Nel "silvoso Apennin" di Ariosto, cuore verde della Garfagnana: dove il futuro della montagna passa per boschi, acqua, treni e vivai modello

Gestione sostenibile delle foreste e integrata delle risorse idriche, mobilità ferroviaria, efficienza energetica e innovazione della vocazione agricola e rurale sono i cinque pilastri della strategia Garfagnanagreenland, il cui territorio coincide con quello dell’Unione dei Comuni della Garfagnana. "Le Green Communities sono un laboratorio per promuovere una visione strategica condivisa 'interregionale' tra le aree montane che si attestano lungo il crinale dell'Appennino Tosco-emiliano"

Siamo nel cuore della provincia di Lucca, stretti tra le Alpi Apuane e l’Appennino Tosco Emiliano. La strategia Garfagnanagreenland, il cui territorio coincide con quello dell’Unione dei Comuni della Garfagnana, si basa su cinque pilastri: la gestione forestale sostenibile, la gestione integrata delle risorse idriche, la mobilità ferroviaria, l’efficienza energetica e l’innovazione della vocazione agricola e rurale.
Il bosco della Garfagnana è il “silvoso Apennin” citato nelle Satire di Ludovico Ariosto: elemento caratterizzante e scenario ideale per numerosi miti e leggende radicati a livello locale, rappresenta da secoli un elemento essenziale anche per lo sviluppo economico del territorio.
E proprio qui, la Green Community ha già permesso di estendere il processo di certificazione di gestione forestale con doppio standard (PEFC e FSC) e l’adesione al Gruppo di certificazione forestale coordinato dal Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano a tutte le foreste pubbliche del progetto. Il passo successivo prevede l’animazione dei proprietari, per stimolare processi di gestione integrata e certificazione dei servizi ecosistemici anche delle superfici forestali di proprietà privata.
Il tema della foresta necessita di una lettura in stretta relazione con quello delle acque: per questo, la strategia della Garfagnana ha previsto un’azione specifica per la conservazione della risorsa idrica, attraverso un piano di ricognizione generale e la realizzazione di tre interventi pilota.

«Il connubio foreste-acqua è ben leggibile percorrendo la ferrovia Lucca-Aulla che segue il fondovalle della Garfagnana costeggiando il Serchio e che consente, attraverso uno spettacolare osservatorio paesaggistico, di collegare il tema bosco-acqua a quello della mobilità ferroviaria, infrastruttura ancora oggi fondamentale in ottica di mobilità sostenibile di merci e persone. Rfi da alcuni anni sta investendo per migliorare la rete; inoltre nei processi di programmazione regionale e locale, le stazioni ferroviarie vengono individuate quali hub intermodali per l’integrazione del trasporto gomma-rotaia, dotati di spazi di accoglienza, culturali e servizi, a vantaggio dei viaggiatori e delle comunità».
Parla l’architetto Matteo Casanovi, supporto tecnico della Green Community Garfagnana, che ha assistito alla nascita di alcuni interventi già in seno alla Snai, Strategia Nazionale per le Aree Interne: «Garfagnana e Lunigiana lavorano insieme da anni nell’ambito Snai; attualmente, pur portando avanti strategie di Green Community autonome, mantengono costanti il dialogo, la condivisione di vedute e obiettivi tra loro e con i Parchi dell’Appennino Tosco Emiliano e delle Alpi Apuane».

Tra i fattori vincenti della strategia, c’è sicuramente la capacità di amministratori e tecnici di inquadrare gli interventi secondo una forte linea di continuità nell’azione territoriale.
Le opere sulle stazioni sono un esempio: «I treni della linea regionale Lucca – Aulla arrivano fino a Pisa, evidenziando la potenzialità delle relazioni metromontane della Garfagnana. La Strategia Nazionale per le Aree Interne ha contribuito alla riqualificazione di tre stazioni, ora nell’ambito della Green Community si interverrà anche sulle altre quattro. I progetti di recupero sono condivisi passo passo con Ferrovie dello Stato: rispecchiano gli standard attuali per l’accessibilità, andando a valorizzare le caratteristiche architettoniche dei fabbricati della prima metà del Novecento».
Dal racconto di Casanovi emerge il caso della stazione di Villetta San Romano, oggetto di un ulteriore incastro virtuoso tra progettualità diverse: «La stazione di San Romano in Garfagnana è al centro di un progetto di recupero integrato tra il Bando Borghi, che ha permesso di intervenire sul fabbricato viaggiatori, e la Green Community, grazie alla quale verranno riqualificati il vecchio deposito merci e realizzati nuovi servizi igienici. Come per le altre stazioni, si procederà poi all’affido a privati mediante procedure ad evidenza per far sviluppare, all’interno di queste infrastrutture, anche nuove attività economiche».
Sindaca di San Romano in Garfagnana e Presidente dell’Unione Comuni Garfagnana è l’onorevole Raffaella Mariani che, sollevando lo sguardo dal particolare, invita alla riflessione sulle potenzialità strategiche delle Green Communities per i territori: «La Green Community offre un'opportunità unica alla Garfagnana per sviluppare nuovi modelli di comunità locale sostenibile che sia in grado di gestire in modo equilibrato le proprie risorse naturali, riducendo l'impatto ambientale, creando opportunità di sviluppo economico e migliorando la qualità della vita dei cittadini. Le Green Communities sono un laboratorio per definire innovativi modelli di organizzazione degli enti locali all'interno delle Unioni dei Comuni, costruire nuove reti di collaborazione con gli Enti parco e promuovere una visione strategica condivisa "interregionale" tra le aree montane che si attestano lungo il crinale dell'Appennino Tosco-emiliano».
A fronte di tanta carne al fuoco, emergono con chiarezza anche le principali difficoltà nell’attuazione della strategia: a farsi sentire in Garfagnana, in particolare, è la mancanza di quelle preziose risorse per l’assistenza tecnica previste invece dalla programmazione Snai. Qui come altrove, il rigido sistema delle assunzioni Pnrr ha visto il concorso per laureati andare deserto. Il personale amministrativo è stato trovato, ma per molti giovani tecnici appariva comprensibilmente troppo rischioso abbandonare la strada della libera professione per assumere un lavoro subordinato a termine e con poche garanzie sul futuro.
Senza tecnici qualificati è difficile portare avanti progettualità complesse che spaziano dall’edilizia all’ambito agronomico, altro asse fondamentale della Garfagnanagreenland.
«Un pilastro caratterizzante della strategia riguarda gli interventi per l’agricoltura di montagna – riprende Casanovi -. L’Unione è proprietaria di un vivaio forestale, denominato “Centro di valorizzazione della biodiversità vegetale” (Centro “La Piana”), già collegato alla Banca regionale germoplasma. Attraverso la Green Community vorremmo trasformarlo in una vera e propria azienda agricola modello, in grado di sviluppare attività di certificazione e conservazione ex-situ attraverso la produzione di materiale vegetale finalizzato a progetti di ripristino ambientale nelle aree protette e Rete Natura 2000, anche in siti estrattivi o in aree danneggiate da alluvioni, incendi o eventi estremi. Le nuove attività del Vivaio si integrano a loro volta con i progetti in fase di predisposizione con la nuova programmazione Snai 2021-27 per la conservazione dei pascoli d’alta quota».

Parallelamente, si lavora alla riqualificazione energetica dei sei rifugi escursionistici di proprietà pubblica: le diagnosi energetiche hanno interessato la totalità degli edifici, e saranno realizzati i lavori per tre interventi pilota, in modo da sperimentare soluzioni per la riduzione dei consumi ed aumentare l’impiego di energia da fonti rinnovabili rendendo così gestioni dei rifugi più sostenibili, a fronte di costi per l’approvvigionamento energetico sempre crescenti.
Immagine di copertina: centro storico di Castiglione di Garfagnana (Lucca) e borgo di Isola Santa - fotografie di Matteo Lunardi

Attività realizzata nell'ambito del Progetto ITALIAE - linea d’intervento Atelier di sperimentazione sulle Green Communities - del Dipartimento pergli Affari Regionali e le Autonomie della Presidenza del Consiglio dei Ministri, cofinanziato Nell’ambito Del Programma Operativo Complementare Al Pon “Governance E Capacità Istituzionale” Fse-Fesr 2014-2020 Accordo Di Cooperazione Per La Realizzazione Di Attività Nell’ambito Del Progetto “Italiae” - Cup: J51h17000030007

Questa rubrica dedicata alle Green Community si propone di raccontare le storie delle comunità coinvolte, facendo conoscere i progetti più innovativi e, soprattutto, stimolando un dibattito sulle sfide e le possibilità di uno sviluppo sostenibile per le Terre Alte italiane














