Contenuto sponsorizzato
Itinerari | 16 maggio 2025 | 17:00

Dove le Alpi si tingono dei colori del mare, sul Monte Armetta

Itinerari / Sul confine tra Piemonte e Liguria, una facile e bella escursione ad anello, alla scoperta dei grandi silenzi e delle interessanti emergenze geologiche e botaniche delle Alpi Liguri

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
L'itinerario
Piemonte
E (escursionistico)
650 m
4/5 h
Colle di Caprauna (1376 m)
Monte Armetta (1739 m)

il Colle di Caprauna si raggiunge sia dal Piemonte, risalendo la Valle Tanaro da Mondovì fino a poco oltre Ormea, sia dalla Liguria, lasciando la costa presso Albenga

Tra le pieghe più occidentali delle Alpi, in quella sottile e affascinante zona di confine tra Piemonte e Liguria, dove l’orografia delle montagne si insinua tra i venti del mare e le correnti del nord, si trova un piccolo scrigno escursionistico di rara bellezza. È qui, tra la Valle Tanaro e la Valle Pennavaire, che si snoda un itinerario ad anello che ha tutto ciò che si può desiderare: un dislivello ben distribuito, una varietà paesaggistica sorprendente, vette accessibili ma panoramiche, e un susseguirsi continuo di suggestioni naturali e geologiche. Il percorso ha inizio e termine al Colle di Caprauna e tocca due cime simboliche delle Alpi Liguri: il Monte della Guardia (1658 m) e il Monte Armetta (1739 m), prima di scendere verso il Colle San Bartolomeo e chiudere l’anello passando dal rifugio Pian dell’Arma.
Le Alpi Liguri costituiscono una porzione delle Alpi Sudoccidentali, tra il Colle di Cadibona e il Colle di Tenda, caratterizzata da rilievi relativamente modesti in altezza, ma molto interessanti per la loro posizione geografica e la loro storia geologica. È questa una zona di transizione, un ponte tra la montagna e il mare, tra le rocce cristalline delle Alpi Marittime e i calcari modellati dai venti del Tirreno. L’ambiente che si incontra durante l’escursione è fortemente influenzato da questa duplice natura, basti pensare che, in una sola giornata, si passa dal faggio alpino ai lecci mediterranei, dagli affioramenti ofiolitici al calcare giurassico. Il Monte Armetta, in particolare, rappresenta uno dei rilievi più caratteristici dell’area, punto di osservazione privilegiato sull’intero arco alpino occidentale e sulle coste liguri. Non a caso, nelle giornate più terse, è possibile scorgere non solo le Alpi Marittime e le Liguri fino al Marguareis, ma anche la linea frastagliata della costa tra Albenga e Finale Ligure e il profilo della Corsica.
Camminare tra il Monte della Guardia e l’Armetta, inoltre, significa attraversare una delle zone floristicamente più ricche delle Alpi Liguri. Il versante piemontese, ombroso e più fresco, ospita faggi e abeti bianchi, mentre quello ligure, più assolato, è tappezzato da cespugli di timo serpillo, ginestre, erica arborea e lavanda. In primavera ed estate si possono incontrare orchidee spontanee, gigli martagoni, anemoni e, più in alto, stelle alpine e sassifraghe. Soprattutto nei pressi delle conche erbose e dei crinali, l’occhio attento coglie l’interazione tra microclima e composizione geologica, con piante che crescono solo su substrati calcarei alternate a specie acidofile.


Dal Colle Caprauna, guardando verso ovest. © Andrea Mucelli

Sapori mediterranei in salsa alpina
Il Colle di Caprauna (1376 m), raggiungibile in auto sia da Ormea (Valle Tanaro) sia da Albenga (Valle Pennavaire), è il punto di partenza ideale per questa traversata. Una piccola cappella, qualche tavolo da picnic e i cartelli dell’Alta Via dei Monti Liguri segnalano l’inizio del percorso. Il sentiero prende subito quota con decisione, ma senza mai essere faticoso, risalendo la dorsale principale verso nord. I primi tratti si svolgono in un bosco fresco e ombroso, dove dominano i faggi e, più in basso, i castagni. Dopo circa 45 minuti di cammino il bosco si apre e la vista si spalanca per la prima volta sulla Valle Tanaro, con le cime innevate delle Alpi Marittime a nord, e sulla Valle Pennavaire che digrada dolcemente verso il mare. Il sentiero diventa più panoramico e si raggiunge in breve il Monte della Guardia (1661 m), modesta elevazione erbosa che si affaccia verso sud, dove è d’obbligo una sosta contemplativa, ammirando a ovest l’Armetta e, oltre, il Galero. Il sentiero principale, in realtà, passa poco sotto la cima, sul versante ligure, ma la breve deviazione che conduce in vetta è altamente consigliata.
Dal Monte della Guardia il sentiero prosegue quasi in piano lungo il crinale, poi scendendo fino alla Colla Bassa (1574 m), offrendo continui scorci sul Mar Ligure. Inizia ora la salita più importante della giornata, quella che conduce al Monte Armetta, vero cuore dell’escursione. La pendenza si fa più marcata e si alternano tratti erbosi a brevi rampe sassose, in un ambiente aperto, esposto al sole e al vento, ma di grande soddisfazione. Giunti in vetta, dopo circa due ore e mezza dalla partenza, si è ripagati da un panorama straordinario. A nord si susseguono le Alpi Liguri e Marittime, con il Marguareis che domina la scena. A sud, il blu del Mar Ligure si apre inaspettato e, se la giornata è tersa, la Corsica appare come una linea scura all’orizzonte, e nelle giornate più fortunate si può scorgere anche il Monviso o addirittura il Monte Rosa.


Sulla cima del Monte Armetta (1739 m). © Karin Winkel

Tra le rocce dell’Armetta
Si potrebbe rientrare per la via di salita, ma considerata la brevità dell’escursione e la varietà dei paesaggi attraversati, consigliamo la discesa dal Monte Armetta lungo il versante sudorientale per chiudere un circuito. Il sentiero si fa più tecnico in alcuni punti, ma mai esposto o pericoloso, e in breve, tra pendii di prati e rada vegetazione, si giunge al Colle San Bartolomeo (1439 m), stretto intaglio tra l’Armetta e le propaggini del Galero. È un luogo silenzioso, segnato solo da un crocevia di sentieri. La tentazione sarebbe quella di proseguire con la salita del Monte Galero, con un magnifico percorso di cresta, ma la macchina ci attende al Colle di Caprauna… Meglio tornare a più miti consigli e abbandonare l’Alta Via dei Monti Liguri, piegando verso est per seguire le indicazioni per il rifugio Pian dell’Arma. È una comoda sterrata a indicare il percorso, che taglia tutto l’ampio e spoglio versante meridionale dell’Armetta, e l’unica accortezza è tenere la destra a un evidente bivio. Il bosco si avvicina, e un breve tratto in discesa nella vegetazione consente di arrivare nella piccola radura dove sorge il rifugio Pian dell’Arma (1350 m), una bella costruzione in pietra e legno, dove fermarsi per una sosta prima di tornare all’auto, soprattutto per ammirare le caratteristiche falesie rocciose che si alzano alle sue spalle. Da qui, un comodo sentiero riporta in breve al Colle di Caprauna, con negli occhi ancora i contrasti appena assaporati, tra le ombrose valli a nord e quelle più solari rivolte verso il mare, tra il clima continentale e quello mediterraneo, la convivenza tra il faggio e la lavanda. Un percorso unico nel suo genere, su montagne vere, ma non aspre, con panorami ampi e immerse nella solitudine e nel silenzio.

 

 

IL PERCORSO
Regione: Piemonte
Partenza: Colle di Caprauna (1376 m)
Arrivo: Monte Armetta (1739 m)
Accesso: il Colle di Caprauna si raggiunge sia dal Piemonte, risalendo la Valle Tanaro da Mondovì fino a poco oltre Ormea, sia dalla Liguria, lasciando la costa presso Albenga
Dislivello: 650 m
Durata: 4/5 h
Difficoltà: E (escursionistico)

 

Immagine di apertura: dalla cima del Monte Armetta (1739 m), il Monte Dubasso (1538 m), oltre il Colle San Bartolomeo, e sullo sfondo la piana di Albenga e il Mar Ligure. © F. Ceragioli

SOSTIENICI CON
UNA DONAZIONE
Contenuto sponsorizzato
recenti
Attualità
| 11 maggio | 19:00
La Procura di Aosta contestava la realizzazione senza autorizzazione di uno scavo trasversale alla lingua del [...]
Storie
| 11 maggio | 19:00
Sant'Anna di Stazzema e Monte Sole sono stati teatri di vicende drammatiche, due stragi con oltre 1300 vittime civili [...]
Storie
| 11 maggio | 18:00
A pochi chilometri dal traffico di Genova, tra il mare e l'Appennino, esiste una montagna che per generazioni di [...]
Contenuto sponsorizzato