"Chi non ha fatto la guerra, nelle condizioni in cui noi la facevamo, non può rendersi un'idea di questo godimento". Dalle parole di Emilio Lussu il desiderio di caricare di significato ogni vuoto

È una pagina straordinaria di Emilio Lussu a dare, all'interno dalla cornice drammatica della Prima guerra mondiale, una forma tangibile del piacere offerto dall'attimo che riesce a farsi "programma gradito di tutta una vita". Ecco un passaggio di Un anno sull'Altipiano

La paura di sprecare il proprio tempo è una delle maggiori preoccupazioni dell’uomo contemporaneo. In effetti è una condizione diffusa, in cui spesso sprofondiamo senza nemmeno accorgercene. Le ore o addirittura i giorni si esauriscono in questioni di poco conto e non di rado ce ne accorgiamo solo quando, come uno schiaffo, un aspetto della nostra vita cambia in modo rapido e radicale.
La condizione utopica, a cui in molti tendono, si riflette nella necessità di caricare di significato ogni vuoto.
È una pagina straordinaria di Emilio Lussu a dare, all'interno dalla cornice drammatica della Prima guerra mondiale, una forma tangibile del piacere offerto dall'attimo che riesce a farsi "programma gradito di tutta una vita". Ecco un passaggio di Un anno sull'Altipiano:
La metà agosto, si ricominciò a parlare d'azione. I battaglioni erano stati ricostituiti. Alcune batterie da campagna e da montagna avevano già preso posizione nel settore del corpo d'armata. In linea, non si dormiva più durante la notte. Pattuglie e tubi furono di nuovo messi in movimento. Un giorno, ci fu annunziato l'assalto per l'indomani, ma fu rinviato. Si poteva quindi contare su un giorno di vita assicurata. Chi non ha fatto la guerra, nelle condizioni in cui noi la facevamo, non può rendersi un'idea di questo godimento. Anche un'ora sola, sicura, in quelle condizioni, era molto. Poter dire, verso l'alba, un'ora prima dell'assalto: "Ecco, io dormo ancora mezz'ora, io posso ancora dormire mezz'ora, e poi mi sveglierò e mi fumerò una sigaretta, mi riscalderò una tazza di caffè, lo centellinerò sorso a sorso e poi mi fumerò ancora una sigaretta" appariva già come il programma gradito di tutta una vita.


Nella convinzione che l'esperienza di un territorio possa acquisire una misura consapevole non solo attraverso la frequentazione, ma anche grazie alla lettura, con la nuova rubrica, La montagna nei libri, ogni settimana pubblicheremo (a volte commentandoli) passaggi, citazioni, riflessioni custodite in libri capaci offrire uno sguardo più attento sui rilievi. D'altronde, per dirla con Johann Wolfgang Goethe, "L'occhio vede ciò che la mente conosce".














