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Attualità | 19 marzo 2026 | 19:00

"Ogni alpinista deve riportare a valle almeno 8 chili di rifiuti". Le regole per accedere all'Everest: dalla tariffa obbligatoria alle richieste relative allo smaltimento delle immondizie

"Tutti gli alpinisti stranieri con permessi per il Monte Everest, Monte Lhotse e Monte Nuptse devono pagare una tariffa obbligatoria per attraversare la rotta della Khumbu Icefall": dalla quota di 600 dollari al controllo dei rifiuti (con peso minimo da riportare a valle), alla gestione dei rifiuti umani negli appositi sacchetti per escrementi, ai controlli in quota. Le regole per evitare che la montagna più alta del mondo si riduca definitivamente a essere la "discarica più alta del mondo"

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

"Tutti gli alpinisti stranieri con permessi per il Monte Everest, Monte Lhotse e Monte Nuptse devono pagare una tariffa obbligatoria per attraversare la rotta della Khumbu Icefall. Poiché la cascata di ghiaccio del Khombu è l’unico punto di accesso a tali montagne, la quota è richiesta a tutti gli alpinisti, indipendentemente dalla via scelta nel permesso": inizia così un avviso diramato il 18 marzo dal Comitato per il controllo dell'inquinamento di Sagarmatha (Sagarmatha Pollution Control Committee - Spcc).

 

Il documento diffuso dall'organizzazione locale che lavora per la tutela ambientale (e, oltre all'inquinamento, ha più in generale tra i propri fini la protezione del fragile ecosistema himalayano), comunica le nuove norme per gli alpinisti che decidono di affrontare alcune delle vette più alte del mondo, con particolare riferimento alla gestione dei rifiuti. 

 

Gli operatori delle spedizioni devono versare una somma di 600 dollari a persona sul conto corrente dell'Spcc presso la Kumari Bank, filiale di Namche, consegnando poi la ricevuta del pagamento, insieme a permesso di scalata, all'ufficio centrale (che si trova nel Namche Bazaar). È prevista una penale per i ritardi nei pagamenti effettuati oltre la fine di aprile 2026.

 

La seconda parte della direttiva riguarda in modo esplicito la tutela ambientale: l'avviso prosegue infatti elencando gli obblighi relativi allo smaltimento dei rifiuti. Da tempo, le autorità nepalesi stanno cercando di trovare soluzioni al problema (ormai fuori controllo) delle immondizie abbandonate dagli scalatori, specialmente in alta quota.

 

La differenziazione dei rifiuti è ora obbligatoria in tutti i campi base e nei campi più alti. I rifiuti devono essere separati nelle rispettive categorie: plastica, carta e cartone, lattine, vetro, rifiuti organici alimentari. Batterie, rifiuti medici e altri materiali potenzialmente pericolosi sono considerati rifiuti pericolosi. Un capitolo a parte spetta ai cosiddetti "rifiuti umani": "Vanno raccolti in appositi contenitori portatili al campo base. Al di sopra del campo base, devono essere raccolti in sacchetti per escrementi (poop bags). Si prega di utilizzare un’area designata per urinare al campo base".

 

Oltre al versamento della quota dovuta e alla richiesta di differenziare correttamente i rifiuti, l'avviso indica gli obblighi (chiari e stringenti) sul recupero dei rifiuti. 

 

"Ogni alpinista deve riportare a valle almeno 8 chili di rifiuti provenienti da sopra il campo base. Inoltre, ogni alpinista e sherpa d’alta quota che sale oltre il Campo II deve riportare a valle almeno 2 chili di rifiuti. Il personale Spcc controllerà e verificherà il peso al Campo II".

 

Tornando ai sacchetti per gli escrementi, si aggiunge un'ulteriore specifica: "I poop bags forniti dallo Spcc sono obbligatori per la gestione dei rifiuti umani sopra il campo base; i sacchetti personali non sono permessi. Questi sacchetti sono disponibili presso l’ufficio Spcc del Campo Base".

 

A completare l'avviso sono ulteriori regolamentazioni: dall'inventario di beni portati sopra al campo base alla rimozione di ogni rifiuto alla termine della spedizione. 

 

Si legge infatti che "gli operatori delle spedizioni devono presentare un elenco completo delle scorte alimentari e dell’attrezzatura depositate sopra il campo base (inclusi Campo II e Campo IV) all’inizio e alla fine della stagione di scalata. Le squadre di spedizione devono assicurarsi che tutti i campi più alti siano completamente puliti durante la fase di disallestimento della spedizione".

 

L'Spcc avverte che non verrà rilasciata la lettera di autorizzazione allo smaltimento dei rifiuti, necessaria per chiudere formalmente la pratica della spedizione, a chiunque non rispetti tali regole.

 

L'avviso, firmato da Tshering Sherpa, si conclude con la richiesta a tutti gli operatori di spedizione, agli alpinisti e allo staff di supporto di osservare la normativa indicata di rispettare queste normative: "Apprezziamo la vostra continua collaborazione e auguriamo a tutti gli alpinisti una spedizione sicura e di successo".

 

Le nuove regole introdotte dallo Spcc sull'Everest non sono casuali. Nascono da diversi problemi che stanno diventando sempre più gravi nella regione del Khumbu, nel cuore dell'Himalaya Nepalese: il numero degli alpinisti è esploso ma per decenni le spedizioni non hanno osservato le minime regole ambientali, pertanto nei campi alti sono rimasti tende, corde, bombole di ossigeno e ogni genere di attrezzatura abbandonata (senza contare una questione particolarmente critica, quella dei rifiuti umani, che in passato venivano semplicemente rilasciati nell'ambiente). 

 

Secondo la Bbc, la vetta dell'Everest, ogni anno meta di spedizioni organizzate sempre più numerose, sarebbe ricoperta da qualcosa come 50 tonnellate di rifiuti accumulati nel corso degli anni (ne parlavamo in QUESTO ARTICOLO). 

 

La quota richiesta a tutti gli alpinisti, a quanto si apprende, contribuirebbe a finanziare il lavoro dell’Spcc, cui è in mano il controllo di un ambiente, come quello della valle del Khumbu, fortemente contaminato dai frequentatori che si sono avvicendati negli ultimi decenni. "Il trasporto è la più grande sfida che stiamo affrontando nella gestione dei rifiuti nella regione dell’Everest - si legge nella didascalia che accompagna un video pubblicato dall'ente -. Tutto ciò che viene portato in montagna con elicotteri o aerei prima o poi diventerà un rifiuto. Con il supporto dei nostri collaboratori locali, abbiamo raccolto i rifiuti riciclabili e li abbiamo trasportati al nostro magazzino di Syangboche utilizzando portatori, yak e zopkio. Ieri abbiamo trasportato per via aerea 978 chili di rifiuti da Syangboche a Phaplu con un elicottero. Da lì, i rifiuti verranno trasportati a Kathmandu per essere riciclati". Nel video si vedono alcuni abitanti del posto impegnati nella raccolta e differenziazione dei rifiuti. 

 

 

 

 

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