Pista da bob nell'occhio del ciclone, interrogazione urgente al Sindaco dopo i danni riportati nel verbale: "Il Comune non diventi il bancomat dei Giochi"

"Cortina e la sua popolazione hanno dato molto ai Giochi; ora non possiamo essere lasciati soli a gestire eventuali macerie finanziarie", afferma la consigliera comunale di Cortina, Roberta De Zanna, che ha visionato il documento che elenca le criticità riscontrate all'infrastruttura al termine delle gare olimpiche

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Archiviate le Olimpiadi, la pista da bob di Cortina d'Ampezzo continua a far parlare di sé, non per i risultati sportivi ma per i presunti danneggiamenti lasciati in eredità dai recenti Giochi.
"A seguito di formale richiesta di accesso agli atti ci è stato consegnato il verbale di sopralluogo redatto lo scorso 25 febbraio nel quale si legge che la struttura avrebbe riportato danni ingenti", esordisce la consigliera comunale di Cortina Bene Comune, Roberta De Zanna, che dopo aver visionato il documento redatto dai tecnici di ITS Engineering ha presentato un'interrogazione urgente al Sindaco.
"Si va da danneggiamenti agli intonaci, alla presenza di cavi scoperti, fino al fatto che 'tutti gli spazi degli edifici sono stati lasciati aperti, anche locali tecnici come la control room dell'edificio di arrivo, la quale contiene strumentazioni del valore di centinaia di migliaia di euro', il tutto corredato da documentazione fotografica - spiega la consigliera -. La gravità della situazione è confermata nei fatti: l'inagibilità della pista ha già costretto gli organizzatori alla cancellazione dei Campionati Italiani di Bob, che avrebbero dovuto svolgersi nei giorni immediatamente successivi ai Giochi".
"Sui media, anche a livello nazionale, si è parlato di danni per un milione di euro e la cosa non ha certo giovato all'immagine dei Giochi e della pista ma la reale entità dei danni non risulta al momento quantificata".
Sono proprio gli aspetti economici a destare preoccupazione: "Fa dubitare che un'opera costata 120 milioni di euro, realizzata in tutta fretta possa ridursi così dopo un normale svolgimento delle competizioni: siamo di fronte ad un utilizzo sconsiderato del bene o ad un'opera che presenta delle fragilità strutturali? E sorge anche un altro interrogativo: chi ha operato durante i Giochi, in mezzo a cavi scoperti, lo ha fatto in piena sicurezza?", si domanda De Zanna.
La consigliera di minoranza teme che queste vicende possano ripercuotersi sulle casse del Comune ampezzano, proprietario dell’impianto sportivo "Eugenio Monti", e ricorda i vari passaggi che hanno interessato lo Sliding Center negli ultimi mesi. Realizzato da Simico (Società Infrastrutture Milano Cortina), è tornato al Comune di Cortina il 4 febbraio 2026, in vista dei Giochi. L’amministrazione ampezzana lo ha a sua volta ceduto alla Fondazione Milano-Cortina per la manifestazione sportiva, fino a fine marzo 2026. Trascorso tale termine, la struttura dovrebbe passare nuovamente al Comune che lo affiderà di nuovo a Simico per concludere le lavorazioni finali; successivamente l'infrastruttura sarà consegnata definitivamente all’Amministrazione Comunale.
"Alla luce di questi fatti, il timore è che il Comune di Cortina d'Ampezzo, quale destinatario finale dell'opera, si trovi a dover sopportare spese ingenti di manutenzione, oltre agli ordinari costi di gestione già molto elevati", afferma la consigliera.
"Se l'Amministrazione accetta l'impianto senza le dovute garanzie, i costi di riparazione e i vizi occulti ricadranno interamente sulle tasche degli ampezzani. Il passaggio di consegne tra la Fondazione Milano-Cortina, Simico e il Comune è un momento critico, tanto che l'Amministrazione comunale ha già deliberato di affidarsi alla consulenza di un legale, ma secondo noi non basta. Per questo, per tutelare la comunità di Cortina d'Ampezzo abbiamo presentato un'interrogazione chiedendo al Sindaco di nominare una commissione di tecnici terzi per una perizia che verifichi non solo i danni superficiali, ma anche l'integrità strutturale e l'efficienza degli impianti di refrigerazione, elettrici e quant'altro".
L'interrogazione è volta a chiedere al primo cittadino "se prima di prendere in carico da Simico e firmare il verbale di consegna dell’impianto dello Sliding Centre, l’amministrazione comunale e i suoi dirigenti intendano attivare le iniziative necessarie per tutelare l’ente pubblico dalle conseguenze di eventuali vizi e difetti dell’opera, che graverebbero sul bilancio dell’Ente nei prossimi anni". Cortina Bene Comune suggerisce inoltre all'amministrazione di subordinare la firma della riconsegna definitiva da parte di Simico al rilascio di una specifica garanzia sulla pista e sulla funzionalità di tutti gli impianti, nonché sulla riuscita del ripristino ambientale delle adiacenze.
"Cortina e la sua popolazione hanno dato molto ai Giochi; ora non possiamo essere lasciati soli a gestire eventuali macerie finanziarie", conclude De Zanna.













