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Caso Nava, Zeni: ''E' fondamentale capire se c'è un certo rigore nell'individuare categorie e priorità. Quante situazioni simili ci sono in Trentino?''

Il terremoto si è consumato in queste ore, l'Apss ha notificato che Nava si era dimesso, mentre l'ormai ex direttore a Il Dolomiti ha spiegato che "E' stato un mio errore, una mia leggerezza imperdonabile". Resta comunque il fatto grave e anche la Provincia è intervenuta ufficialmente sulla questione: "Sconcerto e amarezza. Domandato provvedimenti disciplinari esemplari''

Di Luca Andreazza - 27 marzo 2021 - 22:35

TRENTO. "Mi dispiace, si è sempre speso molto per la struttura, considerato da tutti un professionista competente e appassionato". Queste le parole dell'ex assessore Luca Zeni sulla vicenda che ha portato alle dimissioni di Enrico Nava da direttore per l'integrazione socio sanitaria dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari, a causa della somministrazione del vaccino alla moglie.

 

Il terremoto si è consumato in queste ore, l'Apss ha notificato che Nava si era dimesso (Qui articolo), mentre l'ormai ex direttore a Il Dolomiti ha spiegato che "E' stato un mio errore, una mia leggerezza imperdonabile" (Qui articolo). Resta comunque il fatto grave e anche la Provincia è intervenuta ufficialmente sulla questione: "Sconcerto e amarezza. Domandato provvedimenti disciplinari esemplari'' (Qui articolo).

 

"Difficile pensare che sia andato di notte a inserire i dati della moglie negli elenchi - dice Zeni - resta da approfondire il contesto nel quale si è svolta questa vicenda, azioni di questo tipo possono avvenire in situazioni che non ritengono particolarmente riprovevole una determinata condotta. Il caso chiaramente va condannato, anche se il direttore nel corso della carriera si è sempre dimostrato corretto e attento: ha compreso l'errore e si è dimesso da ruolo di direttore".

 

Negli scorsi giorni, l'ex assessore ha chiesto all'assessora Stefania Segnana quante fossero le somministrazioni avvenute "fuori lista" ma non c'è stata una risposta da parte dell'esecutivo leghista (Qui articolo). "Questa domanda evidentemente resta ancora attuale - evidenzia il consigliere provinciale del Partito democratico - ritengo importante conoscere quante persone hanno rispettato le categorizzazioni e per motivi vari hanno ricevuto il vaccino, anche se fuori turno".

 

In questi mesi non sono mancate, infatti, criticità tutte trentine nella gestione della campagna vaccinali tra errori nelle somministrazioni (ricordiamo il caso scoperto da il Dolomiti della soluzione fisiologica iniettata al posto del vaccino a una dozzina di pazienti) e improvvisi cambi di indirizzo (prima l'invito di Benetollo a registrarsi con tanto di data fissata per vaccinare i volontari della sanità di croce rossa, bianca e così via, poi lo stop di Ferro che diceva loro, ci siamo sbagliati, non c'è il vaccino, e il giorno stesso che pubblicavamo la notizia l'assessora Segnana che faceva ripartire la procedura). 

 

Poi le difficoltà delle prenotazioni online per gli over 80 con intere famiglie costrette a passare ore e ore sul sito del Cup per cercare di registrare i loro anziani, salvo non riuscire nemmeno a connettersi, non riuscire a parlare con gli operatori e finire, magari per ottenere l'appuntamento (in alcuni casi a chilometri di distanza) salvo poi scoprire il giorno della vaccinazione che non c'era l'appuntamento tanto atteso. Stesso discorso per le prenotazioni degli over 75, sempre sulla piattaforma dell'Apss. 

 

Qualche rallentamento nelle somministrazione anche verso insegnanti e forze dell'ordine, poi lo stop&go in attesa del pronunciamento delle autorità sanitarie nazionali e internazionali su AstraZeneca. Ci sono state lamentele da parte di diverse categorie, le quali hanno chiesto un'accelerazione nelle somministrazioni, in particolare per quanto riguarda i superfragili (Qui articolo).

 

Nelle scorse settimane per un errore sono state scongelate alcune fiale e così l'Apss per non buttare via il prodotto ha vaccinato il personale amministrativo (Qui articolo). Ora si aggiunge il caso Nava. "E' fondamentale capire se c'è un certo rigore nell'individuare categorie e priorità. Non solo per agevolare il cittadino - evidenzia Zeni - un iter consolidato permette verifiche e controlli tempestive. Si è arrivati a questo punto dopo oltre 2 mesi quando le dosi sono contante, quelle che arrivano e quelle vengono somministrate".

 

Intanto è saltata un'altra figura chiave nella gestione dell'emergenza Covid-19 in Trentino, protagonista, soprattutto durante la prima ondata, anche delle conferenze stampa del presidente Maurizio Fugatti. Un passo indietro in ruolo apicale che si aggiunge ai già 18 posti da primario vacanti nell'organico dell'Apss e all'addio in polemica dell'ex direttore generale Paolo Bordon della scorsa estate.

 

Il primo comunicato dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari ("Ne prendiamo atto") è stato molto distaccato, la seconda nota invece è stata per confermare l'avvio di un'indagine interna: "Un episodio grave - il commento del direttore generale Pier Paolo Benetollo - che, oltre a minare la fiducia nell’istituzione crea disorientamento nella cittadinanza. L'episodio va chiarito fino in fondo, anche per rispetto di tutti gli operatori sanitari che da mesi sono impegnati in questa importante campagna vaccinale e che, nelle prossime settimane, a fronte del tanto atteso incremento delle forniture, saranno chiamati a sforzo collettivo straordinario. Per questo ho ritenuto di accettare le dimissioni di Nava nell'immediato la remissione dell’incarico di direttore dell’integrazione socio sanitaria e procedere ad una verifica precisa di fatti e responsabilità" (Qui articolo).

 

Ci sarebbe pure la vicenda del dirigente operativo in smart working dalle Canarie (Qui articolo). "Situazioni - conclude Zeni - che devono essere chiaramente approfondite. Nel caso specifico il massimo impegno assicurato da Nava in questi anni e la sua professionalità devono essere comunque riconosciuti, naturalmente questo episodio resta grave. Dispiace inoltre che in questo momento i vertici aziendali sembrano faticare. C'è un forte ricambio in corsa di figure apicali, un accentramento di competenze in poche persone che rende i ruoli ancora più difficoltosi. Si perde un'altra figura di direzione che avrebbe potuto conferire continuità e stabilità, anche per altri settori. La preoccupazione è quella che questi eventi fanno perdere la fiducia ai cittadini. Ora appare ancora più importante mantenere una linearità di programmazione e di attenzione per recuperare il rapporto con la popolazione".

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