Sulle tracce dei camosci tra i Monti della Meta, estremo lembo meridionale del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise

La salita al Monte Meta, più conosciuto semplicemente come La Meta, è un’esperienza estremamente gratificante, per i paesaggi attraversati e per la concreta possibilità di avvistare la fauna selvatica, in particolare i camosci. Ecco un anello escursionistico che rimonta il versante orientale della montagna, da percorrere in punta di piedi

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
il pianoro di Campitelli si raggiunge agevolmente con una comoda stradina da Alfedena, borgo abruzzese vicino al confine con il Molise, tra Castel di Sangro e Villetta Barrea
Nel cuore sudoccidentale del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise si estende una zona di montagne poco frequentate, ma ricche di fascino: il massiccio del Monte Meta con le sue vallate e i suoi crinali spogli. La cornice è quell’eccezionale biodiversità insita nel Parco, habitat protetto di specie emblematiche come il camoscio appenninico, l’orso marsicano, il lupo, oltre a cervi, caprioli e rapaci come l’aquila reale. Geologicamente, il massiccio appartiene ai Monti Marsicani, e più precisamente al Sottogruppo dei Monti della Meta, dove si incontrano Abruzzo, Lazio e Molise, e presenta strutture carsiche sui pianori superiori, con doline, versanti ghiaiosi e affioramenti calcarei, con ripidi pendii di pascoli d’alta quota e specie montane come rododendri e genziane fin sulle dorsali più alte, mentre alle quote inferiori le valli sono ricoperte da una folta vegetazione di boschi di faggio e abete.
Uno dei percorsi più interessanti e appaganti per avventurarsi in questo territorio sale il versante orientale della Meta fino al Passo dei Monaci, per poi raggiungerne la cima e tornare al punto di partenza con un itinerario diverso, realizzando così un anello di tutto rispetto e di grande soddisfazione. E senza ombra di dubbio, più che la Meta (nella sua doppia accezione) è il muoversi sinuoso tra boschi e pianori, tra valli e crinali, con l’occhio sempre attento alla ricerca dei camosci, a regalare le emozioni maggiori. Primavera e autunno sono sicuramente i mesi migliori per intraprendere questo percorso, camminando in silenzio per non disturbare la fauna selvatica. Questi luoghi, infatti, sono molto frequentati soprattutto dal camoscio, tanto che l’Ente Parco chiude alcuni sentieri dell’area nei mesi estivi proprio per la tutela della fauna selvatica (in tali periodi sono accessibili solo con escursioni organizzate dalle guide autorizzate dal Parco).

Storie appenniniche
L’itinerario prende avvio dal suggestivo pianoro di Campitelli, sopra il borgo di Alfedena, seguendo il segnavia n° L1 lungo una carrareccia immersa nel bosco di faggi. In breve il tracciato si trasforma in un evidente sentiero, che verso ovest, prima in moderata pendenza e più avanti con la salita che si fa via via più ripida e articolata, prende quota fino a uscire dal bosco a nord della dorsale del Monte Miele. La salita prosegue sul panoramico altopiano conosciuto come Pianoro dei Biscurri, dove si scorgono, a 1712 metri di quota, i resti di un antico fortino borbonico, un frammento di storia tra rocce e tracce pastorali.
Il sentiero, sempre evidente e ora su terreno aperto, lasciando già scorgere la Meta e le dorsali circostanti, prosegue verso sudovest, aggirando a oriente il Gendarme della Meta, fino a raggiungere l’ampia sella del Passo dei Monaci (1967 m), contrassegnato da un grosso masso che segnala il confine tra Lazio, Abruzzo e Molise. Il luogo, oltre che importante crocevia di sentieri e magnifico punto panoramico, affonda le sue radici in una leggenda che narra di tre monaci morti su queste nebbiose dorsali.
Il silenzio è interrotto solo dal vento, con la cima della Meta incombente a nord, mentre dalla parte opposta si allunga la dorsale delle Mainarde, con la Metuccia e le Coste dell’Altare, e a ovest si ammirano i ripiani ondulati ai piedi del Monte Cavallo. Lo sguardo corre intorno, a cercare gli abitanti di queste montagne, i camosci, durante una breve pausa prima dell’ascesa finale.

La Meta nel cielo
Dal passo, infatti, si abbandona il segnavia n° L1 per imboccare il ripido sentiero verso la vetta, rimontando un pendio sassoso che richiede attenzione pur senza nessun passaggi tecnici, fino ai 2242 metri della cima del Monte Meta. La fatica della salita è ricompensata dallo spettacolo che si apre alla vista, con un’infilata di dorsali e cime, valli e boschi che si distendono a perdita d’occhio, fino al Gran Sasso. Non si può che restare in silenzio, in muta contemplazione di tale orizzonte, se non fosse per il vento che spazza spesso queste cime, e per la discesa che ancora ci aspetta.
Tornati al Passo dei Monaci si potrebbe ripercorrere l’itinerario di salita (o lanciarsi verso il basso sul versante opposto, ma con evidenti problemi logistici, se non ci si è organizzati per tempo), ma per chiudere l’anello si può invece imboccare il sentiero n° M1 che cala nella suggestiva Valle Pagana. Anche qui, nonostante la fatica accumulata nelle gambe, non si può che godere della meraviglia offerta dagli ambienti attraversati, tra praterie d’alta quota prima, poi nel fitto bosco di faggi fino a raggiungere il pianoro delle Forme, in località Valle Fiorita, a circa 1400 metri di quota. Da qui non resta che percorrere un facile ed evidente sentiero in direzione nordest, privo di numerazione, risalendo il crinale boscoso che scende dal Monte Miele. Un’ultima breve discesa riporta al punto di partenza, con la consapevolezza di aver esplorato solo un angolo, seppur meraviglioso, del grande territorio del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
IL PERCORSO
Regione: Abruzzo
Partenza: pianoro di Campitelli (1450 m)
Arrivo: Monte Meta (2242 m)
Accesso: il pianoro di Campitelli si raggiunge agevolmente con una comoda stradina da Alfedena, borgo abruzzese vicino al confine con il Molise, tra Castel di Sangro e Villetta Barrea
Dislivello: 950 m
Durata: 4 h
Difficoltà: E (escursionistico)
Immagine di apertura: il Monte Meta (2242 m) dal pianoro delle Forme. © Mark Horrell











