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Coronavirus, i medici: ''Troppe contraddizioni: Rsa iperprotette ma i giovani non hanno compreso la situazione. Il vaccino antinfluenzale sarà fondamentale''

La scuola si prepara a ripartire, mentre recentemente discoteche e sale da ballo sono state chiuse. Un'estate atipica a causa dell'emergenza, ma questo non sembra aver fermato il turismo: si è assistito alla presa d'assalto della montagna con code lunghissime, poche mascherine e distanziamento interpersonale ridotto ai minimi: ''Importante rispettare regole. Siamo in allerta ma non in allarme"

Di Luca Andreazza - 02 settembre 2020 - 05:01

TRENTO. "E' sicuramente necessario rimanere in allerta, ma non in allarme. Il coronavirus c'è ancora, il rischio zero non esiste, però dobbiamo utilizzare le conoscenze e le esperienze accumulate in questi mesi". Così Marco Ioppi, presidente dell'Ordine dei medici per analizzare questa fase dell'emergenza Covid-19. Sono stati registrati 3 positivi martedì 1 settembre per un rapporto contagi/tamponi a 0,43% dopo l'impennata a 3,5% di lunedì scorso e una media intorno all'1% della scorsa settimana (Qui articolo). 

 

"E' normale che si verifichino contagi - aggiunge Ioppi - ma la situazione comunque appare ancora rassicurante. I ricoveri in ospedale sono bassi, le terapie intensive praticamente vuote. Nella fase più acuta dell'epidemia sono stati eseguiti pochi tamponi e la percentuale dei positivi era però altissima. Adesso invece il trend si è invertito: il numero di analisi è buono e la curva epidemiologica, seppur presente, sembra sotto controllo. Non si deve vivere nella tensione e rincorrere gli eventi, quanto cercare di dominare l'emergenza".

 

La scuola si prepara a ripartire, mentre recentemente discoteche e sale da ballo sono state chiuse. "Un'estrema consapevolezza di questo momento delicato e la responsabilità sono fondamentali. E' necessario - dice il presidente dell'Ordine - un programma di formazione e informazioni per preparare la cittadinanza. E' necessario giocare d'anticipo: non si deve arrivare a un'impennata di casi per prendere determinate decisioni o prevedere alcune contromisure. Le istituzioni devono saper ascoltare gli esperti e poi prendere decisioni politiche".

 

Un'estate atipica a causa dell'emergenza, ma questo non sembra aver fermato il turismo. Soprattutto nel mese di agosto si è assistito alla presa d'assalto della montagna con code lunghissime, poche mascherine e distanziamento interpersonale ridotto ai minimi (Qui articolo). Una preoccupazione è quella dell'età media dei contagi che si è drasticamente abbassata.

 

"La categoria più sensibilizzata e tutelata è stata quella degli anziani. E in generale questo messaggio non sembra aver raggiunto i giovani - evidenzia Ioppi - un comportamento talvolta sconsiderato e superficiale, un atteggiamento di sfida. Le norme e le indicazioni devono essere seguite per proteggere sé stessi e gli altri, familiari compresi: serve più solidarietà intergenerazionale. A questo, però, si deve aggiungere anche la necessità di prevedere misure e sanzioni certe per il mancato rispetto delle poche regole: lavarsi le mani, indossare la mascherine quando serve, mantenere il distanziamento e evitare assembramenti".

 

Non ci sono ancora novità invece per l'accesso dei parenti alle Rsa, così come per i nuovi ingressi al servizio. C'è un po' di tensione per quanto riguarda le procedure, anche dopo gli scontri tra Provincia da una parte, Upipa e Spes dall'altra all'inizio dell'emergenza coronavirus. "Le case di riposo sono iper-protette e le regole sono stringenti - spiega Ioppi - mentre così non avviene per la popolazione all'esterno di queste strutture. E' un po' un'assurdità e queste contraddizioni così forti non sono un bene. Certo, serve comunque più senso di comunità: se gli esperti indicano strumenti e percorsi, poi i cittadini non possono sempre contestare tutto". 

 

In questi mesi così delicati, l'Ordine dei medici è più volte intervenuto in modo costruttivo per chiedere un cambio di strategia quando la situazione sembrava sfuggire di mano (Qui articolo) oppure per proporre soluzioni per ridisegnare la medicina territoriale (Qui articolo) e seguire le persone positive nelle strutture ricettive per salvaguardare la salute di pazienti e famiglia (Qui articolo), così come di cercare gli asintomatici (Qui articolo), questi ultimi iniziano a emergere in modo costante negli ultimi bollettini (Qui articolo). 

 

Ora si entra nell'autunno e la stagione porta anche l'influenza stagionale. "Bisogna essere scrupolosi e non drammatizzare subito eventuali criticità. E' difficile - continua il presidente dell'Ordine - diagnosticare subito il differenziale tra le due malattie e per questo è fondamentale puntare sulla vaccinazione anti-influenzale. Si spera di non usarli ma è altrettanto importante avere disponibilità di tamponi e reagenti, test rapidi e sierologici: l'Apss ci ha rassicurato in questo senso. Un altro aspetto decisivo è quello della rapidità: i risultati devono arrivare in tempo reale, non si possono aspettare giorni perché ogni ritardo è deleterio".

 

Diagnosiprevenzione territorio. Queste le parole chiave per l'Ordine dei medici. "Agire subito e tempestivamente, ma è anche doveroso investire sulla medicina di territorio (Qui articolo). Tutti i professionisti sanitari e non devono essere messi nelle condizioni di intervenire e avere risposte immediate tra tamponi e sostegno alla terapia. E' necessario convivere con il coronavirus e contemporaneamente mettere in atto tutte quelle procedure che ci consentono di mantenere l'epidemia controllata e la normalità della quotidianità. Un ripensamento del sistema sanitario che deve coinvolgere istituzioni, sindacati e attori in prima linea", conclude Ioppi.

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