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Belluno
30 agosto | 10:30

“Noi bellunesi non ci piangiamo addosso”. La replica di Uil Veneto a Zaia: “Olimpiadi grande occasione di sviluppo, ma non risolveranno tutto”

Non si fanno attendere le reazioni a quanto dichiarato dal presidente della Regione Veneto Luca Zaia durante la cerimonia di svelamento delle torce olimpiche. A parlare il segretario generale di Uil Veneto Roberto Toigo: “Non siamo persone che si piangono addosso. Non c’è nessuna ‘malinconia portoghese’, ma la constatazione della realtà”

BELLUNO. Non si fanno attendere le reazioni a quanto dichiarato nella giornata di giovedì 28 agosto, dal presidente della Regione Veneto Luca Zaia durante la cerimonia di svelamento delle torce olimpiche. “Chi, come me, vive da queste parti sa bene che non siamo persone che si piangono addosso solo per il gusto di lamentarci. Non c’è nessunamalinconia portoghese’, come ha dichiarato il presidente, ma la constatazione della realtà” afferma infatti Roberto Toigo, segretario generale di Uil Veneto.

 

Oltre al mondo politico, all’incontro erano infatti presenti anche numerose organizzazioni di settore e sigle sindacali. Una platea nutrita, che ha ascoltato gli interventi dei rappresentanti locali e di Zaia non solo sulle imminenti Olimpiadi, ma soprattutto sulle prospettive per il territorio provinciale. Nonostante infatti la sua esclusione dalla corsa alle prossime elezioni regionali, la parola e il nome di Zaia pesano ancora molto in Veneto e le riflessioni su Belluno - anche al di là dell'evento olimpico - non sono mancate (qui l’articolo).

 

Ferrovia fino a Cortina, carosello sciistico Cortina-Civetta-Arabba, viabilità e l’inevitabile legacy, sulla quale chi verrà dopo di lui deve monitorare: tanti i temi toccati, compresa una piccola strigliata ai bellunesi quando decidono di gettare la spugna e andarsene da una provincia in cui lo spopolamento cresce inesorabilmente.

 

“Penso che le Olimpiadi - ha ribadito - servano a questo territorio da un punto di vista culturale, perché in pochissimi ci hanno creduto: questa storia insegna che solo i pessimisti non fanno fortuna e che continuare a piangere non serve a niente. Piaccia o no, saremo al centro dell’attenzione planetaria e le Olimpiadi porteranno 5,3 miliardi di euro: siamo immersi in un nuovo rinascimento, che è già visibile. Se a qualcuno fanno schifo le gru, a noi piace vederle a Cortina, se a qualcuno danno fastidio i cantieri diciamo che stanno lavorando per voi” (qui l’intervento completo). Insomma, se non approfittiamo dell’occasione “siamo dei pirla”.

 

Una visione non condivisa da tutti. Toigo riassume infatti quello che non funziona, e non certo perché i bellunesi si piangono addosso: “I treni vanno a singhiozzo, le fragilità del territorio sono tutte lì - constata - e pensiamo a nuove infrastrutture quando occorrerebbe preliminarmente mettere in ordine e fare funzionare quelle che ci sono. Io, che abito nel territorio feltrino, mi rendo conto delle differenze con il Trentino-Alto Adige appena si supera la galleria che collega le due regioni. È vero che loro sono a statuto speciale, ma questo non può diventare un alibi. E poi bisogna pensare anche all’economia, al modo per attrarre investimenti e produzioni ed evitare che i nostri giovani abbandonino la montagna”.

 

“Siamo convinti - conclude il segretario - che le Olimpiadi 2026 saranno una grande occasione, di rilancio e di sviluppo: siamo stati tra i primi a crederci e a sostenerle e non cambiamo idea. Ma i Giochi non risolveranno tutto, ci vuole un lavoro più diffuso e profondo”. Sperando che non si confermino anche in futuro le Olimpiadi delle occasioni perse.

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