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Attualità | 13 marzo 2026 | 19:00

Quasi 12 milioni dal governo per la frana di Boccassuolo. "Apprezzo il grande sforzo, ma serviranno ulteriori risorse"

Per il sindaco di Palagano, nonché presidente della Provincia di Modena, Fabio Braglia, si tratta di "un grande risultato", salvo riconoscere che la cifra "non copre interamente il fabbisogno stimato per ripristinare strade, ponti, acquedotti, linee elettriche e per risarcire chi ha perso la casa o è rimasto isolato". Sullo sfondo anche la storia dell'azienda agricola La Lissandra, di cui ci siamo già occupati

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
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Sull’Appennino modenese, nel comune di Palagano, è arrivata finalmente una buona notizia.

 

Per far fronte ai danni provocati dalla frana di Boccassuolo, il Governo nazionale ha stanziato 11 milioni e 985 mila euro. La decisione è arrivata durante la seduta del Consiglio dei ministri, all’inizio di questa settimana.

 

Le risorse – primo distinguo doveroso – rientrano in un pacchetto più ampio che coinvolge anche Liguria e Piemonte.

 

Per il sindaco di Palagano, nonché presidente della Provincia di Modena, Fabio Braglia, si tratta di "un grande risultato", salvo riconoscere che la cifra "non copre interamente il fabbisogno stimato per ripristinare strade, ponti, acquedotti, linee elettriche e per risarcire chi ha perso la casa o è rimasto isolato".

 

"Apprezzo il grande sforzo profuso da tutte le istituzioni", continua il primo cittadino. "Dal Comune alla Provincia, dalla Regione al Governo, tutti hanno collaborato per gestire l’emergenza e stanziare le prime risorse indispensabili per la ricostruzione".

 

Tutto ha avuto origine dal movimento franoso del monte Cantiere (1600 metri), attivo dalla scorsa primavera, che ha coinvolto oltre 3,5 milioni di metri cubi di materiale su una superficie superiore ai 500 mila metri quadrati. Un fenomeno ciclopico che ha distrutto tre abitazioni, interrotto quattro strade comunali e danneggiato tre ponti di attraversamento. Dall’inizio dell’emergenza sono stati evacuati tre nuclei familiari residenti, per un totale di otto persone, e altre dieci non residenti hanno dovuto lasciare le seconde case.

 

Della vicenda, come chi segue L’Altramontagna sa, ce ne siamo occupati dall’inizio. Siamo andati sul posto, abbiamo documentato quello che abbiamo visto con i nostri occhi e raccolto la testimonianza di Giulio Guigli, titolare dell’azienda agricola e agriturismo La Lissandra. E proprio per questo sappiamo che, accanto all’indubitabile buona notizia, ci sono realtà come la sua che oggi non possono gioire fino in fondo.

Braglia, nel comunicato stampa diffuso all’indomani dello stanziamento nazionale, ha sottolineato il ruolo decisivo della collaborazione tra enti: l’Agenzia Regionale per la Difesa del Suolo, la Protezione Civile regionale e nazionale, l’Ufficio Tecnico comunale, l’Università di Geologia, i Vigili del Fuoco, la Prefettura, le forze dell’ordine, il 118, i volontari, Enel, Terna, Hera, oltre alle imprese locali che hanno lavorato senza sosta. "Senza questa rete", dice, "saremmo stati schiacciati dall’emergenza".

 

Non v’è dubbio che i milioni stanziati, giunti a quasi un anno di distanza dalla frana, rappresentino un tassello fondamentale per completare le opere di protezione civile e mettere in sicurezza l’area. Ma la ricostruzione vera e propria richiederà ulteriori fondi, tempi certi e una pianificazione capace di affrontare un territorio che si è riscoperto fragile.

 

Siamo certi che la comunità di Boccassuolo accolga l’arrivo di queste risorse pubbliche come un segnale positivo, atteso da tempo e necessario per avviare la rinascita. La vera sfida, però, comincia adesso: trasformare i fondi in cantieri e i cantieri in soluzioni durature, garantendo - per quanto possibile - che nessuno venga lasciato indietro.

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