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Attualità | 09 settembre 2025 | 12:47

"Non servivano poteri profetici, bastava ascoltare chi da mesi denunciava il rischio di frane e instabilità. Ho presentato un esposto alle autorità competenti". Cristina Guarda sulla crepa di Socrepes

"È gravissimo che davanti a uno squarcio nel terreno, con sopralluoghi in corso e residenti costretti a rivolgersi al TAR, la priorità del cantiere sia solo 'sistemare in fretta e continuare i lavori'". Le dichiarazioni dell'eurodeputata: "Chiedo verifiche immediate, l’accesso agli atti e la sospensione dei lavori finché non sarà garantita la sicurezza dell’area"

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

Quello che sta accadendo a era stato previsto: oggi un terreno fragile e argilloso si è aperto con una crepa di 15 metri nei pressi del cantiere della cabinovia. Non servivano grandi poteri profetici, bastava ascoltare cittadini, associazioni ed esperti che da mesi denunciavano il rischio di frane e instabilità. Invece, istituzioni e imprese hanno preferito minimizzare e accusare gli ambientalisti di voler bloccare lo sviluppo. Oggi la realtà li smentisce: andare avanti nonostante tutto significa mettere in pericolo persone, paesaggio e un patrimonio Unesco”, dichiara Cristina Guarda, eurodeputata dei Verdi eletta nelle liste di Alleanza Verdi e Sinistra.


“Proprio per questo, ho presentato un esposto alle autorità competenti, chiedendo verifiche immediate, l’accesso agli atti e la sospensione dei lavori finché non sarà garantita la sicurezza dell’area. È gravissimo che davanti a uno squarcio nel terreno, con sopralluoghi in corso e residenti costretti a rivolgersi al TAR, la priorità del cantiere sia solo ‘sistemare in fretta e continuare i lavori’. La sicurezza non è un dettaglio da sacrificare sull’altare degli interessi di pochi. Se oggi le Dolomiti sono meta di turismo mondiale è perché rappresentano bellezza e natura intatta: distruggerle con opere speculative significa togliere futuro all’intero territorio. È ora di fermarsi e di scegliere finalmente una politica che ascolti i cittadini e investa in soluzioni sostenibili e rispettose delle montagne”, conclude.

 

In copertina, a sinistra, fotografia del quotidiano Voci di Cortina

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