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Attualità | 14 dicembre 2025 | 11:30

A 23, 26 e 32 anni realizzano un grande sogno: lavorare e vivere ("tutto l'anno") in montagna. Storia di Federico, Luca e Matteo e del Rifugio Calvi

Tre amici e un grande sogno: quello di vivere e lavorare "tutto l'anno" in montagna. Il racconto di Federico, Luca e Matteo: "Ci trovavamo al Calvi insieme, quando ci siamo accorti che cercavano un nuovo gestore: così abbiamo deciso di proporci"

scritto da Sara De Pascale
Festival AltraMontagna

"Ci trovavamo al rifugio insieme, quando ci siamo accorti che cercavano un nuovo gestore. Così abbiamo deciso di proporci". Il racconto fatto a L'Altramontagna è quello di tre amici amanti delle terre alte, che insieme si preparano a gestire il Rifugio Fratelli Calvi, struttura che sorge a quota 2.020 metri nel territorio di Carona, in Val Brembana.

Da sempre innamorati della montagna (e con alle spalle - chi più e chi meno - diverse esperienze di lavoro nei rifugi), Federico Pessina (26 anni), Luca Cattaneo (23 anni) e Matteo Corrain (32 anni), sono stati scelti di recente come nuovi gestori del Calvi.

Pessina, in particolare, gestisce già da alcuni anni il rifugio Chiavenna (che sorge a quota 2.044 metri, in Valle Spluga), lavoro che continuerà a portare avanti in estate, mentre in inverno affiancherà i due amici al Calvi: "Ho preso in mano il Chiavenna quando di anni ne avevo 24 - spiega -. C'era grande entusiasmo, che nel tempo non è mai scemato. Oggi, ad accompagnarmi anche la consapevolezza di quanto possa essere duro gestire un luogo fragile, impegnativo e delicato come un rifugio, in cui ogni giorno tocca ingegnarsi per risolvere qualche problema". 

 

L'oggi 26enne è stato uno dei rifugisti più giovani d'Italia, grande soddisfazione della quale aveva parlato anche nel corso di un'intervista pubblicata da Il Dolomiti: "Il mio sogno era diventare una guida alpina - premetteva però -. Un desiderio infranto, spezzato da un brutto incidente sugli sci che mi ha impedito di continuare ad allenarmi a dovere e di percorrere le vie e i sentieri più ‘estremi’. Una grande delusione per me, che tuttavia mi ha spalancato le porte di un mondo che non credevo avrei finito per amare così tanto: quello dei rifugi".

 

Al giovane originario di Paderno Dugnano (Milano), ormai qualche anno fa (e come spesso accade), la vita infatti aveva finito per giocare un brutto scherzo, uno di quelli che, se ‘presi con filosofia’, possono però divenire spunto per crescere o per allargare le proprie vedute. 

 

"Non è stato facile - ammetteva - perché già da bambino mi vedevo in montagna a operare come guida alpina. Nella sfortuna, però, l’incidente mi ha fatto capire quanto mi piacesse la vita in rifugio, tanto da scegliere di gestirne uno".

 

Al lavoro fra le mura del Chiavenna ora il 26enne ha deciso di affiancare anche quello al Rifugio Calvi, che gestirà con gli amici Luca e Matteo, i quali da tempo collaborano con il rifugista: "Mentre Luca lavora con me da anni - confessa Pessina - Matteo approda a quota 2.000 nei periodi di maggiore afflusso per dare una (grande) mano". 

 

I giovani si stanno preparando in questo periodo per l'apertura della struttura che, dopo una serie di sopralluoghi, si sta mostrando ben più "impegnativa" di quanto i ragazzi pensassero, ma ciò non li scoraggia affatto: "Che il lavoro in montagna fosse duro e complesso già lo sapevamo - commentano all'unisono -. L'apertura del bar del Fratelli Calvi e del punto ristoro con panini e bibite è prevista per febbraio 2026, mentre per i pernottamenti sarà necessario attendere fino a marzo: vogliamo essere sicuri di sapere gestire tutto al meglio prima di partire". 

Insomma, l'entusiasmo non manca: "Gestire questa struttura insieme significa esaudire un grande sogno - concludono -. Quello di vivere in montagna tutto l'anno. Non potremmo esserne più felici". 

la rubrica
Storie dai rifugi

Una storia alla settimana per raccontare le vite di chi gestisce i rifugi: ognuna diversa, ognuna capace di evidenziare le diverse sfumature custodite da questo particolare mestiere

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