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Fugatti a Rovereto ''rimugina'' sulle bocciature in tribunale dei suoi provvedimenti e intanto è Zaia a invitare a rispettare le regole per fronteggiare Covid-19

E' campagna elettorale a Rovereto per il turno di ballottaggio e il governatore della Regione Veneto è nella città della Quercia per tirare la volata finale all'aspirante sindaco Andrea Zambelli. Appare palese la differenza di statura tra il governatore della Regione Veneto e quello del Trentino

Di Luca Andreazza - 01 ottobre 2020 - 18:03

TRENTO. Stesso palco, da una parte c'è un presidente e dall'altra c'è tutta l'insostenibile leggerezza della Provincia di questi tempi. Il confronto tra Zaia e Fugatti non lascia scampo. Una statura che appare diversa tra i due governatori.

 

E' campagna elettorale a Rovereto per il turno di ballottaggio e il governatore della Regione Veneto è nella città della Quercia per tirare la volata finale all'aspirante sindaco Andrea Zambelli. E nell'intervento c'è ovviamente l'invito a scegliere il prossimo primo cittadino nella destra, più la persona che i partiti, così come il rilancio dell'ipotesi Valdastico (Qui articolo).

 

A chiudere c'è però un appello che esula dalla chiamata elettorale, si parla di Covid-19. Un invito a rispettare le regole: "Non abbassate la guardia. Verremo fuori da questa situazione - dice Zaia - il virus come è arrivato, se ne andrà. Certamente ha segnato la storia di questa generazione ma ora il 95% non ha sintomi. Però è fondamentale che tutti portino la mascherina. E' importante tutelare la vostra salute e quella degli altri. Il lavoro deve essere di comunità, se facciamo gli scapestrati ci si mette di più a superare questo momento. Ci sono gli immunodepressi, gli oncologici, i pazienti con pluripatologie e gli anziani. Abbiamo l'obbligo morale di proteggere queste persone".

 

La situazione epidemiologica è molto fluida, ci sono diversi criticità, tanto che nell'ultimo report dell'Iss il Trentino presenta i dati peggiori d'Italia (Qui articolo). Già è forse sbagliato che un uomo o una donna delle istituzioni e che dovrebbe rappresentare tutti, si spenda in prima persona per la causa di un candidato sindaco del proprio colore politico, ma tant'è. Resta però l'occasione persa per un messaggio che avrebbe potuto, forse dovuto, lanciare il governatore della Provincia e non l'ospite di turno, anche se è Zaia. Il copione si è ripetuto per questa parte pure nella tappa successiva di Riva del Garda.

 

L'intervento del presidente della Provincia? Un discorso a "rimuginare" sulle ultime batoste tra la bocciatura a opera del Tribunale di Trento del criterio di residenza dei 10 anni (Qui articolo) e il passo indietro sulla chiusure di negozi e supermercati la domenica e i festivi (Qui articolo). 

 

Ma il periodo sul fronte normativo non è tra i più semplici. Queste decisioni seguono le sospensioni, sempre da parte del Tribunale di giustizia amministrativa, delle ordinanze in materia grandi carnivori, quella della legge Failoni-Fugatti che dispone le chiusure domenicali a favore dei ricorrenti. Ci sono poi anche le sospensioni a opera del Tar di Trento delle ordinanze di cattura e abbattimenti degli orsi. Una fotografia dell'improvvisazionedello spessore e delle lacune del governo leghista in questi 2 anni in piazza Dante. Un andamento a dir poco farraginoso e molto difficile. 

 

"C'è una certa attenzione sulle tematiche. E' naturale provare a far passare un messaggio - spiega Fugatti - quello dei 10 anni di residenza per accedere all'edilizia pubblica. Eventualmente sarebbe dovuta essere la Corte costituzionale a bloccare tutto. Prendiamo atto che non è stato così. Ma non ci fermiamo: si deve provare, insistere e rischiare perché siamo convinti".

 

Capitolo chiusure di negozi e supermercati. "Anche qui - aggiunge il presidente della Provincia - pensavamo che doveva essere la Corte costituzionale a esprimersi. Invece sono intervenuti altri soggetti istituzionali. Ma è una battaglia che vogliamo portare avanti. Un concetto culturale quello del sabato, cioè la domenica, a casa. Un passo verso la famiglia".

 

E poi i plantigradi. "E' naturale intervenire per inserirli in recinti ben funzionanti e per preservare la sicurezza dei cittadini". Questo poche ore prima l'accesso agli atti che dimostrerebbe una certa negligenza nel trattare gli orsi al Casteller (Qui articolo). Poi ci sarebbero anche altri strumenti come la prevenzioni, la formazione e l'informazione sui territori, pratiche praticamente abbandonate dalla Lega. A fronte di tanti proclami e risultati praticamente nulli sul fronte grandi carnivori, culminati nella doppia fuga di M49. 

 

Ordinanze e provvedimenti ormai ridotti a slogan e utilizzati a fini propagandistici. Un discorso che sembra voler puntare a delegittimare il sistema della giustizia locale. E magari potrebbe seguire un corso di ripetizione sulla costituzione e sulla separazione dei poteri, magari insieme all'assessore Bisesti, che pure sembra necessitare un certo bisogno (Qui articolo). A questo si aggiunge che il Tar nell'ordinanza di sospensiva sulle chiusure ha rimandato poi le decisioni finale alla Corte costituzionale, la Pat avrebbe potuto resistere in attesa della sentenza (la competenza primaria spetta comunque allo Stato), quindi è stata piazza Dante a voler ripiegare. 

 

Si punta sempre e comunque a dividere. Anche in presenza di quelle che sembrano regole e norme definite da tempo. Se Fugatti pensa di essere superiore alle leggi, il concetto è sbagliato, grave e pericoloso. Se Fugatti pensa deliberatamente di forzare, come nel caso delle chiusure domenicali, le procedure è sbagliato, grave e pericolo. Se Fugatti pensa che vale tutto perché forse non conosce esattamente le materie è sbagliato, grave e pericoloso. Nel frattempo Bisesti ha attaccato il Patt dal palco, Savoi chiunque. Segno forse che l'aria nella Lega è un po' tesa dopo i risultati  raggiunti fin qui alle amministrative. 

 

A proposito, il Patt ha parlato di venetizzazione del Trentino per quanto riguarda l'arrivo di Zaia per il rush finale della campagna elettorale. Un po' i giochi delle parti. Ma la sensazione a questo punti è che un "commissariamento" veneto potrebbe essere un'opportunità da non buttare via a priori, se utile a chiudere anzitempo di 3 anni quella che sembra un'esperienza di governo approssimativa e superficiale, inconsistente e vuota. Un modo per togliere dall'imbarazzo figure che non sembrano adeguate al compito assegnato.

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