Diciannove cuccioli di lupo potrebbero essere abbattuti nei prossimi mesi: dall’Ufficio ambiente svizzero il via libera alla "regolazione proattiva"

Il Cantone dei Grigioni, in Svizzera, ha ottenuto via libera per abbattere due terzi dei cuccioli in sei branchi. La motivazione ufficiale è quella di prevenire danni all’allevamento e mantenere un comportamento diffidente dei lupi nei confronti dell’uomo. Tuttavia, l’iniziativa ha scatenato proteste diffuse e raccolto oltre 17.000 firme contrarie, con richieste di ripensamento rivolte alle istituzioni cantonali

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
La Svizzera prosegue sulla linea dell’abbattimento: questa volta a farne le spese potrebbero essere diciannove cuccioli di lupo.
L’Ufficio federale dell’ambiente (Ufam), infatti, ha approvato integralmente la richiesta del cantone dei Grigioni di regolazione proattiva della popolazione di lupi. In particolare, è stato autorizzato l’abbattimento dei cuccioli confermati in branchi con nuovi nati, fino ad un massimo di due terzi del totale. Questo numero arriverebbe a toccare diciannove giovani esemplari, appartenenti a sei branchi diversi e recentemente segnalati nel territorio cantonale.
L’obiettivo di questa misura, stando all’attività cantonale, sarebbe contemporaneamente quello di contenere i danni causati alle attività zootecniche, e scoraggiare i sempre più frequenti avvicinamenti di questi branchi, nel tentativo di mantenere il timore innato dei lupi verso l’essere umano come elemento utile per ridurre i conflitti.
Al momento non sembrano essere state inoltrate domande per l’eliminazione di interi branchi, nonostante episodi di avvicinamento ad aree antropizzate e attacchi ai bovini. A seconda del comportamento di singoli branchi, tuttavia, il Cantone dei Grigioni si riserva di inoltrare richieste alla Confederazione.
La decisione ha suscitato una forte reazione da parte di diverse organizzazioni ambientaliste. In particolare, sette associazioni per la protezione del lupo hanno consegnato una petizione con più di 17mila firme alla Consigliera di Stato Carmelia Maissen per chiedere lo stop di questa misura.
“La caccia ai cuccioli di lupo da parte dei cacciatori rappresenta una nuova dimensione nella regolamentazione della popolazione dei grandi predatori”, ha dichiarato Rolf Hilfiker, copresidente dell’organizzazione Wolfshirte. Christine Steiner, presidente dell’associazione CHWolf, ha aggiunto: “Temiamo si crei un precedente che rende tutti i lupi cacciabili”, una linea resa ancora più comprensibile dal declassamento dello status di tutela del lupo in sede europea. Non si può inoltre ignorare la possibilità che altri stati, con numeri di esemplari assai differenti tra loro, prendano quello svizzero a modello indiscriminato di gestione della fauna selvatica.
La Consigliera di Stato Maissen ha assicurato che esaminerà attentamente la questione insieme ai suoi collaboratori, preferendo un approccio cauto. “Siamo in un processo di apprendimento che durerà ancora un po’”, ha commentato la responsabile del Dipartimento delle infrastrutture, dell’energia e della mobilità, aggiungendo che il Cantone continuerà a perseguire una gestione adattativa, volta a bilanciare la protezione della fauna con le esigenze del settore agricolo.
Per concretizzare il provvedimento, tutt’altro che semplice in termini di tempo e ore di lavoro, giocheranno un ruolo anche i cacciatori locali. Dopo aver partecipato ad una serata informativa, sembra che potranno affiancare i guardiani della selvaggina. Ciò detto, il lupo resta una specie non cacciabile: gli esemplari quindi, non appena abbattuti, diventeranno di proprietà del Cantone.













