Contenuto sponsorizzato
Attualità | 04 aprile 2026 | 13:00

Tagliare le accise per 20 giorni non basta: 12 punti programmatici per rivoluzionare il sistema energetico e arginare il caro-bollette

Le recenti misure legislative, come il Decreto Bollette approvato qualche ora prima della guerra in Iran, non incidono sulle cause strutturali dell’elevato costo dell’energia in Italia. Ancora oggi il 75% del mix energetico nazionale è rappresentato da fonti fossili che, essendo importate il 95% da paesi esteri, espongono il sistema energetico e l'economia italiana ai rischi geopolitici e ai prezzi volatili del petrolio

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

Tagliare le accise per 20 giorni non basta. Le recenti misure legislative, come il Decreto Bollette approvato qualche ora prima della guerra in Iran, non incidono sulle cause strutturali dell’elevato costo dell’energia in Italia, che risulta uno dei più cari in Europa. Ancora oggi il 75% del mix energetico nazionale è rappresentato da fonti fossili che, essendo importate il 95% da paesi esteri, espongono il sistema energetico e l’economia italiana ai rischi geopolitici e ai prezzi volatili del petrolio. Secondo il Coordinamento FREE ed Energia per l’Italia, il Governo e gli operatori energetici devono affrontare in modo serio l’argomento. Già oggi le rinnovabili sono la tecnologia meno costosa e più efficace per ridurre strutturalmente i prezzi dell’energia: accelerare su efficienza energetica, elettrificazione dei consumi e sviluppo della mobilità elettrica è indispensabile per ridurre l’uso del fossile nei settori dei trasporti e del residenziale. Negli ultimi decenni il costo delle rinnovabili e degli accumuli è drasticamente crollato, rendendo questi investimenti estremamente vantaggiosi, mentre in Italia la corsa alle rinnovabili sta rallentando, a colpi di decreti "aree idonee" e di accordi decennali sull’importazione di gas.

Nelle ultime settimane il governo italiano si è impegnato anche a smantellare, a livello europeo, il meccanismo delle ETS (Emission Trading System), che rappresenta lo strumento cardine delle politiche di decarbonizzazione dell’Unione europea e che permette di accelerare sull’installazione di rinnovabili.

Per il Coordinamento FREE ed Energia per l’Italia, ci sono 12 punti programmatici da sviluppare con urgenza, rivolti sia al Governo centrale che alle Regioni, per sbloccare lo stallo delle rinnovabili e per poter abbassare il prezzo dell’energia in una strategia energetica nazionale di lungo termine.

 

Qui sotto i punti da sviluppare per avere una strategia di sicurezza energetica a lungo termine:

  1. rapida e incisiva azione di sensibilizzazione di imprese e cittadini di quanto si potrebbe conseguire con attività di risparmio energetico, in modo da compensare almeno in parte l’aumento del costo dei combustibili e dell’energia elettrica (come esempi richiamiamo l’attenzione agli sprechi e agli usi energetici inefficienti, l’utilizzo di piani ad induzione, la riduzione della velocità di guida e il maggior uso dei mezzi pubblici, la riduzione degli spostamenti con politiche di incremento dello smart working);
  2. una pianificazione pluriennale certa delle aste per le rinnovabili (FER X) e per i sistemi di accumulo;
  3. il potenziamento immediato della commissione PNRR-PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima) per l’accelerazione delle valutazioni dei progetti rinnovabili (progetti FER);
  4. un deciso segnale delle Regioni nella rapida pianificazione territoriale e individuazione delle aree idonee allo sviluppo delle rinnovabili, senza inutili restrizioni e/o provvedimenti che tendano ad ostacolare anziché promuovere il loro sviluppo (come contenuto nelle bozze dei decreti sulle aree idonee);
  5. un chiaro indirizzo da parte del Governo al Ministero della Cultura per segnalare che gli impianti a fonti rinnovabili dovranno inevitabilmente fare parte sempre più del nostro paesaggio e che quindi i criteri di valutazione dei progetti FER dovranno essere rivisti alla luce di questa considerazione;
  6. ARERA deve introdurre l’obbligo per i venditori di energia di prevedere almeno una proposta di tariffe a prezzo dinamico, in modo che famiglie e imprese possano essere stimolate ad avere consumi più consapevoli e in grado di cogliere le opportunità dei bassi prezzi orari in situazioni di maggiore generazione da FER.
  7. ARERA deve accelerare sull’effettiva introduzione dei prezzi zonali in modo che i cittadini e le imprese, che accettano più rinnovabili sui loro territori, possano godere di prezzi dell’energia elettrica più bassi;
  8. gli operatori di settore delle FER, che oggi sfruttano alti prezzi di borsa ricavandone profitti ingiustificati, devono proporre contratti a lungo termine disponibili per aziende e cittadini;
  9. il Governo dia immediati indirizzi a Regioni e Provincie, per quanto di loro competenza, a procedere alla ridefinizione delle assegnazioni delle concessioni idroelettriche scadute o in scadenza, prevedendo che per le nuove concessioni ci sia l’obbligo di vendita dell’energia prodotta con contratti a lungo termine;
  10. il Governo e i ministeri competenti devono imprimere un’accelerazione all’efficientamento energetico e all’elettrificazione dei consumi finali, promuovendo in particolare misure per la diffusione delle pompe di calore e della mobilità elettrica come leve per ridurre la domanda di combustibili fossili in ambito civile, industriale e nei trasporti e l’uso di biometano per gli usi termici ad alta temperatura nell’industria;
  11. il Governo e i ministeri competenti devono procedere al rapido recepimento della direttiva sull’efficienza energetica (la direttiva europea EPBD che deve essere recepita entro il 29 maggio 2026 ma su cui i tavoli governativi devono ancora lavorare), in quanto contiene strumenti in grado di supportare le imprese e gli enti nel percorso di efficientamento energetico e di ricorso a fonti rinnovabili e cogenerative;
  12. il Governo e i ministeri competenti devono definire un quadro chiaro e di lungo termine per la riqualificazione energetica degli immobili, che non escluda gli incapienti e che preveda anche il recepimento della direttiva europea cosiddetta Case Green.

È importante aggiungere un punto importante a quelli sopra citati, ossia il coinvolgimento della popolazione locale nella progettazione delle rinnovabili. Essendo impianti "visibili" (eolico e fotovoltaico, a differenza delle centrali a gas o carbone, sono diffuse sul territorio nazionale), dovranno essere integrate nel paesaggio e nelle comunità che li ospitano. Un dialogo aperto sulle ricadute, a livello locale e nazionale, e la trasparenza sui progetti proposti è la base per garantire un’accettabilità delle rinnovabili.

SOSTIENICI CON
UNA DONAZIONE
Contenuto sponsorizzato
recenti
Attualità
| 23 giugno | 19:00
La sperimentazione avviata nel 2025 ha ottenuto gli esiti sperati, ragion per cui verrà riproposta per la stagione [...]
Ambiente
| 23 giugno | 18:00
Pascolo libero o pascolo guidato? Quali sono le ricadute sulla salute dei pascoli e degli animali? Gli animali da [...]
Attualità
| 23 giugno | 13:00
"Di cento persone che c’erano di solito, ora ne arrivano dieci". Stefania, titolare del rifugio Orto di Donna, [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato