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Attualità | 20 gennaio 2026 | 13:15

"98 litri d’acqua al secondo per garantire piste perfette ai Giochi di Milano-Cortina 2026". La posizione di Cipra sulla sostenibilità dell'evento

"In un'epoca in cui la 'sostenibilità' rischia di ridursi a uno slogan la trasparenza è un atto di rispetto verso cittadini e territori e una questione di democrazia sostanziale". A meno di venti giorni dall'inizio delle Olimpiadi invernali, la Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi (Cipra) si interroga sui costi, l'impatto e l'eredità di quest'edizione. Il bilancio totale ormai tocca i 6 miliardi di euro che trascinano perplessità e dubbi sulla pressione ambientale e sociale a carico dei territori

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

A meno di venti giorni dall’inizio dei Giochi olimpici, la Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi (Cipra) fa il punto sulla tanto menzionata "sostenibilità" dell'evento.

 

In un’epoca in cui la "sostenibilità" rischia di ridursi a uno slogan - si legge nel comunicato - la trasparenza è un atto di rispetto verso cittadini e territori e una questione di democrazia sostanziale, soprattutto in un Paese indebitato e con welfare in contrazione.

 

"Dati aperti, comparabili e verificabili sono indispensabili per sapere chi decide, per chi e con quali informazioni, e per valutare costi, benefici ed efficienza della spesa pubblica". La riflessione della Commissione parte proprio da un dato: i cannoni per l’innevamento artificiale sono ormai pronti a prelevare fino a 98 litri d’acqua al secondo dal torrente Boite per garantire piste perfette ai Giochi di Milano-Cortina 2026.

 

"È un dettaglio tecnico – ricorda Vanda Bonardo, presidente di Cipra Italia – ma anche una metafora potente: mentre celebriamo l’evento sportivo più legato all’idea di natura e di freddo, dobbiamo produrre artificialmente ciò che dovrebbe essere il suo presupposto naturale. Le Olimpiadi della neve nell’epoca in cui la neve manca".

 

Nonostante i ripensamenti del Cio e i "no" di molte altre potenziali città ospiti, il modello olimpico continua a presentarsi come motore di sviluppo e di crescita infrastrutturale. Oggi questo modello va innestandosi in territori fragili, "spesso andando oltre la capacità di carico, esercitando forti pressioni su ambiente, paesaggio e qualità della vita, e alimentando anche rincari e processi di gentrificazione".

 

Il costo totale delle 98 opere? 3,54 miliardi di euro. A dirlo è il report di Open Olympics, che alza il bilancio a 6 miliardi se si includono l'organizzazione e le opere di "legacy". Quest'ultime riguardano ben l'87% del bilancio totale, e molte opere saranno concluse soltanto dopo l’evento. Intanto, denuncia Cipra, per una serie di interventi chiave mancano ancora dati completi su costi, finanziamenti e impatti ambientali.

 

"Milano-Cortina 2026 , più che un evento, è un gigantesco cantiere alpino: una mappa di flussi di capitale pubblico in cerca di legittimazione nella parola "sostenibilità".

 

Troppo spesso una parola-ombrello, aggiunge Vanda Bonardo: "Buona per dossier e cerimonie, meno per la vita reale dei luoghi". Non basta misurare il successo in medaglie, presenze turistiche o chilometri di asfalto: occorre interrogare il "sommerso", fatto di comunità, risorse naturali, conflitti latenti e domande di senso che attraversano le montagne nel tempo del riscaldamento globale.

 

"È lì che si gioca la partita decisiva: non sotto i riflettori, ma nel sottosuolo dei territori".

 

In quest'ottica, Cipra ha rilanciato il documento di posizione della Commissione, in cui si chiede a tutte le autorità responsabili dei Giochi olimpici – dalle amministrazioni regionali ai Comitati olimpici nazionali, fino allo stesso Cio – di garantire che in questi non si ripetano gli errori del passato. Dal rispetto dei limiti di protezione ambientale alla completa trasparenza negli investimenti, e ancora dal coinvolgimento delle comunità locali all'attenzione alle nuove esigenze climatiche.

 

Le Alpi non sono una semplice scenografia, ma un laboratorio di futuro. "Milano-Cortina 2026, più che una vetrina, può diventare una faglia: tra sviluppo e limite, tra flussi globali e microcosmi locali, tra la retorica della legacy e il bisogno di una vera resilienza ambientale e sociale".

 

Cipra, dal canto suo, promette di continuare a monitorare cantieri e opere, prima e dopo i Giochi, "per promuovere trasparenza, responsabilità e una reale sostenibilità".

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