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''Finalità terroristiche', la Procura conferma le accuse. Chiesto il giudizio immediato per sette anarchici

Il covo della cellula anarco-insurrezionalista era stata individuata in una casa isolata a Bosco di Civezzano. Il blitz delle forze dell'ordine di febbraio aveva portato all'arresto dei sette antagonisti. La difesa contesta le accuse, depositata una memoria di 44 pagine

Pubblicato il - 30 aprile 2019 - 08:44

TRENTO. La Procura di Trento ha confermato le accuse per gli anarchici arrestati durante il blitz delle forze dell'ordine scattato lo scorso 19 febbraio (QUI L'ARTICOLO). Per gli arrestati, accusati di associazione con finalità terroristiche, è stato chiesto il giudizio immediato.

 

In manette erano finiti Luca Dolci, 33enne di origine giuliana; Roberto Bottamedi, 28enne, trentino; Giulio Berdusco, 32enne, di origine veneta; Agnese Trentin, 31enne, di origine veneta; Andrea Parolari 45enne, trentino; Nicola Briganti, 44enne, di origine salentina; Marie Antonia Sacha Beranek 34enne, di origine tarantina.

 

 

La palla passa ora alla difesa che ha già presentato all'inizio una memoria di 44 pagine presentata per smontare le aggravanti e dimostrare l'assenza di elementi probatori che collegano i sette agli attentati avvenuti in Trentino.

 

L'accusa, sostenuta dal procuratore capo Sandro Raimondi e dai pm Davide Ognibene e Pasquale Profiti ha confermato le contestazioni a partire da quella più grave e cioè l'associazione con finalità terroristiche ed eversione all'ordine democratico.

 

Il covo della cellula anarco-insurrezionalista era stata individuata in una casa isolata a Bosco di Civezzano. Questo il luogo dove due degli anarchici, Dolce e Trentin, secondo le indagini, sarebbero riusciti a falsificare con un lavoro minuzioso alcuni documenti di identità, funzionali a garantire la clandestinità di compagni per la realizzazione del progetto sovversivo e il compimento di atti di eversione.

 

 

Nel dettaglio, secondo le indagini ci sarebbe stato un coinvolgimento degli arrestati nelle seguenti azioni violente di matrice anarchica:

 

il danneggiamento del laboratorio di matematica industriale e crittografia del Dipartimento di Matematica e Fisica dell’Università degli Studi di Trento, mediante l’uso di un ordigno esplosivo o incendiario, che ha causato la distruzione dei sistemi informatici ivi presenti, avvenuto l’08 aprile 2017, a Trento;

 

- il danneggiamento di un traliccio della società “Spa Towers”, di cinque ponti ripetitori radio-televisivi e delle apparecchiature ivi installate per la trasmissione di segnali radiofonici, telefonici e telematici, avvenuto il 07 giugno 2017, a Rovereto in località Monte Finonchio. Tra le attrezzature distrutte figurano anche alcuni apparati utilizzati per le trasmissioni dell’Arma dei Carabinieri, il cui danneggiamento ha causato una temporanea interruzione dei collegamenti radio;

 

- il danneggiamento di almeno nove autoveicoli della Polizia Locale, mediante l’uso di ordigni incendiari tipo “molotov”, avvenuto il 03 dicembre 2017, a Trento;

 

- il danneggiamento di una filiale Unicredit, mediante un ordigno esplosivo, avvenuto il 25 luglio 2018, a Rovereto;

 

- il danneggiamento della sede dell’agenzia di lavoro interinale Randstad, mediante un ordigno esplosivo, avvenuto il 1° settembre 2018, a Rovereto;

 

- la collocazione di due ordigni esplosivi, dei quali uno solo esploso, nei pressi della sede della “Lega”avvenuta il 13 ottobre 2018, ad Ala.

 

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