Il ghiacciaio arretra: smantellato l'ultimo skilift rimasto. "L'azienda si sta preparando a un futuro senza ghiacciai" puntando su escursionismo invernale e discese in toboga

Lo smantellamento è iniziato venerdì 20 marzo, con una serie di esplosioni controllate. L'impianto, costruito nel 1967, era fermo da due anni

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Se ne va un pezzo di storia dello sci sulle Alpi bavaresi: è stato demolito l’ultimo skilift dello Schneefernerkopf, reso ormai inutilizzabile a causa della rapida fusione del ghiacciaio. L’impianto si trovava nel massiccio dello Zugspitze, la cima più alta della Germania.
La società Bayerische Zugspitzbahn Bergbahn (AG) sta procedendo alla rimozione dello skilift - l'ultimo rimasto sul Nördlicher Schneeferner - e fa sapere che in futuro non ci saranno più sciovie di questo tipo (T-bar) sul ghiacciaio.
Lo smantellamento è iniziato venerdì 20 marzo, con una serie di esplosioni controllate. L’impianto, costruito nel 1967, era fermo da due anni: le mutate condizioni climatiche, e di conseguenza l’arretramento del ghiacciaio e la degradazione del permafrost, stanno modificando profondamente la morfologia dell’area.
Il pendio su cui un tempo c’era una pista blu (quindi classificata come facile) è diventato più ripido, rendendo tecnicamente impossibile l’operatività dell’impianto. Inoltre, l’innalzamento di temperatura del terreno e la fusione del permafrost (lo strato che rimane sempre sotto zero, agendo da "collante" per le rocce) ha compromesso la stabilità dell’infrastruttura.
Matthias Ostler, responsabile dell’esercizio delle funivie sulla Zugspitze e incaricato dello smantellamento, spiega che il tracciato è ormai troppo scosceso per garantire un funzionamento in sicurezza, e per questo motivo la struttura verrà completamente rimossa.
Lo smantellamento, informa la società, è iniziato con il taglio dei cavi di ritenzione del ghiacciaio. Poiché i piloni non erano ancorati saldamente al suolo ma poggiavano direttamente sul ghiaccio, la struttura era sorretta solo da due cavi di ritenzione glaciale che mantenevano i sostegni in posizione verticale. Per garantire che i piloni cadessero a terra in modo controllato entrambi i cavi andavano tagliati simultaneamente presso la stazione a monte utilizzando cariche esplosive. Ostler ha definito questo come il "momento cruciale" dell'operazione. I sei piloni verranno poi rimossi uno ad uno e trasportati a valle con il treno a cremagliera.
La fusione dei ghiacciai rappresenta una seria preoccupazione anche per l’azienda Bayerische Zugspitzbahn Bergbahn (Bzb). Klaus Schanda, responsabile vendite e marketing della società, sottolinea: "Quassù è davvero possibile osservare il ghiaccio che svanisce sotto i nostri occhi. Abbiamo notato che l’interesse per questo tema sta crescendo e stiamo ricevendo un numero insolitamente elevato di domande in merito".
Tra i propri obiettivi, la società persegue anche quello di informare e sensibilizzare i frequentatori del massiccio alpino su queste questioni di grande attualità. Per aumentare la consapevolezza sul tema, sono stati creati dei programmi educativi specifici. In estate si svolgono escursione guidate sui ghiacciai con la scuola locale di montagna e sci e ogni giorno il personale della Bzb guida tour dedicati. "Con un programma di escursionismo invernale e discese in toboga, "l’azienda si sta preparando a un futuro senza ghiacciai", si legge in un comunicato ufficiale.
Nelle immagini che arrivano dal ghiacciaio, si vedono i piloni crollare al suolo: "È la fine di un'era", commenta la società pubblicando il video sui social.
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I dati scientifici attestano una fusione sempre più accelerata dei ghiacciai dello Zugspitze. Sorvegliato speciale è il ghiacciaio dello Schneeferner settentrionale, sempre più in sofferenza: tra il 1980 e il 2023 si è più che dimezzato come area e dal 2007 al 2022 ha ridotto il suo spessore da 52 metri a 20 metri nella parte centrale. Di questo passo, entro il 2030 si ridurrà a poche placche ed è probabile che la sua estinzione avvenga entro il 2050. Il ghiacciaio Schneeferner meridionale è invece stato declassato a glacionevato già nel 2022. Ne parlavamo in modo più approfondito in QUESTO ARTICOLO, con i dati raccolti dalla Carovana dei Ghiacciai di Legambiente.
La demolizione dello storico impianto rappresenta una consapevole resa dello sci locale di fronte alla crisi climatica: è il segno concreto di una trasformazione che sta riscrivendo l'aspetto delle montagne e insieme ridisegna la fruizione della zona e gli aspetti culturali ed economici ad essa correlati.
Crediti fotografici immagine di copertina: Laura Schmatz, dal sito Zugspitze.de













