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| 02 mar 2022 | 16:57

“La doppia faccia di Fugatti, ha smantellato il sistema di accoglienza che ora servirebbe per accogliere i profughi ucraini”, la lettera del consigliere Et-Tahiri

La lettera aperta del consigliere comunale di Lavis Youness Et-Tahir: “Spiace ricordarlo ma gli slogan di chi oggi governa il Trentino erano ‘prima gli italiani’ e ‘aiutiamoli a casa loro’ ma la vera anima del territori è l’accoglienza”

“La doppia faccia di Fugatti, ha smantellato il sistema di accoglienza che ora servirebbe per accogliere i profughi
di Tiziano Grottolo

TRENTO. Sono ormai 7 giorni che in Ucraina imperversa la guerra. Secondo l’Onu sono già più di mezzo milione i rifugiati che sono fuggiti dall’Ucraina nei Paesi vicini e molti altri stanno tentando di varcare il confine proprio in queste ore. Alcuni di questi sono arrivati anche in Trentino e altri arriveranno. Proprio oggi sta facendo rientro l’autobus, inviato su iniziativa del Consorzio degli autonoleggiatori trentini, per portare in salvo alcuni profughi in fuga dalla guerra.

 

Ovviamente lo scoppio della guerra ha avuto delle ripercussioni politiche anche in Italia. I partiti più in difficoltà sono quelli che negli anni sono stati molto vicini al presidente russo Vladimir Putin. Fra questi, oltre a Fratelli d’Italia, c’è la Lega di Matteo Salvini che, come riporta l’agenzia di stampa Askanews, nei giorni scorsi ha sottolineato “la ferma volontà di accogliere, curare e proteggere i profughi, a partire da bimbi e donne in fuga”, e ha ricordato la posizione della partito “che da sempre è fermamente contrario alle bombe come strumento per dirimere i conflitti”. Una posizione in netto contrasto con la politica dei respingimenti adottata dallo stesso Salvini quando era ministro dell’Interno.

 

Per certi versi anche il Trentino si trova in una posizione ambigua. Il governo leghista guidato da Maurizio Fugatti infatti ha smantellato il sistema d’accoglienza trentino. “Quando siamo entrati in carica – aveva detto Fugatti intervistato da Mario Giordanoc’era un sistema di accoglienza molto forte con risorse spese per l’integrazione, corsi di lingua e vari corsi, c’era un sistema molto ampio. Noi lo abbiamo molto ridotto per scelta politica. Secondo noi quelle risorse non erano spese per gente che fuggiva dalla guerra o per motivi umanitari, più che altro erano quelli che erano sbarcati sulle coste italiane”. Detto fatto, oltre agli annosi problemi legati all’accoglienza, prima c’è stata la crisi dei profughi afgani e ora ci saranno da gestire i flussi provenienti dall’Ucraina.

 

“Spiace ricordarlo ma gli slogan erano ‘prima gli italiani’, ‘aiutiamoli a casa loro’ e più ne ha e più ne metta”, ricorda in una lettera aperta inviata a Il Dolomiti Youness Et-Tahiri consigliere comunale di Lavis. “La dimostrazione della forte vicinanza del popolo Trentino in questi giorni e in queste ore non fa altro che dimostrare la vera anima di questo territorio e notiamo chiaramente come qualcuno ha marciato sulle debolezze e sulla ‘disperazione’ che, come volevasi dimostrare, non aveva nulla a che vedere con la ragione e con il bisogno reale di risposte da parte dei cittadini”.

 

Di seguito pubblichiamo la lettera integrale di Youness Et-Tahiri

 

Mi piange il cuore e con forte rammarico mi trovo nella posizione di esprimere queste considerazioni. Dovremmo essere qui a celebrare la vita e progettare il presente e il futuro delle nostre famiglie e invece ci troviamo nuovamente a parlare e raccontare di storie tragiche dove a perderci è la popolazione civile.

 

Il mio senso civico e i miei valori morali mi portano a dover prendere una posizione netta, per qualcuno non è questo il momento, per me lo è.

Ho ancora in mente in maniera chiara e lucida la campagna elettorale che ha portato una determinata classe dirigente a guidare oggi il nostro territorio. Spiace ricordarlo ma gli slogan erano: prima gli italiani, aiutiamoli a casa loro e più ne ha e più ne metta.

 

Questa classe dirigente non ha utilizzato solamente slogan deplorevoli ma ha di fatto smantellato tutto ciò che c’era di buono nel sistema di accoglienza trentino.

Oggi, il destino è beffardo, ci troviamo ad andare ai confini dell’Ucraina a caricare su pullman e portare qui immigrati che scappano perché la loro casa non è sicura. Ci troviamo a fare donazioni economiche e non per aiutare queste persone che devono essere aiutate.

 

La vera domanda è: Dove sono tutti gli slogan dell’aiutiamoli a casa loro? Ecco oggi, forse, ci vergogneremo solo a iniziare la frase.

 

L’altra domanda è: Una volta che saranno accolti nel nostro territorio che tipo di percorsi saranno e sono previsti?

 

I tanti demonizzati corsi di italiano, le poche risorse allocate in tema di accoglienza e di percorsi di integrazione ci hanno portato a fare passi indietro che non potevamo permetterci prima figuriamoci adesso.

 

Faccio i complimenti a una determinata classe politica che riesce ad avere doppie facce a seconda del contesto perché io proprio non riuscirei. Un piccolo messaggio: Forse e dico forse gli slogan arrivano fino a un certo punto e quel punto e quando ti devi scontrare con la realtà. Spero che se tutto questo dovesse finire qualcuno si ricordi di questi momenti, ma dubito abbiamo dimostrato in tempi non sospetti di avere una memoria a breve termine.

 

La dimostrazione della forte vicinanza del popolo Trentino in questi giorni e in queste ore non fa altro che dimostrare la vera anima di questo territorio e notiamo chiaramente come qualcuno ha marciato sulle debolezze e sulla “disperazione” che, come volevasi dimostrare, non aveva nulla a che vedere con la ragione e con il bisogno reale di risposte da parte dei cittadini.

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