Cinque nuovi nati nel Parco Nazionale Gran Paradiso: portato all'estinzione e tuttora in pericolo critico sulle Alpi, il gipeto sta tornando a riprodursi tra le valli valdostane e piemontesi

Tutte le coppie di gipeti censite dai guardiaparco nell’area protetta hanno portato a termine la schiusa delle uova, confermando l'efficacia delle misure di tutela per questo raro rapace che dopo l'estinzione del secolo scorso torna oggi a popolare le pareti rocciose di quest'angolo di Alpi italiane

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Buone notizie dai gipeti che hanno scelto il Parco Nazionale Gran Paradiso per nidificare: con la schiusa delle due uova nei nidi della Valle Orco, tutte le coppie censite nel territorio dell’area protetta hanno portato a termine con successo questa delicata fase della riproduzione.
Le schiuse sono state osservate e confermate dai guardaparco nel corso delle attività di monitoraggio. Con i pulli appena nati nella valle piemontese situata nelle Alpi Graie, si contano in totale cinque nidi attivi nel 2026, distribuiti su dirupi rocciosi tra Valsavarenche, Valle di Cogne, Valle di Rhêmes e, appunto, i due siti della Valle Orco.
Il risultato testimonia l'efficacia delle misure di tutela e l'elevata qualità ambientale degli habitat d'alta quota che il Parco preserva: la specie trova qui le condizioni idonee per nidificare senza subire i disturbi che spesso ne compromettono la biologia in contesti meno protetti.
La schiusa avvenuta nella Valle di Rhême, proprio in corrispondenza della festa del papà, il 19 marzo aveva offerto al Parco l'occasione per ricordare il peculiare comportamento degli esemplari maschi di questa specie. I gipeti si distinguono infatti per una gestione della prole in cui il maschio partecipa attivamente sia alla cova che alla successiva cura dei pulli, alternandosi con la femmina.
Un rapace in pericolo critico
Il gipeto (Gypaetus barbatus), uno dei più grandi rapaci d'Europa, è una specie di particolare interesse conservazionistico, inserito nella lista rossa Iucn (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura), cioè considerato "in pericolo critico", a causa del numero di individui maturi estremamente ridotto.
"Portato all'estinzione agli inizi del '900, il gipeto è stato reintrodotto con successo nell'ecosistema alpino negli anni '80, grazie a un progetto francese. Oggi, il Parco Nazionale Gran Paradiso ospita diverse coppie di questi avvoltoi, mantenute dall'abbondanza di cibo e da un habitat protetto", racconta l'ente.
"Il ritorno del gipeto nel Parco Nazionale Gran Paradiso è avvenuto naturalmente, senza reintroduzioni, dimostrando come quest'area protetta offra condizioni ideali per la riproduzione della specie. Con la nuova nidificazione in Valle Orco, si aggiunge un nuovo, importante capitolo alla storia di recupero di questa specie iconica", aveva dichiarato lo scorso anno l'area protetta.
In Italia questa specie risulta ancora minacciata da molteplici fattori legati all'uomo: dalla persecuzione diretta alla diminuzione del pascolo brado, al saturnismo (la grave intossicazione dovuta al piombo).
La serie video che documenta la vita dei gipeti del Parco Nazionale Gran Paradiso
All’interno del Parco, data la loro importanza, i gipeti sono "osservati speciali". Attraverso i propri canali social ufficiali, l’area protetta fornisce puntuali aggiornamenti - dalle fasi di creazione dei nidi (che avviene in autunno), alla deposizione delle uova, alla schiusa appena completata - diffondendo anche le misure istituite per proteggere durante le delicate fasi di riproduzione questi rapaci, particolarmente sensibili alla presenza umana.
La vita nel nido della coppia di gipeti della Valsavarenche è attentamente monitorata a distanza grazie all'occhio discreto di una apposita webcam installata dai guardaparco. Un video del progetto GipetOnAir mostra la coppia di gipeti impegnata a preparare il nido, a novembre, portando nuovi rami per rinforzarlo. Si vede anche il giovane gipeto nato lo scorso anno tornare a far visita al nido valdostano.
Un altro recente video documenta la schiusa: è avvenuta il 7 marzo, dopo alcune settimane di attesa, caratterizzate da condizioni meteorologiche avverse. Le immagini inquadrano anche uno dei genitori mentre provvede all’alimentazione del pullo (portando nel nido una zampa di stambecco). Era presente un secondo uovo, ma purtroppo è stato accertato che si è danneggiato e non porterà alla schiusa.
I gipeti sulle Alpi italiane
Ad oggi, sono già oltre 30 i giovani gipeti involati nelle valli del Parco Nazionale Gran Paradiso, un traguardo che risale ai primi esemplari che hanno spiccato il volo nel 2012 in Valle d'Aosta, dai nidi in Valsavarenche e Valle di Rhêmes, seguiti da quello di Cogne, il cui primo involo è avvenuto nel 2015. Lo scorso anno, la presenza di due nidi in Valle Orco, nella città metropolitana di Torino, aveva segnato un momento storico per il ritorno di questa specie anche nelle valli piemontesi dell’area protetta, accertata dai guardiaparco.
Come spiega il Parco Naturale Alpi Marittime, duecento individui sono stati liberati sulle Alpi negli ultimi trent'anni secondo un programma di reinserimento che ha interessato Italia, Francia, Svizzera e Austria, sull'arco alpino è ora presente una piccola popolazione anche in territorio italiano, principalmente tra Alpi Marittime, Parco Nazionale dello Stelvio e Parco Nazionale del Gran Paradiso, dove da anni si accerta la riproduzione della specie.
La schiusa delle uova avvenuta in quest'ultimo territorio rappresenta senz'altro un evento straordinario per la conservazione della specie, ma l'attenzione si sposta ora sulle delicate fasi successive, che vedranno gli esemplari adulti impegnati nel nutrimento e nella cura dei piccoli gipeti.
In apertura: a sinistra, foto dall'archivio PNGP di Luca Fassio; a destra, immagini tratte dal video PNGP-GipetOnAir













