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Attualità | 19 ottobre 2025 | 19:00

Recupero di edifici abbandonati per proteggere il bestiame in alpeggio dal lupo; connessione veloce e agroecologia: il futuro di Valsugana e Tesino passa da "comunità vive, con il territorio e le persone in posizione fondamentale"

La Green Community Valsugana-Tesino - 18 Comuni, 600 chilometri quadrati e 27.000 abitanti - lavora con lo sguardo al futuro: dalla riforestazione post-Vaia alla connettività per residenti e nuovi scenari (come il telelavoro in montagna), dalla mobilità dolce al sostegno ai rifugi e alla pastorizia d'alta quota. Mentre la Fondazione Edmund Mach sta guidando l'innovazione agroecologica con tecniche su misura per le aziende locali (dalla rubrica Italiae a cura di Uncem)

scritto da Caterina Morello

"Abbiamo interpretato la Green Community come una preziosa opportunità per non giocare in difesa ma, al contrario, tratteggiare un nuovo modello di futuro capace di individuare percorsi innovativi 'di comunità vive', con il territorio e le persone in posizione fondamentale. Accanto ad una serie di interventi puntuali, infatti, sono previsti studi e monitoraggi utili a delineare modelli di futuro utili – e replicabili – in contesti analoghi. Così ad esempio per la copertura FWA (Fixed Wireless Access, una tecnologia di connessione a Internet che combina la fibra ottica con le onde radio, ndr), strategica per una valorizzazione in chiave permanente delle alte valli: solo in presenza di una copertura di rete stabile, infatti, si può immaginare seriamente una vita di telelavoro in montagna".

 

Parla Enrico Galvan, ex sindaco di Borgo Valsugana ed ex presidente della Comunità Valsugana e Tesino che, con i suoi 18 Comuni, ha un’estensione complessiva di quasi 600 chilometri quadrati e una popolazione di circa 27.000 abitanti.

 

Da queste parti le ferite della tempesta Vaia sono ancora vive, spesso accentuate dall’azione infestante del bostrico: grazie al finanziamento ministeriale concesso alla Green Community, sarà possibile procedere alla riforestazione di circa 100 ettari di bosco, con sensibile miglioramento paesaggistico e – ancor prima – ecosistemico.

 

La cura del paesaggio e la qualità dell’accoglienza sono i primi elementi generalmente attribuiti, per associazione, alla montagna trentina: le azioni proposte nella strategia, e finanziate per l’ammontare di circa 4.700.000 euro, proseguono in questo solco, spaziando dalla realizzazione di un sistema innovativo di fitodepurazione per la gestione dei reflui di un rifugio alpino, fino al disciplinare per la gestione rifiuti dello stesso.

 

Anche la pastorizia d’alta quota, parte integrante del mantenimento del paesaggio e componente significativa del turismo, sarà sostenuta attraverso la creazione di bacini di raccolta acqua con duplice finalità (abbeveraggio e riserva antincendio) e ricoveri per il bestiame a protezione dei predatori carnivori: il recupero di alcuni fabbricati d’alpe in stato di abbandono, permetterà infatti il ricovero notturno in quota di mandrie e greggi a protezione del lupo, la cui presenza in branchi è ormai assodata.

 

La realizzazione delle opere edili ha messo in luce il significativo amento dei costi di costruzione dell’ultimo biennio. Francesca Gervasi, responsabile lavori pubblici della Comunità e referente tecnico della Strategia, racconta: "Abbiamo incontrato alcune criticità, seppur rapidamente risolte, legate alla sovracomunalità degli interventi. Non da ultimo, occorre considerare l’esponenziale aumento dei costi di realizzazione delle opere intercorso tra la prima stesura del progetto, che risale alla primavera 2022, e l’effettivo periodo di progettazione esecutiva e realizzazione, nel corso del 2024".

 

Un elemento ricorrente nella progettualità, è quello delle connessioni: oltre alla già citata copertura di rete FWA, si lavora per il collegamento e la messa in rete di circa 150 chilometri di percorsi, da rendere fruibili con mountain bike ed e-bike, e per agevolare l’accesso ai sentieri con modalità e mezzi alternativi all’uso di veicoli privati che, spesso a mezzo carico, intasano i parcheggi a servizio delle principali escursioni: "In Valsugana – osserva Galvan - il turismo rappresenta una fetta importante dell’economia locale, pur senza assumere le dimensioni dell’overtourism: per questo, intendiamo giocare d’anticipo attraverso azioni mirate a preservare l’animo e lo stato dei luoghi. È il caso della Val Scurelle nel Comune di Campelle, dove si prevede la creazione di un’area parcheggio con annesso Infopoint, un paio di chilometri a valle dell’attuale capolinea auto; da qui, sarà possibile raggiungere la partenza delle escursioni con minibus elettrici o e-bike, noleggiabili in loco".

 

Grazie alla sua consolidata esperienza nel campo della ricerca scientifica e dell'innovazione tecnologica, la Fondazione Edmund Mach ha assunto il ruolo di guida nel processo di transizione agroecologica delle aziende agricole del territorio.

 

Attraverso attività di monitoraggio, analisi dei dati e sviluppo di modelli predittivi, l’ente sta supportando le aziende nel percorso verso una gestione più consapevole e sostenibile delle risorse, attraverso un percorso fatto di formazione, accompagnamento e introduzione di strumenti concreti per l’adozione di pratiche agroecologiche efficaci.

 

"L’impegno della Fondazione – racconta il presidente Mario Del Grosso Destreri - si articola in cinque fasi, dalla primavera 2024 a dicembre 2025. La prima fase, che ha riguardato la conoscenza del territorio tramite un sondaggio rivolto a oltre 300 aziende agricole, ha evidenziato l’importanza di queste realtà nel preservare colture minori e ricche di biodiversità, come ortaggi, castagneti e apiari. Successivamente, le aziende sono state visitate per comprenderne specificità ed esigenze, definendo così i temi centrali del conseguente percorso formativo".

 

Attualmente, è in corso la fase di sperimentazione, che vede gli agricoltori ricevere il supporto dei tecnici della Fondazione e di altri esperti per mettere in pratica le tecniche agroecologiche individuate “su misura”.

 

"Le azioni intraprese finora – prosegue Destreri - hanno ricevuto un riscontro positivo sia dalle comunità locali che dalle istituzioni coinvolte. La collaborazione con la Comunità Valsugana e Tesino e con gli altri partner del progetto ha permesso di creare una rete solida e sinergica".

 

Le fotografie inserite nell'articolo sono state fornite da Uncem

 

 

 

Attività realizzata nell'ambito del Progetto ITALIAE - linea d’intervento Atelier di sperimentazione sulle Green Communities - del Dipartimento pergli Affari Regionali e le Autonomie  della Presidenza del Consiglio dei Ministri, cofinanziato Nell’ambito Del Programma Operativo Complementare Al Pon “Governance E Capacità Istituzionale” Fse-Fesr 2014-2020 Accordo Di Cooperazione Per La Realizzazione Di Attività Nell’ambito Del Progetto “Italiae” - Cup: J51h17000030007

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Italiae

Questa rubrica dedicata alle Green Community si propone di raccontare le storie delle comunità coinvolte, facendo conoscere i progetti più innovativi e, soprattutto, stimolando un dibattito sulle sfide e le possibilità di uno sviluppo sostenibile per le Terre Alte italiane

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