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Idee | 16 ottobre 2026 | 13:00

Europarlamentare usa il Monte Bianco per sostenere bizzarre tesi negazioniste. La politica ha perso il senso della vergogna?

Probabilmente Elena Donazzan è consapevole dell'assurdità divulgata tramite social, ma sa anche che oggi da un lato la memoria collettiva viene quotidianamente annacquata da un flusso costante di dichiarazioni (in breve tempo in molti si saranno scordati di questa trovata del Monte Bianco), dall'altro le semplificazioni estreme si rivelano sempre un boccone gustoso per chi cerca conferme al proprio pensiero; per chi non vuole accettare un cambiamento, anche se è dimostrato dalla scienza

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

In molti sono giustamente rimasti sconcertati dal post della parlamentare europea di Fratelli d'Italia Elena Donazzan in cui sosteneva che, sull'ipotetico aumento della vetta del Monte Bianco, gli ambientalisti sarebbero rimasti zitti, come a nascondere una dinamica in controtendenza rispetto alle loro battaglie sui cambiamenti climatici.

 

Ovviamente, come spiega il glaciologo Giovanni Baccolo su L'Altramontagna, la vetta del Bianco è soggetta a continue variazioni non essendo di roccia, ma ancora coperta di ghiaccio:

 

"A determinare queste variazioni sono soprattutto le precipitazioni nevose e, ancora di più, il lavoro del vento. A quasi 5.000 metri di quota, il vento è il vero protagonista: trasporta, accumula, ridistribuisce ed erode la neve, modellando continuamente la sommità della montagna".

 

A riprova del fatto, Baccolo, sempre su L'Altramontagna, informa inoltre che, se rispetto al 2023 l'altezza del Bianco è aumentata, comparando le misure con l'anno scorso il Monte "non è cresciuto: la quota della sua sommità è diminuita di 1,29 metri".

 

Insomma, quella dell'europarlamentare Donazzan è la classica "sparata" che in questo caso sembra declinarsi in un duplice attacco e in un obiettivo.

 

L'attacco contro la controparte politica e la comunità scientifica sembra infatti essere finalizzato a mantenere integro uno status quo; a strizzare l'occhio a chi ancora sguazza nei combustibili fossili.

 

"Il cambiamento climatico non è un'emergenza, il Monte Bianco addirittura cresce!", si legge sottotraccia.

 

"Perché rendersi così ridicola? Perché spararla tanto grossa? Non è controproducente?", si sono chiesti in molti.

Probabilmente pure l'europarlamentare è consapevole dell'assurdità divulgata tramite social, ma sa anche che l'attuale panorama politico e sociale concede di trascurare il sentimento della vergogna.

 

Perché se da un lato la memoria collettiva viene quotidianamente annacquata da un flusso costante di dichiarazioni (in breve tempo in molti si saranno scordati di questa trovata del Monte Bianco), dall'altro le semplificazioni estreme si rivelano sempre un boccone gustoso per chi cerca conferme al proprio pensiero; per chi non vuole accettare un cambiamento, anche se è dimostrato dalla scienza.

 

Donazzan, come altri politici, lo sa. Così ogni tanto lancia sul tavolo della discussione uno di questi gustosi bocconcini negazionisti. Una mossa probabilmente efficace per racimolare un pugno di voti, ma umanamente e politicamente irresponsabile.

 

 

 

 

 

 

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Immagine in copertina: © Unione Europea

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