Con 2000 dollari a testa è ora possibile "bersi" il panorama dell’Everest in mezza giornata: al caos delle spedizioni commerciali si aggiungono gli elicotteri per turisti facoltosi

Una situazione che sta provocando parecchi malumori anche fra chi vive nella valle, che ormai dal turismo del trekking dipende quasi completamente, ma che dal turismo esclusivo ha soltanto da perdere

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Decollo in elicottero da Kathmandu, sosta a Lukla, ripartenza verso il Kala Patthar, atterraggio a 5.000 metri, foto di rito con l’elicottero in primo piano e l’Everest solo sullo sfondo, sorvolo del campo base, ritorno a Khumjung e atterraggio all'Everest view hotel, anche conosciuto come "Hotel dei giapponesi", per una colazione di metà mattina accompagnata da uno champagnino. Con duemila dollari a testa oggi ci si “beve” il panorama dell’Everest in mezza giornata.
Se le immagini delle colonne di “alpinisti” in attesa del proprio turno sulla cresta della montagna più alta del mondo, le tonnellate di spazzatura sparse al Colle Sud a 8mila metri, in quella che è diventata celebre da anni come la discarica più alta del pianeta, o i corpi abbandonati, e a volte pure calpestati da chi ha acquistato il biglietto per la vetta, non erano sufficienti, l’asticella dello scempio che si sta verificando da anni sull’Everest, "Chomolungma", "Dea Madre della Terra" trasformata in un costosissimo gioco per un turismo d’élite, si alza sempre di più. Si è detto molto sul degrado portato in mezzo secolo dalle spedizioni nel cuore dell’Himalaya, ma c’è un attacco ancora più subdolo e meno raccontato a quello che un tempo era il territorio della popolazione sherpa nella valle del Khumbu in Nepal.
Chiunque abbia avuto la fortuna di affrontare per la prima volta la salita che da Namche Bazar porta fino al villaggio sherpa di Khumjung, nei pressi di un bel bosco di rododendri a quasi quattromila metri, ricorderà quella grandiosa visione: Ama Dablam, Lhotse ed Everest che spuntano all’improvviso all’orizzonte. Un attimo che rimane impresso per sempre nella mente di chi fino a quel momento aveva solo sognato di trovarsi al cospetto di quelle cime. Il silenzio e la visione della grandi montagne dovrebbero essere gli elementi che accompagnano il lento cammino verso l’alta quota. Sensazioni oggi più che mai rovinate dal frastuono degli elicotteri che fanno avanti indietro lungo la valle per tutto il giorno.

Scarpinare giorni e giorni su per la valle godendosi la natura i colori e i profumi è sempre più complicato. «Oggi i colori sono quelli degli elicotteri e il profumo è l’odore del cherosene bruciato», protestano gli abitanti della valle. Chiariamoci, anche questa è una polemica che da tempo scuote chi frequenta la valle. Le controversie riguardavano soprattutto l’utilizzo di questi apparecchi da parte delle spedizioni che puntano alla vetta dell’Everest. L’anno scorso, il governo nepalese aveva distribuito un numero record di 478 permessi di salita, che con sherpa, portatori e guida fa ingrossare ulteriormente il numero delle persone che si muovono su è giù per la valle. Il timore è che prima o poi venga dato il via libera pure al trasporto di materiali ai campi alti con gli elicotteri.
Ma oggi non è l’alpinismo ad aver incrementato il traffico di elicotteri, bensì il turismo d’élite. Una situazione che sta provocando parecchi malumori anche fra chi vive nella valle, che ormai dal turismo del trekking comunque dipende quasi completamente, ma che dal turismo esclusivo ha soltanto da perdere. Qualcuno, a inizio stagione, ha provato anche a inscenare manifestazioni nei pressi delle piazzole di atterraggio, anche perché tutto ciò accade in quello che dovrebbe essere un parco nazionale protetto. Una volta per offrire una finestra privilegiata sul versante Sud dell’Everest venivano utilizzati gli aerei pressurizzati che viaggiavano ad alta quota.
Oggi gli elicotteri volano incessantemente alla quota dei sentieri. Il governo nepalese aveva promesso un giro di vite per il 2025, ma i voli commerciali nella stagione primaverile hanno ripreso più di prima. A contendersi il Khumbu attualmente sono ben dodici compagnie di elicotteri che hanno più di un mezzo a testa.












