"Siamo riusciti a contare 400 grifoni in volo nella riserva naturale": ecco perché questi avvoltoi sono così importanti per gli ecosistemi alpini

Lungo il Tagliamento, tra le Prealpi carniche, c’è una piccola riserva che ha fatto della difesa dei rapaci il suo scopo principale. Centrando totalmente l’obiettivo e contribuendo a preservare i grifoni, avvoltoi che forniscono un fondamentale servizio ecologico, purtroppo a rischio di sopravvivenza

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Nel cuore del Friuli, tra le Alpi e il Tagliamento, c’è una colonia di grifoni (Gyps fulvus), avvoltoi con un’apertura alare di quasi tre metri, dal peso di 8-10 chili, di fondamentale importanza. Non solo perché il numero degli avvoltoi è in drammatico calo - dato gravissimo perché sono fondamentali per mantenere l’equilibrio degli ecosistemi di cui fanno parte - ma anche perché il sito friulano è strettamente legato alle colonie del Quarnaro, in Croazia e alle aree di estivazione austriaca, nel Parco nazionale degli Alti Tauri.
Il progetto di conservazione del grifone ha preso il via alla fine degli anni Ottanta, con lo scopo di contrastare il declino del numero degli avvoltoi sulle Alpi e nell’alto Adriatico. Casa di questo progetto è la Riserva naturale regionale del lago di Cornino, all’estremo margine sudorientale delle Prealpi Carniche, istituita nel 1996, che si estende per 487 ettari lungo il medio corso del Tagliamento, tra i comuni di Forgaria del Friuli e Trasaghis. L’area della riserva include prati e coltivi e si estende sino all’ampio anfiteatro roccioso sopra Somp Cornino, il lago di Cornino e le ripide pareti e i coni detritici accanto al Tagliamento.
“È un’area dove abbiamo le prove di una presenza storica della specie. Sin da fine Ottocento i grifoni nidificavano tra il Friuli e la Slovenia”, spiega Fulvio Genero, esperto faunista, direttore scientifico della riserva. Essendo assodata la presenza dei grifoni in diverse zone del Friuli ed essendo presenti anche le condizioni per una reintroduzione di successo, nel 1992 arrivarono i primi giovani grifoni per essere liberati. “Il progetto, finalizzato a riportare in Friuli delle coppie nidificanti, prevedeva la creazione, da subito, di un punto di alimentazione, per aiutare i grifoni, rapaci necrofagi, che si cibano solo di carogne, a rimanere e prosperare”, aggiunge Genero.
Gli animali da reintrodurre arrivavano dalla Spagna, dove le popolazioni di grifoni sono floride. Si è sempre puntato su animali giovani, spesso ricoverati, recuperati, che si adattano meglio degli adulti a spostamenti e nuovi territori.
È stato un lavoro lungo, prezioso, importante. Dal 1992 i grifoni reintrodotti sono stati un’ottantina, sempre in gruppetti di 5-7 al massimo, e i primi nidi si sono visti nel 1996, sulle pareti proprio sopra il punto di alimentazione, nel cuore della riserva. “Oggi le coppie nidificanti sono una novantina, 200 circa i grifoni stanziali, in inverno, mentre in estate, quando passano di qui anche, soprattutto, gli animali che arrivano dai Balcani, siamo riusciti a contare 400 grifoni in volo nell’area della riserva naturale”, aggiunge Fulvio Genero.
Una reintroduzione di successo, quindi, importantissima perché ha riportato sulle Alpi i grifoni non solo come ospiti ma anche come nidificanti. I grifoni forniscono un fondamentale servizio ecologico di riciclo della biomassa delle carogne, contribuendo così alla rimozione degli animali morti, alla regolazione delle malattie e al ciclo dei nutrienti. Sono tanto importanti quanto in pericolo: purtroppo sono già stati inseriti nella lista rossa italiana dell’Unione mondiale per la conservazione della natura con criterio CR, in pericolo critico.
Ma nella Riserva naturale del lago di Cornino, tra le ampie zone rupestri, i lecci, che qui sfiorano il limite settentrionale del loro areale, il fiume Tagliamento e le correnti ascensionali, i grifoni sembrano star bene. E con loro solcano i cieli. “Dobbiamo però ancora insistere per rimarcare l’importanza ecologica di questo rapace, farlo conoscere a tutti, per tutelarlo”, sottolinea il direttore scientifico della riserva.
La riserva del Cornino - questa piccola, ma nel contempo enorme, eccellenza - è un avamposto alpino fondamentale perché riempie un vuoto tra le popolazioni iberiche e francesi (dove il grifone sopravvive bene), quella dei tauri, dove il grifone è presente solo nel periodo estivo, e i Balcani, dove tanto si sta investendo per far crescere il numero degli esemplari.
“Si è compreso il valore di questi animali e riusciamo a saperne sempre di più grazie a progetti di studio con le radio satellitari, sistemate sul groppone dei grifoni, capaci, grazie a dei piccoli pannelli solari, di funzionare anche quattro, cinque anni. Così possiamo conoscere nel dettaglio gli spostamenti, l’altitudine e la velocità in volo, i movimenti a terra, ma anche recuperare gli animali morti, in tempi brevi. Così da limitare, quanto più possibile, le cause di morte”, conclude Fulvio Genero con un sospiro.
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In Asia meridionale i grifoni sono stati falcidiati dalla presenza di farmaci, per loro mortali, nelle carcasse degli animali da allevamento, di cui spesso si nutrono. E il calo della loro presenza nei cieli è drammatico. In Europa i pericoli maggiori sono il piombo dei pallini dei cacciatori negli animali selvatici lasciati in natura, morti, di cui i grifoni si cibano, e che porta al saturnismo, un avvelenamento letale, e le linee elettriche non isolate dove i grifoni muoiono per folgorazione.
Se arrivate a Forgaria per visitare la Riserva naturale regionale del lago di Cornino, oltre ad ammirare i grifoni, in volo, si possono scoprire, da vicino, gli animali nelle voliere, esemplari recuperati e non più in grado di volare. Non solo grifoni ma anche gufi, l’allocco degli urali, le poiane. Il piccolo centro visite racconta, nel dettaglio, la storia dei grifoni e, più in generale, dei rapaci. Imperdibile il lago di Cornino, formatosi circa 10.000 anni fa, con il ritiro dei ghiacci, senza immissari o emissari, caratterizzato da una circolazione idrica sotterranea.
In apertura, foto di Fulvio Genero













