Contenuto sponsorizzato
Itinerari | 17 ottobre 2025 | 19:00

Uno dei più vasti altopiani montani d’Europa, una sorta di "isola d’altitudine" sospesa tra i mari Tirreno e Ionio. Le sue valli conservano un raro equilibrio tra natura e presenza umana

Il bacino artificiale del Lago Arvo, a breve distanza dal borgo di Lorica, è lo sfondo per un anello facile e rilassante nei caratteristici ambienti silani, tra luoghi ricchi di storia e boschi silenziosi

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
L'itinerario
Calabria
E (escursionistico)
550 m
4 h e 30 min/5 h e 30 min
Lago Arvo (1280 m)
Lago Arvo (1280 m)

la via più comoda per raggiungere Lorica è seguire la Statale 107 Silana Crotonese, uscendone allo svincolo Lorica Lago Arvo, da dove proseguire per circa 13 km su comoda trada fino al bacino artificiale

Nel cuore della Sila Grande, tra le conche verdeggianti e le pinete che si specchiano nelle acque del Lago Arvo, si aprono alcuni di quegli scorci particolari, quelle atmosfere che solo i monti di Calabria sanno regalare. Siamo nel Parco nazionale della Sila, uno dei più vasti altopiani montani d’Europa, una sorta di “isola d’altitudine” sospesa tra il Tirreno e lo Ionio, dove i rilievi superano spesso i 1500 metri di quota e le valli conservano un raro equilibrio tra natura e presenza umana. Il Lago Arvo, a 1280 metri di altezza, è il secondo per estensione dei tre grandi bacini silani, insieme all’Ampollino e al Cecita, e secondo di tutta la Calabria. La sua origine è artificiale: fu creato tra il 1927 e il 1931 con lo sbarramento del fiume Arvo e di alcuni suoi affluenti, allo scopo di produrre energia idroelettrica. La diga, costruita con terra e materiale compatto anziché cemento armato, rappresentò all’epoca una scelta tecnica innovativa, ben inserita nel paesaggio circostante.
Geologicamente, la Sila è una porzione dell’arco appenninico meridionale formata da rocce granitiche e metamorfiche di antichissima origine, testimonianza delle vicende tettoniche che plasmarono l’Appennino calabrese. I suoli acidi e ben drenati hanno favorito la crescita di estese foreste di aghifoglie e latifoglie che si alternano in base alla quota: pini larici, faggi, abeti bianchi e castagni costituiscono l’impronta vegetale del parco. Il pino laricio calabrese, sottospecie del Pinus nigra, domina queste alture con tronchi diritti e alti anche trenta metri, tanto da essere considerato il simbolo stesso della Sila. Il sottobosco, ricco di felci e mirtilli, nasconde una biodiversità sorprendente: si stimano oltre mille specie di piante e un numero elevato di endemismi, a testimonianza di un equilibrio ecologico che resiste nonostante la lunga frequentazione umana.


Le sponde del Lago Arvo (1280 m). © Motorpferd

Il volto antico della montagna

È in questo contesto che si sviluppa un itinerario ad anello che unisce il piacere dell’escursione alla scoperta di un territorio ricco di storia, geologia e tradizioni antiche. L’escursione inizia e termina sulle sponde orientali del Lago Arvo, nei pressi del paese di Lorica, e percorre in senso orario un ampio circuito che tocca i Colli Perilli e il Monte Palombelli, dominando dall’alto, a sud, il grande bacino artificiale. È un percorso di media lunghezza e impegno, ma di grande interesse paesaggistico e naturalistico, un condensato dell’anima silana, perfetto per le giornate autunnali.
Il punto di partenza dell’escursione si trova poco distante dal villaggio di Lorica, una frazione divisa fra i comuni di San Giovanni in Fiore e Casali del Manco. Il nome deriva probabilmente dal latino lorica, cioè “armatura”, forse in riferimento alla conformazione protetta del suo anfiteatro naturale, chiuso da foreste e montagne. Lorica ha una storia recente: nato come borgo di boscaioli e pastori, si trasformò negli anni Trenta in un centro turistico montano, grazie alla costruzione della diga e alla nascita del lago, alla nuova strada che collegava i villaggi silani, e soprattutto alla realizzazione del vicino e piccolo comprensorio sciistico del Monte Botte Donato, la vetta più alta della Sila Grande. In estate divenne meta di villeggiatura per le famiglie cosentine, mentre d’inverno si popolava di sciatori diretti alle piste. Oggi la proposta turistica di Lorica si è ampliata e adeguata ai tempi, ma resta un luogo appartato, dai ritmi lenti, e dove la cultura materiale conserva un legame forte con la montagna. Per secoli le comunità locali hanno praticato la pastorizia e la transumanza stagionale, spostando le greggi tra i pascoli estivi in quota e quelli invernali della bassa valle. L’allevamento, la produzione del formaggio silano e la lavorazione del legno sono ancora oggi parte della vita economica e identitaria del territorio. Accanto a questo patrimonio umano, la zona del Lago Arvo custodisce anche tracce di antichi insediamenti: sulle sue sponde sono stati rinvenuti resti risalenti al Neolitico e all’Età del Rame, testimonianza di un’antichissima presenza umana attratta dalla fertilità delle conche e dalla disponibilità d’acqua. È un paesaggio che unisce natura e memoria, dove ogni sentiero sembra raccontare un frammento di storia.


Nei boschi sopra il Lago Arvo. © Ortles

In alto sulle acque del lago

L’itinerario prende avvio dal margine orientale del lago, dove un sentiero ben visibile si inoltra tra i pini in direzione di Nocella. I primi tratti seguono un’ampia carrareccia, che sale dolcemente tra boschi di faggio e pino laricio, con il terreno umido e coperto di aghi, il profumo resinoso che accompagna il cammino mentre la luce filtra tra i rami. La pendenza cresce progressivamente, ma la salita resta regolare, e si guadagna quota con ritmo costante, attraversando piccole radure dove l’occhio comincia a scorgere, tra le aperture del bosco, il riflesso blu del lago. Dopo circa un’ora e mezza di cammino si raggiunge la dorsale dei Colli Perilli, la cui sommità si trova poco sopra, a 1749 metri di quota. La vegetazione si apre, il vento si fa più fresco e lo sguardo abbraccia un panorama di rara bellezza. Alle spalle si distende la superficie del Lago Arvo, davanti, oltre i boschi, si intravede il Lago Ampollino. Non a caso spesso ci si riferisce a questo punto come alla “croce dei due laghi”, per la visione contemporanea dei due specchi d’acqua. È un luogo ideale per una sosta: l’altitudine, la luce tersa e il silenzio profondo restituiscono la sensazione di trovarsi nel cuore vero della Sila.
Proseguendo in direzione ovest, il sentiero si addentra nuovamente nel bosco e segue la dorsale verso il Monte Palombelli. Il terreno diventa più mosso, con lievi saliscendi tra affioramenti di granito e radure erbose. Lungo il cammino, grandi massi levigati dal tempo sono punti panoramici naturali che invitano a fermarsi e osservare il paesaggio. La montagna qui si fa più raccolta: si procede tra tronchi di pino laricio e alti faggi, con un sottobosco rigoglioso di felci e mirtilli. In estate l’ombra è fitta e il cammino fresco, mentre in autunno le foglie colorano il terreno di rosso e oro, e il procedere si fa ancora più intenso. Dopo poco si trova una deviazione a destra, che volendo può costituire una “via di fuga” per accorciare l’itinerario, ma il consiglio è di continuare verso ovest, in moderata ma continua discesa sulla dorsale che conduce al Monte Palombelli (1669 m), non una vetta definita e pronunciata, ma piuttosto una serie di dossi panoramici che si aprono a tratti tra gli alberi. È un punto di passaggio più che una meta vera e propria, ma il suo fascino sta nella continuità del bosco e nel senso di immersione totale nella natura silana. In alcune giornate limpide, lo sguardo può spingersi fino alle montagne del Pollino e, verso sud, alle dorsali che degradano verso la Sila Piccola. La traversata, complessivamente, non presenta difficoltà tecniche, ma richiede attenzione per l’orientamento, perché in alcuni tratti i segnavia biancorossi si diradano e il tracciato può confondersi con le piste forestali.
Dal Monte Palombelli si imbocca il sentiero che scende verso il lago, seguendo in parte il tracciato del Sentiero Italia, e deviando a destra (est) poco prima di raggiungere la strada. Con un tratto più rilassante, ideale per lasciarsi cullare dal ritmo regolare del passo dopo la fatica della salita, si torna al punto di partenza seguendo il sentiero che si snoda tra boschi di abete e pino, costeggiando a distanza l’acqua che si intravede tra i rami. Di tanto in tanto si aprono spiazzi erbosi da cui si scorgono le rive del lago, incastonate tra colline e foreste come un mosaico di riflessi. La luce del pomeriggio accentua le sfumature del verde, dei gialli e del blu, mentre il silenzio è interrotto solo dal canto degli uccelli e dal fruscio delle foglie. Con la sensazione costante di trovarsi in un luogo sospeso nel tempo.


Nei pressi della dorsale tra Monti Perilli e Monte Palombelli. © Ortles

 

IL PERCORSO
Regione: Calabria
Partenza e arrivo: Lago Arvo (1280 m)
Accesso: la via più comoda per raggiungere Lorica è seguire la Statale 107 Silana Crotonese, uscendone allo svincolo Lorica Lago Arvo, da dove proseguire per circa 13 km su comoda trada fino al bacino artificiale
Dislivello: 550 m
Durata: 4 h e 30 min/5 h e 30 min
Difficoltà: E (escursionistico)

 

Immagine di apertura: il Lago Arvo dalla sommità dei Colli Perilli (1749 m). © Ortles

SOSTIENICI CON
UNA DONAZIONE
Contenuto sponsorizzato
recenti
Attualità
| 11 maggio | 19:00
La Procura di Aosta contestava la realizzazione senza autorizzazione di uno scavo trasversale alla lingua del [...]
Storie
| 11 maggio | 19:00
Sant'Anna di Stazzema e Monte Sole sono stati teatri di vicende drammatiche, due stragi con oltre 1300 vittime civili [...]
Storie
| 11 maggio | 18:00
A pochi chilometri dal traffico di Genova, tra il mare e l'Appennino, esiste una montagna che per generazioni di [...]
Contenuto sponsorizzato