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Itinerari | 31 ottobre 2025 | 19:00

Dove la montagna sembra volersi tuffare nel mare, con le rocce che si inarcano verso l’acqua. Sul filo della Riviera ligure di Ponente, tra storia e macchia mediterranea

Un facile itinerario unisce Varigotti a Noli, salendo sul piccolo promontorio che separa i due antichi borghi marinari. Un percorso a picco sul mare, tra uliveti e ruderi di chiese, falesie bianche e una vegetazione a volte molto fitta

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
L'itinerario
Liguria
E (escursionistico)
350 m
2/3 h
Varigotti (12 m)
Noli (5 m)

con l’autostrada A10 dei Fiori si raggiunge Spotorno, da dove si segue la Statale Aurelia lungo la costa fino a Varigotti, passando da Noli. Entrambe le località sono servite dal treno

Ci sono luoghi dove la montagna sembra volersi tuffare nel mare, con le rocce che si inarcano verso l’acqua ricoperte di macchia mediterranea. È in uno scenario come questo che si snoda il sentiero che da Varigotti conduce a Noli, attraverso il promontorio di Capo Noli, in Liguria. È un’escursione breve ma densa di storia, di panorami e di suggestioni culturali, che unisce due tra i borghi più belli della Riviera di Ponente, in provincia di Savona, dove la porzione più orientale delle Alpi Liguri si abbassa progressivamente fino a toccare il mare. Un itinerario ideale per chi ama camminare “vista mare”, con lo sguardo che corre tra l’azzurro del cielo e il blu del golfo, il verde della vegetazione e le diverse tonalità di grigio della roccia. Un itinerario perfetto per le mezze stagioni, come anche in pieno inverno (in estate conviene evitare i mesi più caldi). Sullo sfondo, i rilievi ondulati alle spalle di Varigotti e di Noli, che sembrano possedere la forza verticale delle montagne, con pareti di calcare e marne, falesie che si spezzano in precipizi improvvisi, versanti scoscesi dove la vegetazione si arrampica come può tra rocce e antichi terrazzamenti creati dall’uomo. Dal punto di vista geologico, il promontorio di Capo Noli rappresenta un vero manuale di geologia a cielo aperto, con alternanze di calcari bianchi e marne grigie, bancate di arenarie che affiorano a picco sul mare e che, nei secoli, sono state modellate dal vento e dall’acqua in forme aspre e luminose. Anche la vegetazione risente di questa doppia anima. Nei pressi dei borghi si incontrano gli ulivi dei vecchi terrazzamenti, simbolo di un’agricoltura antica e tenace. Più in alto, la macchia mediterranea prende il sopravvento, con pini d’Aleppo, lecci, corbezzoli, lentischi, cisti e ginestre, il rosmarino che si arrampica tra i sassi e il profumo di mare che invade l’aria. Camminare qui significa immergersi in un mosaico di colori e odori tipicamente liguri, dove ogni curva regala un contrasto, dal verde argentato delle foglie contro il bianco della roccia, al blu intenso del mare sottostante.


Il Mausoleo dell’Australiano, o del Cerisola, sopra Varigotti, sulla via per Capo Noli. © Aminafiallo

Storie di uomini e di mare

Varigotti, borgo marinaro dalla storia antichissima, affonda le radici nel periodo bizantino, probabilmente come castrum a difesa della costa, poi distrutto nel 643 dai Longobardi di re Rotari, approdo e rifugio di saraceni, conteso tra Noli e Finale… Oggi è un grazioso paese dedito al turismo balneare, che conserva un fascino antico con le sue case dai colori sabbia e ocra e i vicoli stretti per difendersi dalle incursioni piratesche. Il percorso inizia dalla Via Aurelia, proprio in mezzo al borgo, da dove bisogna salire a nord lungo Strada Vecchia, superando Strada degli Ulivi, e poco sopra deviare a sinistra (indicazioni) lungo una scalinata che si arrampica tra gli uliveti. È questa una creuza, i caratteristici viottoli selciati o con scalini che corrono sui ripidi versanti liguri, a volte circondati da alti muretti, spesso tra i terrazzamenti coltivati. Dopo una corta salita, un bivio sulla destra conduce alla vicina chiesa di San Lorenzo, risalente all’XI-XII secolo, ma con diversi interventi e ampliamenti successivi, destinata in origine ai monaci benedettini, poi parrocchia di Varigotti fino al 1586. Tornati sul sentiero principale, si prosegue sul ripido sentiero e al bivio subito seguente si tiene la destra, arrivando così a costeggiare il cosiddetto Mausoleo dell’Australiano, o Mausoleo Cerisola. Giuseppe Cerisola, detto Beppin e soprannominato anche Carnera per il suo fisico imponente, nasce a Varigotti nel 1914, dove muore nel 2006. In mezzo, una vita da marinaio, iniziata con una prigionia di cinque anni in un’isola sperduta al largo dell’Australia, nel 1940 a seguito dello scoppio della guerra, poi il rientro a casa e una delusione amorosa. Riprende il mare e sbarca in Australia, dove trascorre altri trent’anni, fino al definitivo ritorno a casa, dall’anziana madre. Gli appioppano il terzo soprannome, l’Australiano, e a Varigotti, schivo e taciturno, decide di raccontare il mare e la sua vita su un muro che costeggia un suo terreno, dove col cemento realizza e colora salvagenti, cime, animali marini, a memoria dei momenti salienti della sua vita, tra cui i suoi celebri salvataggi in mare.
Il sentiero continua in salita, si superano alcuni impluvi e costoni, si ignorano a sinistra i bivi per l’Altopiano delle Manie, mentre a destra si può raggiungere un bel pulpito panoramico. Sembra di essere proiettati in un’altra dimensione, soprattutto lontano dai mesi estivi, quando anche il mare torna silenzioso.


Da Capo Noli (262 m), la costa ligure con Noli, in primo piano, e Spotorno; sulla destra, l’isola di Bergeggi. © Benjamin Smith

Nel verde, a picco sul blu

Il cammino alterna erte salite e tratti più pianeggianti, con la vista che si fa più ampia in improvvisi squarci tra la vegetazione lussureggiante, che pare avvolgere ogni cosa in un abbraccio ancestrale. A destra l’ennesima deviazione scende in breve alla Torre delle Streghe e a un pulpito panoramico ancora più bello del precedente, affacciato sulla scogliera a picco sul mare. I resti di questa torre si devono far risalire all’antichissima disputa sul diritto di pesca di fronte a Capo Noli da parte degli abitanti di Noli e Varigotti: la torre avrebbe dovuto ospitare delle guardie mandate da Genova per vigilare sul rispetto delle leggi, ma non venne mai completata. Continuando sul sentiero, con splendidi affacci sul mare e sulla costa, si arriva poi, in una manciata di minuti, all’ex Semaforo di Capo Noli, sulla sommità dell’omonimo promontorio (262 m), oggi area militare recintata. Il mare di fronte, alle spalle onde verdi salgono e scendono dalle colline e dai crinali, i borghi in lontananza come macchie più chiare. Una sosta è d’obbligo, ma conviene non attardarsi troppo, soprattutto se le giornate sono brevi, perché rimane ancora almeno una visita da compiere. Scendendo lungo l’evidente pista alle spalle del Semaforo, infatti, senza prendere le deviazioni che calano direttamente a Noli, a quota 140 metri, presso un evidente tornante a sinistra, si stacca sulla destra un poco evidente sentierino. Una decina di minuti in ripidissima discesa, su terreno infido e scivoloso (servono cautela e passo fermo, corde corrimano in alcuni punti), e si arriva all’ingresso della Grotta dei Briganti (o dei Falsari), oltre il quale la parete rocciosa si apre in una grande cavità affacciata sul mare (evitare sempre di sporgersi, l’Aurelia passa proprio sotto, alcune decine di metri più in basso). La grotta, al di là delle leggende che la abitano, si è formata in epoche lontane con l’incessante lavorio delle onde del mare, quando la scogliera era sommersa dall’acqua. Un luogo tanto bello quanto iconico, iperfotografato, in estate davvero molto frequentato, ma che nel resto dell’anno riacquista pienamente il suo fascino arcaico.
La ripida salita per tornare sul tracciato principale è l’ultima fatica, ma non l’ultima sorpresa. Dopo poco, infatti, si passa dai ruderi dell’Eremo del Capitano d'Albertis, un semplice ma curioso edificio abitativo in muratura e legno, voluto sul finire dell’Ottocento da Enrico d’Albertis, marinaio, esploratore, archeologo di un’aristocratica famiglia genovese, e poco oltre dai ruderi della chiesa di Santa Margherita, probabilmente del X secolo. Un passato che riaffiora, a pezzi, in mezzo a una natura vigorosa, di fronte al blu del mare. E poi terrazzamenti di ulivi, ancora ruderi, la chiesa di San Lazzaro e il Lazzaretto, le prime case di Noli, antico e fiero borgo marinaro con passato di Repubblica. Partendo da Varigotti di buon’ora, resta il tempo per una visita tra le vie del paese.


L’affaccio sul mare dalla Grotta dei Briganti. © Alessandro470804

IL PERCORSO
Regione: Liguria
Partenza: Varigotti (12 m)
Arrivo: Noli (5 m)
Accesso: con l’autostrada A10 dei Fiori si raggiunge Spotorno, da dove si segue la Statale Aurelia lungo la costa fino a Varigotti, passando da Noli. Entrambe le località sono servite dal treno
Dislivello: 350 m
Durata: 2/3 h
Difficoltà: E (escursionistico)

 

Immagine di apertura: Capo Noli (262 m), tra Varigotti e Noli. © Benjamin Smith

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