Sempre con i fondi pubblici: nei giorni di caldo record, al via i lavori per la nuova seggiovia del Corno alle Scale

I promotori: "Non sappiamo in quanto tempo il cambiamento climatico renderà impraticabili le stazioni, ma cerchiamo di comprare tempo". A sostenere economicamente l'operazione sono i fondi resi disponibili da un bando del Ministero del Turismo: le risorse coprono circa il 90% dei 4,5 milioni necessari, a cui si aggiungono 880 mila euro (anche questi coperti da fondi ministeriali) per rinnovare l'impianto di innevamento artificiale

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Sull'Appennino bolognese, inizia l'iter per sostituire la seggiovia Cavone - Rocce, nel comprensorio sciistico del Corno alle Scale. L'impianto di risalita, costruito nel giugno 1983 e oggi non più rispondente agli standard tecnici e operativi, si trova ad un'altitudine compresa tra i 1442 metri della stazione a valle e i 1728 della stazione a monte.
La ski area è la stessa che dove imparò a sciare Alberto Tomba, ricordano nei titoli diverse testate giornalistiche. Erano però i primi anni Ottanta e di anni ne sono passati più di quaranta: il tempo scorre inesorabile e lo scenario climatico attuale presenta caratteristiche profondamente diverse rispetto a quelle dell'epoca. A non essere cambiato è un sistema, quello del settore sciistico a quote medio-basse, che appare ancora arroccato su convinzioni ormai purtroppo anacronistiche.
Ad annunciare l'avvio dei lavori - proprio nei giorni in cui gli esperti di meteo e clima danno notizia delle anomale ondate di calore che stanno investendo l'Italia - è la società Corno alle Scale srl, che afferma: "Il nuovo impianto sarà realizzato sul medesimo tracciato della seggiovia esistente. L’opera sarà realizzata entro il mese di novembre 2025. Un investimento strategico per l’intero comprensorio che consente la salita più diretta dai numerosi parcheggi della zona".
A sostenere economicamente l'operazione sono i fondi pubblici resi disponibili da un bando del Ministero del Turismo: "Le risorse coprono circa il 90% dei 4,5 milioni necessari, a cui si aggiungono 880 mila euro (anche questi coperti da fondi ministeriali), per rinnovare l'impianto di innevamento artificiale", riporta Ansa.
Oltre alla seggiovia, i lavori riguardano infatti anche il sistema di innevamento artificiale, necessario (ma spesso non sufficiente) per provare a garantire un manto nevoso su cui posare le lamine degli sci.
Spiega sempre la Corno alle Scale srl: "La società ha avviato anche i lavori per l’ammodernamento dell’impianto di innevamento programmato, con la sostituzione della stazione di pompaggio del Cavone, la sostituzione della linea di innevamento pista Tomba 2 e Corno ed l’installazione di nuove torri con relative ventole per l’innevamento che sarà completato anch’esso entro il mese di novembre. Questa nuova infrastruttura consentirà – in presenza delle adeguate condizioni meteo – di innevare circa l’80% del comprensorio in 100/120 ore, migliorando notevolmente l’affidabilità dell’intera stagione sciistica. Anche questo progetto è stato finanziato dal Ministero del Turismo". La banca Intesa Sanpaolo ha garantito l'anticipo del finanziamento.
"Desideriamo esprimere la nostra profonda gratitudine al Ministero del Turismo, alla Regione Emilia-Romagna e a Banca Intesa Sanpaolo per il sostegno concreto e tempestivo per la realizzazione di queste iniziative, che avranno un impatto positivo non solo sulla stazione sciistica, ma sull’intero territorio. Ci scusiamo con i nostri visitatori e li ringraziamo per la comprensione, certi che la nuova infrastruttura rappresenterà un salto di qualità fondamentale per tutti gli appassionati del Corno alle Scale", concludono i gestori del comprensorio.
Gli interventi sono stati presentati in conferenza stampa da Flavio Roda, presidente della Fisi e della società di gestione Corno alle scale Srl, e da Marco Palmieri, presidente di Piquadro e a capo della cordata di imprenditori del territorio che ha dato vita alla società. "Quella seggiovia è strategica, a quella attinge la maggior parte delle auto - sottolinea l'imprenditore -. Il Corno alle Scale porta nei quattro mesi invernali 100 mila persone legate allo sci: per l'economia della valle ha un impatto straordinario e incide sullo spopolamento".
Questo, per l'imprenditore, giustifica l'investimento in un asset che negli anni ha spesso sofferto la mancanza di neve: "Non sappiamo in quanto tempo il cambiamento climatico renderà impraticabili le stazioni, ma cerchiamo di comprare tempo: vogliamo allungare il più possibile lo sci negli anni e consentire agli imprenditori e alla politica di inventare un modello economico alternativo. Ma questo modello non si costruisce in un anno".

Nel frattempo però, come spiega Marco Albino Ferrari, "parla chiaro il parametro indotto dai nivologi austriaci chiamato quota neve affidabile, vale a dire la quota sopra la quale la copertura nevosa sta sopra i trenta centimetri per almeno cento giorni consecutivi. Dai 1750 metri dei decenni scorsi si è passati agli oltre 2000 di oggi. Non è solo importante che nevichi, ma che poi la stessa neve non fonda nel giro di poco". Una quota che la stazione a monte della seggiovia Cavone - Rocce non arriva nemmeno a sfiorare. Nel punto più elevato, il comprensorio sciistico del Corno alle Scale tocca i 1945 metri di altitudine.
A febbraio, il Consiglio di Stato aveva bocciato il ricorso presentato dal comitato Un altro Appennino è possibile, il quale sosteneva che per realizzare l’impianto di risalita fosse indispensabile una valutazione di impatto ambientale, che tuttavia non è stata considerata necessaria perché l’impianto a fune andrà a sostituire due infrastrutture preesistenti (qui L'ARTICOLO). Via libera quindi alla nuova seggiovia, che si farà.












