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Attualità | 12 agosto 2026 | 18:00

"È stato evidentemente spaccato da qualcuno con un sasso". Vandali contro il pannello del Soccorso Alpino: "Serviva per alimentare un ponte radio per le comunicazioni durante i soccorsi"

"Abbiamo saldato una fattura di oltre 1000 euro per la sostituzione". Oggetto del danno sembra essere uno dei pannelli fotovoltaici posti su Cima Ciantiplagna, a 2849 metri. La condanna dei tecnici di soccorso: "Sottrae risorse al normale funzionamento di un servizio pubblico che garantisce la sicurezza di tutti gli appassionati di montagna"

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

"In questi giorni abbiamo saldato una fattura da oltre 1000 euro per la sostituzione del pannello fotovoltaico che vedete nell'immagine". A spiegarlo il Soccorso Alpino e Speleologico del Piemonte nella didascalia di un post Facebook.

 

Uno dei pannelli fotovoltaici posizionati in quota, che garantisce il funzionamento delle comunicazioni tra i soccorritori, è stato vandalizzato da ignoti. "È stato evidentemente spaccato da qualcuno con un sasso", commenta il Soccorso Alpino piemontese. La scoperta – avvenuta casualmente – non ha permesso di risalire alla data, né ai responsabili del gesto.

Sebbene non specificato, le foto sembrano ritrarre Cima Ciantiplagna, a 2849 metri nelle Alpi Cozie, tra la Val di Susa e la Val Chisone. Oltre alla croce di vetta, quassù si trova infatti una piccola torretta dotata di ripetitore radio e pannelli solari, utilizzata come punto d'appoggio per le esercitazioni e come ripetitore di servizio per le comunicazioni del Soccorso Alpino.

 

"Serve per alimentare un ponte radio che consente le comunicazioni durante le operazioni di soccorso, le esercitazioni e la formazione dei nostri tecnici".

In un sopralluogo di alcune settimane fa - spiegano gli addetti alla comunicazione del Soccorso Alpino - gli operatori si sono trovati casualmente di fronte al danno: evidentemente frutto dell'azione umana, secondo i testimoni. Un gesto sconsiderato che va a ledere un servizio di pubblica sicurezza e che trova un'aspra condanna da parte del Soccorso Alpino.

 

"Una spesa imprevista, che sottrae risorse al normale funzionamento del nostro servizio per colpa di qualcuno che, evidentemente, non conosce le conseguenze delle proprie azioni, oppure - ancora peggio - vandalizza volontariamente le strutture di un'associazione che fornisce un pubblico servizio per garantire la sicurezza di tutti gli appassionati di montagna".

Non ci sono gli elementi per dire che i vandali fossero a conoscenza dell'utilizzo di questa postazione, questo però non basta certo a giustificare un simile comportamento, e getta delle ombre su un'idea della montagna come un luogo dove non bisogna rispondere delle conseguenze delle proprie azioni.

 

Tra i commenti al post, però, oltre a chi sottolinea l'assurdità di tale gesto, c'è anche chi si offre di contribuire a riparare i danni tramite, fornendone di nuovi o chiedendo di poter donare; come a ricordare che – in montagna come in città – non tutto è perduto.

 

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