Declassamento del lupo, Razzolini: ''Abbiamo 18 mesi per recepire la modifica ma vista l'attenzione del Governo Meloni arriveremo molto prima''
A parlare è il consigliere regionale di FdI Tommaso Razzolini, che sottolinea come “è entrata in vigore la modifica dell’Unione Europea alla Direttiva Habitat, che ha abbassato lo status di protezione del lupo. Ora l’iter prevede il recepimento a livello nazionale e, solo successivamente, le Regioni avranno gli strumenti per dare risposte concrete ai territori”

VENEZIA. “Sebbene ogni Stato membro abbia diciotto mesi per recepire la modifica, i tempi non saranno lunghi, vista la forte attenzione del governo a guida Giorgia Meloni. Una volta aggiornata la normativa nazionale le Regioni disporranno finalmente di tutti gli strumenti giuridici necessari per la gestione della specie. Passo dopo passo, grazie all’impegno di Fratelli d’Italia, ci stiamo avvicinando alla soluzione definitiva di un problema che preoccupa non solo gli allevatori, ma anche tanti cittadini”.
Non sfugge un’occasione alla politica per tornare sul tema lupo e festeggiare un declassamento criticato da buona parte della comunità scientifica, ma ben accolto da una certa parte dei nostri amministratori. A parlare è infatti il consigliere regionale Tommaso Razzolini, che tiene a sottolineare come “esattamente venti giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale, è entrata in vigore la modifica dell’Unione Europea alla Direttiva Habitat, che ha abbassato lo status di protezione del lupo. Ora - prosegue - l’iter prevede il recepimento a livello nazionale e, solo successivamente, le Regioni avranno tutti gli strumenti per dare risposte concrete ai territori”.
Razzolini è parte del gruppo Fratelli d’Italia – Giorgia Meloni, membro della III Commissione permanente dell’Assemblea legislativa veneta, competente in materia di politiche forestali, agricole e per la montagna. E chiaramente il motivo (dichiarato) di tanto entusiasmo non può che essere la difesa di noi genti di montagna, per le quali in realtà le necessarie politiche territoriali e i servizi scarseggiano se non quando si tratta di difendere le nostre vite messe a rischio dal feroce predatore. Il governo tanto elogiato ha infatti recentemente dichiarato lo status di inevitabile declino delle aree interne, destinate a un “irreversibile spopolamento” (salvo poi fare un dietrofront costretto dal trapelare della notizia): scapperanno mica tutti dal lupo?
Anche Silvia Calligaro, vicepresidente della provincia di Belluno e presidente provinciale di Fratelli d'Italia, da sempre in prima linea contro i lupi, ha in questi mesi più volte ribadito la necessità di intervenire con urgenza per “una gestione più concreta del problema”, dopo aver chiesto la delega a livello provinciale. “Seguo da tempo con attenzione l’evoluzione del percorso normativo sull’abbassamento della protezione del lupo - ribadisce ora il collega Razzolini - e oggi possiamo registrare un altro passo avanti a favore dei territori e degli allevatori che hanno subito attacchi ai propri animali. L’Unione Europea, grazie al contributo determinante del gruppo ECR – Fratelli d’Italia, ha approvato, al termine di un iter complesso, il declassamento della specie, che ora dovrà essere recepito a livello nazionale. Per l’Italia l’intervento normativo interesserà la legge n. 157/1992; solo successivamente si potrà procedere con le misure a livello regionale”.
Non ripeteremo mai abbastanza che a mancare sono dati precisi e aggiornati e misure serie e monitorate di prevenzione, a partire dalla conoscenza etologica della specie. In attesa degli iter legislativi vari, infatti, nulla impedirebbe di “procedere a livello regionale” con l’implementazione di misure per proteggere gli animali domestici e da allevamento e di campagne mirate di comunicazione sui comportamenti da tenere nei confronti di tutto il mondo faunistico: ma aspettiamo i pallini di gomma, o peggio, che ci piacciono di più.












