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Idee | 15 marzo 2026 | 19:00

È davvero importante parlare dell'estinzione degli animali, mentre altrove si scatena l'inferno della guerra? Una risposta in Alexander Langer

Il rispetto si realizza tramite la conoscenza. Conoscenza dell'altro e della natura. Rispetto degli uomini verso gli uomini, e rispetto degli uomini verso l'ambiente, la casa comune

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

È uscito da pochi giorni il quarto libro della collana L’Altramontagna edita da People. Mi era stato affidato il compito di raccontare le Terre Alte dal punto di vista ecologico, e una descrizione calata nel presente non poteva prescindere da ciò che le montagne stanno sperimentando nel contesto della crisi climatica e delle alterazioni indotte dalle attività umane. È nato così Salire per sopravvivere, il cui leitmotiv è la scala mobile per l’estinzione, ovvero il movimento verso l’alto di specie, alla ricerca di condizioni climatico-ambientali migliori.

 

A breve distanza dall’uscita, una nuova, preoccupante crisi geopolitica scuote il mondo. Il meccanismo è quello di sempre: l’arroganza e l’interesse di una manciata di uomini piccoli - all’interno di entrambi gli schieramenti - e il silenzio complice di pochi altri, finiscono per schiacciare la vita di milioni di persone.

Mi sono quindi trovata di fronte a un conflitto interiore: era davvero così importante parlare di scala mobile per l’estinzione, di uccelli e altri animali "alla prova della crisi climatica", mentre in un altrove non troppo lontano si scatenava - e si scatena tutt'oggi - l’inferno? Quale senso può avere il mio lavoro di ricercatrice e divulgatrice, in un mondo scosso dalla violenza?

 

E allora mi è venuto in soccorso Alexander Langer, il politico e ambientalista/pacifista altoatesino al quale dobbiamo l’idea di trasformare il motto olimpico di de Coubertain "più veloce, più alto, più forte", divenuto il descrittore principale della nostra civiltà altamente competitiva e aggressiva, a "più lento, più profondo, più dolce".

 

Conversione ecologica e convivenza interetnica erano due dei pilastri del pensiero di Langer, per il quale il rispetto per il mondo naturale non può essere separato dal rispetto tra esseri umani. Il modello capitalista della crescita a tutti i costi ha portato allo sfruttamento incontrollato delle risorse naturali e ha provocato una deviazione difficilmente sanabile di quelle condizioni climatiche grazie alle quali la civiltà umana è riuscita ad evolversi e prosperare. Un modello violento, quindi, che per Langer è indicatore di una più ampia cultura della violenza che l’uomo coltiva da secoli, e che trova il suo apice nelle guerre. Esse diventano quindi testimoni del legame tra la violenza che alcuni applicano verso l’ambiente con quella che indirizzano verso i propri simili. Non è un caso, ad esempio, che proprio Donald Trump e la sua cerchia di amministratori stiano smantellando tutti i pilastri delle politiche climatiche e ambientali statunitensi. Violenza contro l’ambiente e violenza contro gli umani.

 

Il rispetto si realizza tramite la conoscenza. Conoscenza dell’altro, e della natura. Rispetto degli uomini verso gli uomini, e rispetto degli uomini verso l’ambiente, la casa comune.

E per questo può aver senso parlare anche di montagne, uccelli e crisi climatica, mentre si parla di guerra.

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