo delle Alpi Occidentali non è casuale: i Taurisci furono infatti tra i popoli che opposero resistenza ad Annibale, al suo esercito e ai suoi elefanti, quando questi attraversarono la catena alpina per invadere l’Italia, nell’autunno del 218 a.C. Secondo una prassi ben diffusa nel mondo dell’informazione, un fatto di attualità o di cronaca avrebbe acceso l’interesse della critica, e in questo caso degli studiosi alessandrini, su un popolo e una regione poco conosciuta del globo.
In conclusione, due frammenti non sono certo sufficienti per tracciare un bilancio sulla visione delle Alpi nell’immaginario di Eratostene. Ciononostante, al netto dei pochi dati a nostra disposizione, possiamo affermare con certezza che le Alpi erano indicate nella carta dell’Europa, verosimilmente a nord dell’Italia, per quanto non avessero ancora una vera rilevanza cartografica rispetto ad altre catene montuose d’Europa.
Di recente la studiosa americana Duane Roller si è spinta oltre, abbozzando una ricostruzione della carta dell’Europa occidentale secondo Eratostene, che viene riproposta di seguito: in essa le Alpi sono situate a nord della Tirrenia, cioè la terra degli Etruschi, e a sud-ovest della foresta Ercinia, situata tra Austria e Germania.

Immagine di apertura: Bunbury, E.H. (1811–1895) / Eratosthenes? — Bunbury, E.H. (1811–1895), A History of Ancient Geography among the Greeks and Romans from the Earliest Ages till the Fall of the Roman Empire. London: John Murray, 1883. — Versione digitale: commons.wikimedia.org














