Troppe risposte generiche e nessun chiarimento sulla nuova cabinovia olimpica: "Su sicurezza, ambiente e uso di risorse pubbliche non sono ammesse scorciatoie"

La consigliera comunale di Cortina Bene Comune Roberta De Zanna si era rivolta alla Regione del Veneto per chiedere chiarimenti sul rispetto delle norme di sicurezza del nuovo (discusso) impianto: "A una richiesta di chiarimento pubblico su un tema delicato come la sicurezza di un’infrastruttura in area franosa, la Regione ha ritenuto sufficiente allegare una dichiarazione del soggetto attuatore. In questo modo, l’ente pubblico rinuncia di fatto al proprio ruolo di controllo e di garanzia, demandando ogni valutazione a chi realizza l’opera. Un approccio che non può essere considerato adeguato né accettabile"

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
A Cortina d'Ampezzo continua a tenere banco la questione relativa alla realizzazione della nuova cabinovia Apollonio - Socrepes, una delle infrastrutture legate agli ormai imminenti Giochi Olimpici e Paralimpici.
La consigliera comunale di Cortina Bene Comune Roberta De Zanna aveva inviato alla Regione del Veneto una richiesta formale di chiarimento in merito al rispetto delle norme di sicurezza dell’impianto, in fase di costruzione su un versante notoriamente soggetto a frane.
La richiesta - che si riferiva in particolare alle prescrizioni contenute nel parere Via (Valutazione di Impatto Ambientale) del 6 febbraio 2025 - nasceva "da informazioni apparse sulla stampa locale, secondo cui nella stazione intermedia di Mortisa non verrebbero più realizzate le strutture necessarie a consentire lo spostamento controllato della stazione stessa in presenza dei previsti movimenti del terreno, trasformandola di fatto in una struttura 'statica'. Un’ipotesi che, se confermata, risulterebbe in contrasto con quanto indicato e prescritto nel procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale", fa sapere la consigliera, che ritiene inadeguate le risposte ottenute dall'ente.
"La Regione del Veneto ha risposto trasmettendo una breve nota della Società Infrastrutture Milano Cortina 2026 S.p.A., nella quale si afferma in modo del tutto generico che 'le opere che si stanno realizzando sono conformi a quanto autorizzato' e che 'le opere funiviarie sono riposizionabili', senza però fornire alcuna descrizione tecnica, documentazione progettuale aggiornata o spiegazione puntuale rispetto alla specifica questione sollevata", rileva De Zanna.
"In sostanza, a una richiesta circostanziata di chiarimento pubblico su un tema delicato come la sicurezza di un’infrastruttura in area franosa, la Regione ha ritenuto sufficiente allegare una dichiarazione del soggetto attuatore, priva di elementi verificabili e senza alcuna valutazione autonoma da parte dell’ente competente - sottolinea la consigliera -. In questo modo, su un tema cruciale come la sicurezza di un’infrastruttura pubblica e il rispetto delle prescrizioni ambientali, l’ente pubblico rinuncia di fatto al proprio ruolo di controllo e di garanzia, demandando ogni valutazione a chi realizza l’opera. Un approccio che non può essere considerato adeguato né accettabile".
"Non stiamo parlando di dettagli marginali, ma di prescrizioni nate proprio per mitigare i rischi connessi alla realizzazione di un impianto in un contesto geologico fragile. Liquidare questi aspetti con rassicurazioni di principio significa non dare risposte ai cittadini e non assumersi le responsabilità che competono alle istituzioni. Chiediamo quindi che gli Uffici demandati alle autorizzazioni e al controllo si attivino per recuperare informazioni complete e pubblicamente verificabili, appurando in modo esplicito se e come le prescrizioni del Parere VIA siano state rispettate, e su quali basi tecniche si fondi la dichiarata conformità dell’opera".
Su sicurezza, ambiente e uso di risorse pubbliche non sono ammesse scorciatoie.
Immagine di apertura: fotografie da Voci di Cortina













