I boschi gestiti e certificati bruciano di meno?

PEFC Italia e Università di Firenze hanno avviato una collaborazione strategica al fine di analizzare l’impatto degli incendi nelle foreste certificate. La volontà è di ampliare la base dati ed estendere la ricerca a livello europeo

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
La gestione forestale sostenibile può avere un impatto positivo nella prevenzione degli incendi boschivi?
Per provare a rispondere a questa domanda PEFC Italia (uno dei due principali schemi di certificazione forestale) e l’Università di Firenze hanno avviato una collaborazione strategica al fine di analizzare l’impatto degli incendi nelle foreste certificate PEFC.
L’indagine è stata sviluppata in due fasi (2012–2017 e 2018–2022) coinvolgendo un campione complessivo di 17 aree certificate distribuite su 7 regioni italiane: Calabria, Lazio, Umbria, Toscana, Piemonte, Lombardia e Trentino-Alto Adige. Nella seconda fase, quella svolta in collaborazione con l’ateneo fiorentino, è stata condotta un’analisi più approfondita su 8 aree certificate localizzate in Piemonte, Toscana e Lombardia, ovvero laddove si sono registrati incendi all’interno delle aree PEFC nel periodo esaminato.
Avvalendosi dell’utilizzo di analisi geografiche avanzate, ogni area certificata è stata confrontata con quelle adiacenti non certificate, analizzando parametri fondamentali come la frequenza degli incendi, la superficie totale percorsa dal fuoco, la densità degli eventi (calcolata in funzione della superficie) e la distribuzione spaziale degli incendi stessi.
Dall’elaborazione di questi dati è emersa una tendenza ad avere superfici percorse dal fuoco maggiormente estese nelle aree non certificate. Ad esempio, in Lombardia è stata registrata una superficie media percorsa dal fuoco pari a circa il 2% della superficie totale certificata; tale valore è risultato essere del 3,5% nelle aree non certificate.
Nonostante questi primi e interessanti dati, il limitato numero di dati non consente una validazione scientifica di tale tendenza. Come sottolineano Enrico Marchi e Silvia Calvani dell’Università di Firenze: “Ulteriori analisi su scale temporali più lunghe potranno consentire di avere informazioni più robuste”.

PEFC, divulgando i dati dell’analisi, propone cinque misure preventive essenziali per ridurre il rischio incendi:
- Gestione dei boschi - l’attività di gestione forestale è determinante nelle aree a rischio, attraverso interventi selvicolturali corretti che favoriscano la crescita degli alberi giovani e agevolino il monitoraggio delle risorse forestali.
- Infrastrutture di emergenza - è essenziale la creazione di punti per il rifornimento d’acqua e il miglioramento della viabilità forestale, oltre alla predisposizione di punti di atterraggio per gli elicotteri, in modo da permettere interventi sempre più tempestivi nelle migliori condizioni di sicurezza possibili per il personale di pronto intervento.
- Formazione di squadre specializzate - è fondamentale supportare e formare gruppi di personale specializzato, oltre a volontari addestrati nella lotta agli incendi boschivi.
- Cura del sottobosco - il sottobosco va mantenuto in condizioni da non determinare un pericolo per l’innesco di incendi.
- Sensibilizzazione dei cittadini - le campagne informative devono educare alla salvaguardia del patrimonio forestale, consapevolizzando la cittadinanza in merito alle norme di sicurezza utili alla prevenzione degli incendi boschivi.
La collaborazione avviata tra PEFC e Università di Firenze consentirà di valutare il ruolo protettivo svolto dalle foreste certificate rispetto alla vulnerabilità del territorio agli incendi. Le pratiche di gestione forestale sostenibile promosse dalla certificazione, tra cui la pianificazione forestale, il controllo della biomassa, il monitoraggio e la presenza di infrastrutture per la prevenzione e l’accesso sono tutte azioni che riducono la continuità del combustibile vegetale e riducono la suscettibilità delle foreste al passaggio del fuoco.
Questo progetto congiunto, secondo PEFC, mira ad integrare la base scientifica attorno alla gestione forestale e la conseguente capacità di prevenzione degli incendi.
“Vogliamo ampliare questa ricerca a livello europeo, coinvolgendo gli altri Paesi del Mediterraneo maggiormente a rischio”, spiega Marco Bussone, Presidente di PEFC Italia, “il nostro obiettivo è di estendere il campione di dati e rafforzare la base scientifica utile a costruire politiche più efficaci e coordinate, in grado di rispondere in modo strutturale a una crisi climatica che non conosce confini”.
Foto: Davide Ascoli













