"Chi cerca di attirare un certo tipo di clientela si dedichi alla gestione di alberghi, non di rifugi", Zanella (Cai Alto Adige) sulla proposta del Fredarola Harbor

Il presidente del Cai Alto Adige, Carlo Alberto Zanella, sulla proposta del rifugio Fredarola: "Credo che il gestore dovrebbe cambiare denominazione alla propria struttura: parliamo di un hotel o resort, non di certo di un rifugio. Le suite o la piscina che 'guarda' le Dolomiti sono cosa da albergo a 4 o 5 stelle"

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
"Se il gestore di una struttura in quota ritiene di offrire ostriche e champagne, deve essere coerente con la propria scelta e rinunciare alla denominazione di rifugio e ai contributi". Non ha dubbi Carlo Alberto Zanella, presidente del Cai Alto Adige, che interviene in merito al dibattito scaturito dalla scelta di Silvano Parmesani, gestore del Fredarola Harbor (in val di Fassa), di portare il lusso a quota 2.400.
L'ex sindaco di Canazei è profondamente convinto che le terre alte debbano diventare luogo dove poter accogliere chiunque. Per farlo, ha dotato il proprio rifugio di ogni comfort: dalle camere (e suite) singole ad uno speciale menù che oltre ai piatti nella tradizione include anche ostriche e champagne. Non mancano televisori a schermo piatto e Wi-Fi.
Proposta che ha scatenato un vero e proprio dibattito, più che mai polarizzato, nel quale si inserisce anche Zanella, che a L'AltraMontagna esordisce: "Credo che il gestore dovrebbe cambiare denominazione alla propria struttura: parliamo di un hotel o resort, non di certo di un rifugio. Così, nessuno avrebbe nulla da dire e il ristoratore potrebbe continuare a servire, senza essere criticato, le sue pietanze 'di lusso'".
E prosegue: "Gestire un rifugio è tutt'altra cosa: significa servire clienti che arrivano dopo tre ore di camminata, approvvigionarsi magari portando le provviste a spalle o affidarsi ad una teleferica o ad un elicottero, senza avere a disposizione mega frigoriferi per conservare pesce o altre delizie - commenta ancora -. Oltretutto, nei rifugi i clienti di solito non ci arrivano in elicottero ma a piedi".
Secondo il presidente del Cai Alto Adige, quella del Fredarola sarebbe una proposta "da tamarri", che si allontana (e non di poco) dallo spirito più autentico e genuino della montagna dei rifugi: "Le suite e la piscina che 'guarda' le Dolomiti sono cosa da hotel a 4 o 5 stelle - conclude -. Chi cerca di attirare un certo tipo di clientela si dedichi alla gestione di alberghi, non di rifugi".












