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Idee | 20 luglio 2025 | 16:31

"Tadej Pogačar? Vince perché è dopato". Cosa ci spinge a sminuire le eccellenze a priori?

Uscendo dai confini del ciclismo, in qualsiasi ambito chi riesce a distinguersi (anche figure eticamente irreprensibili) viene puntualmente travolto dalle dinamiche del complotto. Perché?

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

"Tadej Pogačar? Vince perché è dopato". Mentre il Tour de France attraversa i rilievi pirenaici, questa convinzione serpeggia tra chi commenta la corsa francese.

 

Uno scetticismo prematuro che, pur non basandosi su prove concrete ma sulle impressioni personali, a forza di scorrere nei social ha iniziato a straripare anche tra le strade francesi (come dimostra l'immagine).

 

Sia chiaro, nessuna volontà di fare da avvocato al corridore sloveno (sarei il primo a sprofondare nella delusione qualora si aprisse un nuovo caso Armstrong). Desidero tuttavia condividere una breve riflessione, che nasce da una curiosità: cosa ci spinge a sminuire aprioristicamente le eccellenze?

 

Uscendo dai confini del ciclismo, in qualsiasi ambito chi riesce a distinguersi (anche figure eticamente irreprensibili) viene puntualmente travolto dalle dinamiche del complotto. Perché?

 

Ho individuato due plausibili risposte.

 

Siamo convinti che deprezzare le qualità altrui sia il modo più efficace per rivalutare le nostre lacune: "Ci dev'essere sicuramente un trucco se una persona può arrivare dove io non riesco".

 

La seconda ragione è effettivamente il risultato di inganni eclatanti che, nel ciclismo come in altre realtà, hanno compromesso un sistema basato sulla fiducia.

 

Eppure, io credo che la fiducia sia uno dei principali ingranaggi di un meccanismo sociale solido. Quando viene a mancare, specialmente in campo scientifico, si registra una sostanziale regressione culturale.

 

Questo non significa affatto fidarsi sempre di tutto e di tutti, sopprimendo così un essenziale spirito critico, ma credere nelle basi fondanti del vivere civile e democratico, che includono anche regole, controlli, azioni disciplinari, istituzioni.

 

Una denuncia basata su prove concrete è sintomo di vivacità culturale; al contrario, cedere al facile complottismo è un chiaro segnale di desolazione.

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