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Patrimonio del Trentino pubblica (in ritardo) i curricula del Cda ma quello del presidente resta un mistero (tra consulenze in Kosovo, Moldavia e Romania). Manica interroga l'Aula

La vicenda è stata portata alla luce da il Dolomiti dopo che il direttore esecutivo di un istituto di cui è direttore emerito il numero uno della società che gestisce il patrimonio immobiliare degli enti pubblici trentini aveva invitato i cittadini alla ''disobbedienza fiscale'' contro i dpcm di Conte. Da quel momento l'attenzione è passata sul fatto che l'ente aveva sforato i limiti di legge per rendere noti i Cv e ancora oggi non riesce a rendere pubblico quello del presidente

Di Luca Pianesi - 03 novembre 2020 - 16:37

TRENTO. I curricula degli altri membri del consiglio d'amministrazione sono apparsi, finalmente, in ritardo rispetto ai termini previsti dalla legge (i termini scadevano il primi di ottobre) ma meglio tardi che mai: c'è quello di Andrea Merler, di Cesare Scotoni, di Barbara Balsamo, di Michela Noletti ma non c'è ancora quello del presidente Andrea Villotti. Qualcosa di strano e misterioso visto che l'unico suo curriculum che circola in rete è di qualche anno fa (quello pubblicato qui sopra) e oltre a riportare una laurea alla Bocconi e un post laurea ad Harvard ha lavori e consulenze esclusivamente in Albania, Kosovo, Romania, Moldavia, Emirati e Brasile. E allora ecco approdare in consiglio provinciale un'altra interrogazione per capire cosa sta succedendo dentro uno degli istituti più importanti del Trentino, la società che si occupa di gestire il patrimonio immobiliare degli enti pubblici, Patrimonio del Trentino.

 

La questione è stata sollevata da il Dolomiti qualche giorno fa quando il direttore esecutivo di un istituto di cui risulta essere direttore emerito lo stesso Villotti, il Milton Friedman Institute ha inviato un comunicato stampa dove invitava la cittadinanza alla disobbedienza fiscale contro ''questo Governo di incapaci e irresponsabili'' aggiungendo che ''le nuove misure previste nel Dpcm, firmato dal Presidente del Consiglio, uccidono definitivamente interi settori dell’economia nazionale''. Il fatto che l'istituto di cui è direttore emerito il presidente di Patrimonio del Trentino inviti a non pagare le tasse allo Stato, ovviamente, aveva una portata enorme e dai contorni inquietanti e quindi è approdata in Aula con il consigliere Paolo Ghezzi che ha chiesto al presidente Fugatti ''se abbia scelto Villotti per Patrimonio solo per affinità politiche o anche perché condivide con lui una visione economica “friedmaniana” che include il ricorso alla disobbedienza fiscale contro lo Stato nel caso di decisioni governative giudicate sbagliate''. La risposta sarebbe dovuta arrivare in questi giorni ma, purtroppo, il consiglio è saltato perché tutta la giunta è in isolamento da Covid e il consiglio non è attrezzato per una diretta web (QUI ARTICOLO).

 

Ma oltre a questo il Dolomiti aggiungeva anche il problema dei curricula del cda dell'ente, nominato ai primi di luglio e che per legge sarebbero dovuti essere resi pubblici al massimo entro il 5 ottobre. Così non era stato violando, quindi, le regole sull'Anticorruzione e sulla Trasparenza anche se, piano piano, sono usciti quelli di parte del cda. Di quello del presidente Villotti, però, neanche l'ombra. E allora Alessio Manica consigliere provinciale del Pd oggi ha depositato in Aula un'altra interrogazione: ''Spesso nella storia politica, all’ombra del potere, crescono figure solo apparentemente marginali - spiega Manica nel suo documento - ma in realtà protagonisti di scelte ed opzioni proprie della politica, talora anche ricavandone qualche tornaconto personale. E’ il caso - aggiunge Manica riferendosi a Villotti ricordando come fosse stato anche segretario di Fugatti, vice presidente della Regione - titolare quest’ultimo di deleghe al personale, bilancio e giustizia. Contemporaneamente a tale delicato ruolo, la Provincia autonoma di Trento presieduta dalla stessa persona che ricopre il ruolo di Vice Presidente regionale, ha di recente nominato il suo collaboratore, dott. Andrea Villotti, alla presidenza della società pubblica “Trentino Patrimonio”, che si occupa di gestire il patrimonio immobiliare degli enti pubblici trentini''.

 

La nomina, prosegue Manica, sembra sia stata fatta senza peraltro rilevare alcun rischio di conflitto di interessi nell’insieme dei diversi ruoli ricoperti da Villotti e fra i quali rientra anche la funzione di “direttore emerito” di un “think thank” privato di studiosi, amministratori ed imprenditori. ''Ma chi è il dott. Andrea Maria Villotti? - si chiede Manica - Una laurea in economia all’Università commerciale “L. Bocconi” e due corsi post- laurea negli Stati Uniti d’America sempre in tema di economia ed analisi finanziaria. Collabora in seguito alla stesura di alcuni “piani di marketing strategico e territoriale” soprattutto con Paesi dell’est europeo, delle ex Repubbliche sovietiche e dei Paesi arabi. Nel contempo – cioè nel periodo corrente fra gli anni 2014 e 2019 – è componente del Comitato per la Ricerca e l’Innovazione, organo della Provincia autonoma di Trento che valuta gli investimenti in ricerca e sviluppo della stessa. Fino all’anno 2019 è inoltre direttore generale del “Milton Friedman Insitute”, un centro di promozione del pensiero liberale e dei suoi sviluppi e nello stesso anno viene assunto, con chiamata diretta ed a tempo determinato, in qualità appunto di responsabile della Segreteria particolare del sig. Vice Presidente della Regione autonoma Trentino Alto Adige/Südtirol''.

 

''Se il conflitto di interessi fra il ruolo istituzionale ricoperto e la nomina alla presidenza di un ente pubblico di rilievo è palese e dovrebbe comportare qualche provvedimento di merito, colpisce il fatto che a tutt’oggi il “currriculum vitae” del dott. Villotti non sia pubblicato, nonostante i termini previsti dall’Autorità dell’Anticorruzione sia scaduti da tempo (art. 14, comma 1 D.lgs. n.33/2013), così come la scelta del “Milton Friedman Insitute”, del quale si ribadisce che il dott. Villotti è “direttore emerito”, di dar corso ad una “campagna di disobbedienza fiscale al fianco di tutti quegli imprenditori colpiti da queste assurde misure che minano la convivenza civile”, scelta dalla quale , a quanto risulta a tutt’oggi il dott. Villotti non si è mai dissociato. Se - conclude Manica - la cultura di “lotta e di governo” può appartenere legittimamente alla sfera politica, non deve investire le istituzioni e quando un’organizzazione privata, che ha fra i suoi esponenti un rappresentante dell’ente pubblico, assume posizioni politiche correttezza vorrebbe che il suo esponente di spicco si dissociasse oppure traesse le dovute conseguenze''.

 

E quindi ecco le domande poste alla Giunta dal consigliere del Pd: come viene valutato il doppio ruolo tra Patrimonio del Trentino e Milton Fiedman Institute di Villotti; se ed eventualmente quando ed in quali forme il “Milton Friedman Institute “ ha avuto o abbia in corso rapporti di qualsiasi natura con gli enti pubblici territoriali, la Regione e/o le due Province autonome; quale valutazione la stessa esprime in ordine all’invito alla disobbedienza fiscale; quali e quanti rapporti siano in essere tra Villotti ed alcuni enti pubblici e ministeriali delle ex repubbliche sovietiche e di alcuni Paesi arabi.

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