Gli interventi del Soccorso Alpino diventano a pagamento nei casi di imperizia: la delibera della Regione Abruzzo accende le polemiche

La Regione ha preso questo provvedimento a causa dei tantissimi incidenti che si sono verificati sulle montagne abruzzesi nel corso degli ultimi anni e soprattutto per via delle sempre più numerose richieste di soccorso immotivate o avvenute per estrema imprudenza. Il Servizio Sanitario Regionale coprirà completamente gli interventi quando si verificano reali condizioni di emergenza o urgenza sanitaria

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
La Regione Abruzzo ha deliberato che gli interventi del Soccorso Alpino e Speleologico in montagna diventano a pagamento nei casi di imperizia.
La Delibera di Giunta Regionale n. 13 del 19 gennaio 2026 definisce con chiarezza quando i cittadini devono contribuire alle spese e in che misura.
La Regione ha preso questo provvedimento a causa dei tantissimi incidenti che si sono verificati sulle montagne abruzzesi nel corso degli ultimi anni e soprattutto per via delle sempre più numerose richieste di soccorso immotivate o avvenute per estrema imprudenza.
Quando il Soccorso resta gratuito?
Il Servizio Sanitario Regionale copre completamente gli interventi di soccorso quando si verificano tutte le condizioni necessarie. La Centrale Operativa 118 deve disporre l'intervento e devono sussistere reali condizioni di emergenza o urgenza sanitaria. Inoltre, le condizioni cliniche del paziente non devono permettere altri mezzi di trasporto e il trasporto deve condurre a ricovero ospedaliero o ad accertamenti al Pronto Soccorso. In sostanza, quando c'è una vera emergenza medica che richiede un intervento immediato, il cittadino non paga nulla.
Quando scatta la compartecipazione?
La delibera regionale richiede la compartecipazione alla spesa quando l'intervento di soccorso o elisoccorso in ambiente impervio o ostile non prevede la necessità di accertamenti diagnostici o cure in pronto soccorso. In particolare, l'utente deve contribuire quando richiede direttamente il soccorso, quando l'intervento risponde a una situazione che l'utente stesso ha determinato, oppure quando emerge un comportamento imprudente o non responsabile.
La persona soccorsa deve contribuire ai costi dell'intervento anche quando non sussistevano reali condizioni di emergenza o quando ha simulato o esagerato la situazione per ottenere l'invio del mezzo di soccorso. L'utente paga anche quando, dopo il trasporto in ospedale, rifiuta la visita o abbandona il Pronto Soccorso prima della conclusione, così come nel caso in cui la centrale annulla la missione già avviata perché mancava l'emergenza.
Le tariffe di compartecipazione
Le tariffe variano a seconda del tipo di intervento e della residenza della persona soccorsa. La quota di compartecipazione non può superare il 50% del costo effettivo del servizio, con una riduzione del 20% per i residenti in Abruzzo.
Per gli interventi di elisoccorso (HEMS, HAA, HSAR, HHO), i non residenti in Abruzzo pagano 25 euro al minuto con un massimo di 1.500 euro, mentre i residenti in Abruzzo pagano 20 euro al minuto con un massimo di 1.200 euro. Per gli interventi delle squadre di terra del SASA, i non residenti pagano 75 euro l'ora dalla seconda ora in poi con un massimo di 1.000 euro, mentre i residenti pagano 60 euro l'ora dalla seconda ora in poi con un massimo di 800 euro.
Sanzioni per comportamenti imprudenti
La normativa prevede un aggravio del 30% sulle tariffe quando il personale riscontra comportamenti negligenti o imprudenti. Tra questi rientrano l'utilizzo di abbigliamento o attrezzatura inadeguati, le escursioni fuori dai sentieri segnalati della rete REASTA, la permanenza in zone pericolose in orari che espongono al rischio di ipotermia, le escursioni con maltempo che le autorità hanno segnalato e il mancato rispetto di segnaletica, divieti e regolamenti degli Enti Parco.
In questi casi, le tariffe diventano 32,50 euro al minuto per l'elisoccorso ai non residenti con un massimo di 1.950 euro, mentre per i residenti in Abruzzo si applicano 26 euro al minuto fino a un massimo di 1.560 euro. Per gli interventi delle squadre di terra, i non residenti pagano 97,50 euro l'ora con un tetto di 1.300 euro, mentre i residenti 78 euro l'ora fino a un massimo di 1.040 euro.
Il medico del 118 presente sul luogo dell'intervento verifica le condizioni per applicare la compartecipazione, in coordinamento con l'équipe di soccorso. Il personale compila una scheda specifica (Allegato A) che documenta il tipo di intervento effettuato, l'esito della missione, l'eventuale presenza di comportamenti imprudenti e raccoglie la firma dei professionisti coinvolti come medico, infermiere, tecnici di elisoccorso e soccorso alpino.
Le ASL competenti per provincia procedono poi alla formalizzazione dell'addebito e alla riscossione degli importi. La Regione destina i proventi al potenziamento delle Centrali Operative 118, con particolare attenzione alle aree montane.
Cittadini stranieri e coperture assicurative
Per i cittadini europei in possesso della Tessera Europea di Assicurazione Malattia (Team), il sistema eroga il servizio in regime di assistenza diretta. Per cittadini di paesi non comunitari o non convenzionati, l'utente o la sua assicurazione (se stipulata) coprono tutte le prestazioni.
L'obiettivo della normativa
Queste linee guida nascono dall'esigenza di responsabilizzare gli escursionisti e garantire un uso appropriato del servizio di soccorso, preservandone la disponibilità per le vere emergenze. Le tariffe, che non superano il 50% del costo effettivo del servizio, rappresentano un deterrente contro comportamenti superficiali in montagna, pur mantenendo la piena gratuità quando sussistono reali necessità sanitarie.
La normativa si applica a tutti gli interventi in territorio montano (oltre i 600 metri) o in ambienti impervi e ostili, che il Soccorso Alpino e Speleologico Abruzzese (CNSAS-SASA) effettua in coordinamento con il sistema di emergenza 118.
Le polemiche sulla delibera
La nuova delibera della regione Abruzzo ha scatenato non poche polemiche tra gli appassionati di montagna e gli escursionisti. In molti ritengono "assurda la differenza di trattamento economico tra residenti e non residenti". Altri sottolineano che in questo modo il rischio maggiore possa essere che, per paura di dover pagare, un escursionista in difficoltà pur di non chiamare il soccorso possa rischiare la propria vita.












