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Itinerari | 19 settembre 2025 | 20:00

Un rifugio che è entrato nella memoria di generazioni di escursionisti e alpinisti, tra le Pale di San Martino

Classico e affascinante, quasi magico in autunno, il percorso lungo Val Canali fino al rifugio Treviso, nel Parco naturale Paneveggio Pale di San Martino, scorre ai piedi delle caratteristiche quinte delle Dolomiti, sulle tracce di una storia secolare fatta di pastori, alpinisti e fiere comunità alpine

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
L'itinerario
Trentino – Alto Adige
E (escursionistico)
500 m
2 h/2 h e 30 min
Val Canali, località Cant dal Gal (1184 m)
rifugio Treviso (1630 m)

dalla piana di Feltre, all’altezza di Fonzaso, si segue la SR50 in direzione del Primiero e di San Martino di Castrozza; giunti a Fiera di Primiero, si devia sulla comoda strada che sale in Val Canali

Spesso, anche le valli e i rifugi più frequentati, fuori stagione possono risultare silenziosi, scrigni di piccoli tesori da assaporare lentamente. E non per forza con lunghe e difficili escursioni, può bastare una facile passeggiata tra i boschi, a quote non elevate, su tracciati comodi e adatti a tutti. Se poi intorno ci sono alcune delle quinte dolomitiche più belle, il quadro è perfetto, e basta una bella giornata di sole per riempirsi gli occhi di una bellezza che a volte rischia di passare in secondo piano, rapiti dalla fatica o distratti da orde di gitanti e alpinisti. Uno di questi luoghi è la Val Canali, all’interno del cuore delle Pale di San Martino, dove le valli si stringono e i boschi di abete e larice si insinuano tra alte pareti calcaree. Sul margine meridionale del massiccio, per il quale rappresenta uno degli accessi più suggestivi e al tempo stesso più classici, questa valle, stretta tra la dorsale della Croda Granda e le grandiose cime che contornano la Val Pradidali e il Vallone delle Lede, c’è un rifugio che è entrato nella memoria di generazioni di escursionisti e alpinisti: il rifugio Treviso. Situato a 1630 metri di quota, all’interno del Parco naturale Paneveggio Pale di San Martino, questo presidio della montagna veneta si raggiunge con un facile e breve percorso che coniuga storia, natura e panorami indimenticabili, capace di raccontare l’identità di un territorio straordinario.


Il rifugio Treviso (1630 m) e la Cima di Lastei (2846). © Michael 2015

Le storie di una valle
Già addentrandosi in auto in Val Canali si capisce come questo territorio sia profondamente legato alla storia delle comunità che lo abitano e al transito di uomini che, nei secoli, hanno utilizzato questi pascoli e boschi come risorsa primaria. La valle è segnata da malghe storiche, alcune ancora attive, che testimoniano la secolare pratica dell’alpeggio, ma non mancano i riferimenti alla cultura cimbra e ladina, che hanno lasciato evidenti tracce nella toponomastica e nelle consuetudini pastorali. I fitti boschi, inoltre, furono per lungo tempo fonte di reddito per i valligiani del Primiero, con il legname che veniva trasportato attraverso le vie d’acqua fino alla pianura veneta, merce preziosa per la Repubblica di Venezia, che ne utilizzava grandi quantità per la costruzione navale. Una valle che vanta anche un’importante storia alpinistica, con le prime esplorazioni nella seconda metà dell’Ottocento, da Tucker agli alpinisti tedeschi della sezione di Dresda dell’Alpenverein, che nelle loro relazioni descrivevano la Val Canali come una delle più suggestive e selvagge delle Dolomiti, tanto che John Ball, primo presidente dell’Alpine Club, la definì “una valle di sublime bellezza, degna dei più alti scenari dolomitici”.
La partenza avviene dalla località Cant dal Gal, punto di accesso privilegiato alla Val Canali e anche alla Val Pradidali, che penetra a nordovest tra Sass Maor e Cima Canali, fin sul grande Altopiano delle Pale. Per il rifugio Treviso, invece, si deve seguire il segnavia n° 707, inizialmente lungo la strada che conduce alla radura di Malga Canali, poi ancora lungo il torrente, per attraversarlo poco dopo e continuare in modesta salita, tra splendidi scorci sulle imponenti cime d’Oltro e dei Lastei. Quando la valle inizia a rinserrarsi, si sale con decisione nel bosco di conifere, con una lunga serie di tornanti, e si raggiunge infine il terrazzo circondato dal bosco dove sorge il rifugio Treviso, con splendide vedute sul dirimpettaio Vallon delle Lede, sulla Cima dei Lastei e sulla Pala del Rifugio.


Vista verso valle dal rifugio Treviso. © Saverio Sartori

Traversando sotto le pareti
Il rifugio venne costruito nel 1897 dalla Sektion Dresden del Deutscher und Österreichischer Alpenverein, per passare, dopo la Prima guerra mondiale, prima alla Sat, e dopo pochi anni alla sezione di Treviso del Cai, che ancora oggi lo gestisce. La sua architettura richiama lo stile tradizionale dei rifugi alpini: muri in pietra, tetto a falde e un’ampia balconata che si affaccia sulla valle. Ha sempre rappresentato un crocevia culturale, luogo d’incontro tra alpinisti, escursionisti e pastori, e ha visto passare alcune delle figure più significative dell’alpinismo dolomitico. Nel secondo dopoguerra divenne anche un punto di riferimento per le scuole di alpinismo e per le prime esperienze di turismo montano organizzato nella valle.
Dopo una meritata pausa, a contemplare le severe architetture delle Pale che si alzano tutto intorno, per la discesa si può optare per un percorso diverso. Proprio alle spalle del rifugio, si imbocca quindi il sentiero n° 718, che si snoda verso sud, alternando tratti pianeggianti e modesti saliscendi, attraverso un bellissimo bosco di conifere e faggi. Siamo sul percorso dell’Alta Via delle Dolomiti n° 2, e al termine di questo rilassante e scenografico tratto si raggiunge il Campigol d’Oltro, una radura prativa un tempo utilizzata come pascolo, oggi in parte occupata da una lenta riforestazione. Lasciando a sinistra il sentiero per la Forcella d’Oltro, si prende a destra in ripida discesa lungo il Troi dei Todeschi (Sentiero dei Tedeschi, n° 718B), percorrendo un altro bel bosco di faggi e arrivando infine sul fondovalle, dove si riprende il percorso di salita per tornare al punto di partenza.

 

 

IL PERCORSO
Regione: Trentino – Alto Adige
Partenza: Val Canali, località Cant dal Gal (1184 m)
Arrivo: rifugio Treviso (1630 m)
Accesso: dalla piana di Feltre, all’altezza di Fonzaso, si segue la SR50 in direzione del Primiero e di San Martino di Castrozza; giunti a Fiera di Primiero, si devia sulla comoda strada che sale in Val Canali
Dislivello: 500 m
Durata: 2 h/2 h e 30 min
Difficoltà: E (escursionistico)

 

Immagine di apertura: lo spettacolo delle Pale di San Martino dalla Val Canali. © Matteo Buffa

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