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Itinerari | 22 agosto 2025 | 19:00

Un piccolo gioiello di 25 chilometri che si estende tra boschi, pascoli e alte montagne. Nelle atmosfere della Val di Fumo, ai piedi dell’Adamello

Una valle dal caratteristico profilo glaciale, da percorrere agevolmente con una facile escursione. E un emozionante finale alpinistico

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
L'itinerario
Trentino - Alto Adige
E (escursionistico) fino al rifugio Val di Fumo; EE (escursionisti esperti) l’itinerario completo
150 m fino al rifugio Val di Fumo; 1100 m l'itinerario completo
1 h e 30 min fino al rifugio Val di Fumo; 6/7 h l’itinerario completo
parcheggio della diga di Malga Bissina (1847 m)
rifugio Val di Fumo (1918 m) o fronte Vedretta Centrale di Val di Fumo (2953 m)

da Brescia o Desenzano si deve raggiungere il Lago d’Idro, poi risalire le Giudicarie fino a Creto, dove si svolta a sinistra per la Val Daone e si prosegue fin sotto la diga del bacino artificiale di Malga Bissina

È lunga, molto lunga, e si incunea dritta, praticamente rettilinea, dalla Val Daone fin sotto le grandi distese glaciali dell’Adamello, nella sua porzione più meridionale, là dove si incontrano il Trentino e la Lombardia. La Val di Fumo è un piccolo gioiello di oltre 25 chilometri che si estende tra boschi, pascoli e alte montagne, uno tra gli esempi più rappresentativi di valle di escavazione glaciale di tutto il Trentino, con il classico profilo a “U”, quasi perfetto. Una valle facile da percorrere, adatta a tutti, anche ai bambini, almeno nella sua porzione bassa e media, fino al rifugio Val di Fumo e oltre, con il sentiero che corre sul fondovalle tra ampi pascoli e di fianco al torrente, con i ripidi versanti laterali che si alzano verso le cime. Nella parte superiore invece, dove passa anche il sentiero glaciologico “Vigilio Marchetti”, dopo un primo tratto ancora abbordabile, la salita è riservata agli escursionisti esperti, molto esperti, ma si svolge in un ambiente davvero selvaggio e grandioso, fin sotto la fronte della Vedretta Centrale di Val di Fumo, da dove, con adeguate conoscenze alpinistiche e attrezzature, si può anche proseguire per il rifugio Lobbia Alta. Percorrere la Val di Fumo, anche solo la sua parte più abbordabile, rappresenta uno dei tanti modi, e forse uno dei più belli, per avvicinarsi ed esplorare gli ambienti che contornano il grande massiccio glaciale, all’interno del Parco naturale Adamello Brenta.


Il Lago di Malga Bissina, dove inizia l'itinerario escursionistico lungo la Val di Fumo. © Stefano Parmesan

Lungo il torrente

Il percorso prende avvio dal grande parcheggio che si trova al termine della strada che sale lungo la Val Daone, subito sotto la diga di Malga Bissina. L’ambiente è sereno, solare, e da qui si devono seguire le evidenti indicazioni per il rifugio Val di Fumo. Un sentierino (è il n° 240) riporta in breve sulla stradina che costeggia a nordovest il grande lago artificiale di Malga Bissina, che percorsa in piano conduce all’ex Malga Breguzzo. Il profilo del Carè Alto svetta imponente sulla valle, ben riconoscibile già da qui, e seguendo il sentiero si costeggia il Chiese, con modesti saliscendi tra radi abeti e mughi, prati umidi e torbiere, fino a raggiungere la Malga Val di Fumo. Il percorso è davvero elementare, rilassante, e consente belle visuali sulle cime che chiudono la valle, godendo nel contempo dei caratteristici ambienti alpestri che si attraversano. Superando il ponte e seguendo il sentiero n° 222, in pochi minuti si sale sul dosso dove è situato il rifugio Val di Fumo, accogliente struttura della Sat dove rifocillarsi e riposarsi al sole, ammirando il panorama.
Fin qui è un’escursione corta, facile, ma comunque bella e rilassante, appagante, ma chi ha voglia di proseguire ancora può farlo per un altro tratto, passeggiando comodamente sul sentiero di fondovalle. Almeno fino a un certo punto.


La testata della Val di Fumo. © Lorenzo Rasini

Sotto i ghiacciai
Dal rifugio, infatti, un breve tratto di sentiero (il n° 222A) riporta sulla traccia principale, che segue il rettilineo fondovalle senza alcuna difficoltà. La vegetazione arborea d’alto fusto è scomparsa, si cammina tra prati torbosi e macchie di rododendri, ontaneti e qualche roccia che comincia ad affiorare. La pendenza aumenta, però, e si sale con più decisione alla Casera delle Levade (2025 m), dove si stacca a sinistra il sentiero n° 247 verso la Porta di Buciaga. Ancora in salita, si superano in successione le tre bellissime conche delle Levade (Prima, Seconda e Terza), poi per una pietraia si giunge alla base di un’alta bastionata rocciosa, che segna la testata della
vallata. Qui i meno esperti è meglio che si fermino, il panorama verso la lunga valle appena percorsa e l’ambiente selvaggio sono comunque stupendi. Il sentiero, infatti, prosegue inerpicandosi tra placche di granito, in alcuni punti sono presenti staffe e chiodi, quindi è indispensabile sapersi muovere su terreno alpinistico. L’articolato percorso, non immediato da intuire (seguire sempre i bolli), conduce a un modesto ripiano, dove, sulla sinistra, una labile traccia conduce verso la Val Adamè. Bisogna ora rimontare un’altra balza rocciosa, più impegnativa della precedente, con passaggi esposti e solo in parte attrezzati (un’attrezzatura alpinistica di base sarebbe utile), poi aggirare un costone roccioso, per arrivare a una piccola conca dove è solitamente presente un laghetto formato dallo scioglimento del fronte glaciale soprastante. Eccoci, siamo proprio ai piedi della Vedretta Centrale di Val di Fumo, tra il Corno di Cavento e le Cime del Dosson. Non resta che fermarsi, quasi sopraffatti dalla maestosità di questo luogo raccolto, nascosto tra le pieghe glaciali dell’Adamello. Sembra quasi impossibile che qui, oltre cento anni fa, risuonassero i sordidi rumori della guerra.
Con adeguata attrezzatura per la progressione su ghiacciaio, in un’ora circa si può raggiungere il rifugio Ai Caduti dell’Adamello alla Lobbia Alta, e da qui lanciarsi verso le distese bianche del Pian di Neve o scendere verso la Val Genova. Ma questa è un’altra storia. Ci aspetta la lunghissima discesa verso i prati e i boschi della Val di Fumo.

 

IL PERCORSO
Regione:
Trentino - Alto Adige
Partenza: parcheggio della diga di Malga Bissina (1847 m)
Arrivo: rifugio Val di Fumo (1918 m) o fronte Vedretta Centrale di Val di Fumo (2953 m)
Accesso: da Brescia o Desenzano si deve raggiungere il Lago d’Idro, poi risalire le Giudicarie fino a Creto, dove si svolta a sinistra per la Val Daone e si prosegue fin sotto la diga del bacino artificiale di Malga Bissina
Dislivello: 150 m fino al rifugio Val di Fumo; 1100 m l'itinerario completo
Durata: 1 h e 30 min fino al rifugio Val di Fumo; 6/7 h l’itinerario completo
Difficoltà: E (escursionistico) fino al rifugio Val di Fumo; EE (escursionisti esperti) l’itinerario completo

 

Immagine di apertura: il Carè Alto (3462 m) domina la Val di Fumo. © Nadia Zig

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