Contenuto sponsorizzato
Itinerari | 05 dicembre 2025 | 19:00

Lasciando il bosco verso la luce: scivolando senza fretta in Val Gerola, tra i morbidi profili delle Orobie valtellinesi

Un itinerario di scialpinismo classico e facile, ideale per iniziare la stagione, che dalla Val Gerola sale alla Cima della Rosetta. Alla scoperta di montagne a due passi dalla pianura lombarda

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
L'itinerario
Lombardia
MS (medio sciatore)
950 m circa
3 h
rotabile tra Rasura e il Bar Bianco (1200 m circa)
Cima della Rosetta (2148 m)

da Morbegno, in Valtellina, si devia a sud per la Val Gerola e, all’altezza di Rasura, si prende a destra la stradina che sale al Bar Bianco, percorrendola fin dove è possibile

Non riesco a farne a meno, e ogni inizio inverno è quasi necessario che io vada in Val Gerola, per salire con le pelli di foca sulla Cima della Rosetta. Un percorso facile, che richiede neve assestata solo se si opta per la discesa diretta dalla cima, mentre l’itinerario classico, lungo un’agevole dorsale, non presenta rischi o difficoltà, quindi un’opzione ottima in pieno inverno, anche dopo un’abbondante nevicata. Lo posso considerare un luogo del cuore? Non lo so, per molti sì, è una gita che ha rappresentato una sorta di battesimo con le pelli di foca (ma ottima anche con le ciaspole), dove si torna sempre volentieri, nonostante il dislivello sia contenuto. Una gita che sa regalare grandi emozioni nella sua semplicità, emozioni quasi intime, lontane da quelle più intense delle escursioni blasonate, ma che sanno entrarti dentro, e rimanervi.
La Val Gerola è una valle laterale della Valtellina che si stacca all’altezza di Morbegno e risale verso sud, insinuandosi tra le dorsali tondeggianti e al tempo stesso austere delle Orobie valtellinesi. È un territorio che ha conservato un carattere schivo, quasi appartato, lontano dalle rotte più battute del turismo alpino, nonostante in alcuni fine settimana invernali le sue montagne siano quasi prese d’assalto da scialpinisti e ciaspolatori. Ed è in questo scenario che si inserisce una trama umana di lunga durata: celebre per i suoi alpeggi e per il Bitto storico, frutto delle transumanze che per secoli hanno scandito la vita dei pastori, la Val Gerola riporta a un mondo di economie essenziali, con antiche mulattiere che univano gli alpeggi tra loro, tra vecchi nuclei di baite in pietra e legno, affreschi votivi, cappelle e croci che punteggiano le radure. Un territorio che non si attraversa semplicemente "andando a sciare", ma che si presta a una lettura più ampia, fatta di richiami storici, paesaggistici e culturali che accompagnano, passo dopo passo, l’escursionista.


L’abitato di Gerola, in fondo all’omonima valle. © Porte di Valtellina

Lasciando il bosco verso la luce

Per la partenza, da Rasura si sale verso il Bar Bianco, chiaramente indicato, proseguendo in auto fin quando la strada è percorribile. Poi, calzati gli scarponi e gli sci, si continua sulla strada nel bosco fino al piccolo ristoro del Bar Bianco, presidio di convivialità alpina e punto d’incontro per molti appassionati. Da qui si prosegue la salita inizialmente tra radure e brevi fasce boschive, con percorso sempre piacevole, la pendenza regolare, mentre i larici lasciano filtrare la luce come lame chiare che si riflettono sulla neve. In breve si sbuca nei pressi degli alpeggi disseminati attorno alle Baite della Corte, con la valle che si allarga in un piano sospeso, una specie di conca che già anticipa la grande forma della Rosetta sullo sfondo. La traccia, solitamente ben battuta, piega verso sinistra e sale con decisione lungo un costone che introduce agli ampi pendii superiori. È questo il cuore dell’itinerario, un progressivo guadagnare quota su pendenze che rimangono costanti, ma mai eccessive. La sensazione è quella di immergersi in uno spazio bianco che sembra non finire mai, dove il silenzio diventa compagno costante. Superato il dosso che conduce sotto la vetta, l’ambiente torna più raccolto. La Cima della Rosetta si raggiunge con un ultimo breve e intuitivo traverso, seguendo poi la facile dorsale fino alla cima, dove il panorama si fa sorprendentemente ampio per una quota non elevatissima, con le Orobie che si distendono verso sud ed est, mentre oltre la Valtellina si staglia il Disgrazia, a dominare le Alpi Retiche. Un panorama che non ci si stanca mai di guardare.


Ampie radure e baite antiche sopra Rasura. © Porte di Valtellina

Scivolando senza fretta

La discesa contribuisce a rendere così piacevole questo itinerario, con gli ampi pendii che consentono linee armoniose e continue, da modulare a seconda delle condizioni della neve: in presenza di farina leggera si può lasciar correre lo sci, mentre con neve più trasformata occorre leggere con attenzione i cambi di pendenza. È una discesa che restituisce il senso della montagna orobica: non ci sono canaloni incassati né tracciati obbligati, ma una naturalezza del terreno che permette di interpretare la neve in modo personale, quasi libero (se il manto nevoso non è stabilizzato, conviene seguire fedelmente il percorso di salita). Una volta riconquistata la zona degli alpeggi, il paesaggio muta di nuovo: le baite, i muretti, gli alberi sparsi ricordano – se mai ce ne fosse bisogno – che la montagna non è solo natura, ma anche luogo plasmato dall’uomo. Proseguendo verso il Bar Bianco, mentre gli sci fendono i larici e tracciano curve sinuose, verrebbe voglia di fermarsi, ripellare e tornare verso l’alto, non tanto per un fatto sportivo, per accumulare dislivello, piuttosto per le sensazioni che si riescono a provare, per l’immersione in una montagna "gentile", che accoglie senza imporsi, ma che chiede comunque rispetto. E dopo le ultime curve, poi scivolando lungo la strada, resta un senso di appagamento quieto, tipico delle Orobie valtellinesi. Montagne che invitano a tornare, in ogni stagione, perché la conoscenza e l’esplorazione di queste cime "minori" non si esauriscono mai in una sola visita, ma offrono ogni volta nuovi dettagli, nuove sorprese, nuove emozioni.

 

 

IL PERCORSO
Regione: Lombardia
Partenza: rotabile tra Rasura e il Bar Bianco (1200 m circa)
Arrivo: Cima della Rosetta (2148 m)
Accesso: da Morbegno, in Valtellina, si devia a sud per la Val Gerola e, all’altezza di Rasura, si prende a destra la stradina che sale al Bar Bianco, percorrendola fin dove è possibile
Dislivello: 950 m circa
Durata: 3 h
Difficoltà: MS (medio sciatore)

 

Immagine di apertura: nella parte superiore dell’itinerario, ormai in vista della Cima della Rosetta (2148 m). © Porte di Valtellina

SOSTIENICI CON
UNA DONAZIONE
Contenuto sponsorizzato
recenti
Attualità
| 11 maggio | 19:00
La Procura di Aosta contestava la realizzazione senza autorizzazione di uno scavo trasversale alla lingua del [...]
Storie
| 11 maggio | 19:00
Sant'Anna di Stazzema e Monte Sole sono stati teatri di vicende drammatiche, due stragi con oltre 1300 vittime civili [...]
Storie
| 11 maggio | 18:00
A pochi chilometri dal traffico di Genova, tra il mare e l'Appennino, esiste una montagna che per generazioni di [...]
Contenuto sponsorizzato