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Ambiente | 29 gennaio 2026 | 12:00

Solare ed eolico guidano la produzione elettrica europea: non è mai stato così vantaggioso liberarsi dal fossile (e dai petrostati)

La transizione energetica non è mai stata così vantaggiosa. Nel 2025 eolico e solare hanno coperto il 30% della domanda elettrica europea, mentre la produzione di energia elettrica da fossile si è fermata al 29%, nonostante l’anno scorso sia stato segnato da scarsa ventosità e da scarse precipitazioni che hanno penalizzato l’eolico e idroelettrico. L'Italia è leader europea per lo stoccaggio di energia in batterie e potrebbe seguire la traiettoria della California, dimezzando il costo dell'energia serale in pochi anni e liberandosi dal gas e dalla volatilità geopolitica che usa la dipendenza dai combustibili fossili per ricattare le democrazie occidentali

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
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Il 2025 sarà ricordato come l’anno dove la produzione europea di energia da solare ed eolico ha superato l’energia prodotta dai combustibili fossili. Secondo il European Electricity Review 2026, pubblicata dal think tank Ember, eolico e solare hanno coperto il 30% della domanda elettrica europea, mentre la produzione di energia elettrica da fossile si è fermata al 29%. In soli cinque anni la quota di queste due forme di energia rinnovabile è balzata dal 20% al 30% rendendo questo sorpasso strutturale e non solo fortuito. L’uso del carbone e del gas, nell’ultimo decennio, è sceso dell’8%.

Queste percentuali assumono un valore ancora più soddisfacente se inserite nel contesto climatico europeo del 2025: l’anno scorso è stato segnato da scarsa ventosità e da scarse precipitazioni che hanno penalizzato l’eolico (-2%) e fatto crollare la produzione di energia idroelettrica (-12%) a livello europeo. A compensare l’instabilità climatica è stato il solare fotovoltaico, cresciuto del 20% grazie alle nuove installazioni e ad un irraggiamento superiore alla media. I dati confermano che lo sviluppo delle rinnovabili europee è abbastanza maturo da resistere alle volubilità climatiche e rappresentano la vera spina dorsale della produzione di elettricità del vecchio continente.

Il "team" eolico e fotovoltaico può lavorare bene in tandem: quando l’inverno è secco e piovoso, il sole del Nord Europa ha compensato la produzione da rinnovabile.

 

Mentre il mercato globale accelera verso le energie rinnovabili, la politica americana ed europea sembra tirare il freno a mano e queste scelte politiche hanno un costo reale: nei primi mesi del 2025, per compensare un calo di produzione dell’idroelettrico, l’Unione ha dovuto aumentare la produzione delle centrali a gas dell’8%, per un costo di importazione di 32miliardi di euro (ripartiti tra petrostati e democrazie illiberali). L’Italia, insieme alla Germania, è il paese che ha pagato il prezzo più alto di questa dipendenza dal gas e la dipendenza politica dai fossili diventa una tassa onerosa sui cittadini e sulle imprese.

La spinta globale delle rinnovabili è possibile soprattutto grazie alla Cina tramite un elemento cruciale del sistema elettrico rinnovabile: la riduzione del costo delle batterie, passate da 1500€/kWh del 2015 a poco più di 300€/kWh del 2025. Nei primi 11 mesi del 2025 si è registrato un aumento esponenziale nell’importazione delle batterie cinesi, un segnale di una fetta di mercato che sta per esplodere.

 

Italia, nuova California

 

Il sistema energetico italiano, analizzato in modo approfondito nel report, dipinge un paese che si appresta a diventare "hub rinnovabile" ma resta ancorato alla produzione da fossile grazie ai contratti stipulati dal governo per essere "hub del gas" europeo (una scelta che dopo un paio di anni si può già definire per nulla lungimirante): in Italia la produzione di energia elettrica da gas naturale è aumentata del 5,5% nel 2025 (a causa del calo dell’idroelettrico dovuto alla siccità) e questo ha inciso pesantemente sulle bollette.

Sempre l’Italia è leader europea per le batterie di stoccaggio (i sistemi BESS che dall’esterno sembrano dei grandi container), ospitando in casa circa 1,9GW di grandi accumuli, il 20% della capacità europea. La crescita delle batterie è stata del 40% tra gennaio e ottobre 2025 con ancora 10 GW di progetti in approvazione. Il nostro paese potrebbe seguire una traiettoria simile a quella dello stato della California la quale, partendo da 2GW di batterie, in soli quattro anni è riuscita a coprire un quinto della domanda serale con gli accumuli, riducendo drasticamente l’uso del gas. Spostare l’energia solare ed eolica la sera costerebbe circa 64€/MWh in Italia, un prezzo molto competitivo rispetto ai 111€/MWh del gas.

 

Investire sullo stoccaggio per ridurre costi e dipendenze geopolitiche

 

Lo strumento più potente da utilizzare quando ci si siede al tavolo delle grandi potenze mondiali

 

Questa vera e propria "rivoluzione energetica", con il crollo dei prezzi del fotovoltaico e delle batterie di accumulo, è il più grande asset strategico su cui l’Italia possa contare. La transizione energetica non è più un miraggio (o una scelta fatta di sangue e lacrime come la descriveva il Ministro della Transizione ecologica Cingolani pochi anni fa) ma è tecnicamente ed economicamente vantaggiosa, anche se le scelte governative sembrano voler rallentare questo scenario per i cittadini e le imprese, e che si possono definire come opposte alla sovranità energetica e all’interesse del paese. Le rinnovabili sono lo strumento più potente da utilizzare quando ci si siede al tavolo delle grandi potenze mondiali, non più come clienti vulnerabili ma come partner autonomi. I dati del European Electricity Review 2026 confermano eolico e solare come spina dorsale del sistema elettrico europeo, ora serve urgentemente una spina dorsale politica per completare la transizione, liberandoci definitivamente dalla dipendenza dei fossili e dai tiranni che la governano.

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