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Cultura | 24 novembre 2025 | 06:00

"La badante diviene custode e portatrice di una cultura locale in trasformazione (detti, abitudini e leggende)". Quando i migranti traghettano un patrimonio immateriale prima degli autoctoni

L'immaginario che si posa su un territorio (sia esso una vetta, una valle, un paese o una città) cambia di persona in persona. È a partire da questa consapevolezza che Maria Molinari ha scritto "Appennini Migranti". Indagando i diversi sguardi che contribuiscono a offrire un significato a un luogo specifico, Berceto, l'antropologa accompagna i lettori ad di fuori dei confini di quell'"ossessione identitaria" che caratterizza il nostro tempo

scritto da Pietro Lacasella

"In uno stesso territorio si trovano mille luoghi differenti che mutano a seconda degli sguardi che li osservano e che danno loro vita. Non solo sono differenti i significati che si danno ai luoghi, ma sono multipli i sensi che si provano in relazione ad essi".

 

Nelle parole dell'antropologa Maria Molinari è custodita una grande verità: la percezione di un territorio si trasforma a seconda del senso che gli attribuiamo. Si apre così un ampio ventaglio interpretativo, che invita a considerare il mondo non più come un insieme di realtà statiche e separate l'un l'altra da confini netti e impermeabili ma, al contrario, come un'entità che sfuma in un perenne cambiamento. È il risultato di contaminazioni culturali; di incontri, scontri, condivisione, scambi; partenze, arrivi e "restanze".

 

"Ciò che mangiamo, ciò che vestiamo, come parliamo, è frutto di costanti contatti cui ormai non facciamo più caso", continua Molinari. Proprio per questo, forse, tendiamo a ignorare il carattere dinamico e plurale del territorio; proprio per questo la nostra indole ci spinge a raccontarlo come uno spazio omogeneo, piuttosto che una stratificazione di sguardi multipli.

 

L'immaginario che si posa su un territorio (sia esso una vetta, una valle, un paese o una città), quindi, cambia di persona in persona, spesso a partire dalle priorità soggettive e dai diversi percorsi di vita di chi lo vive o di chi lo frequenta in modo più o meno sporadico. Di conseguenza, per provare comprendere in profondità un luogo non è sufficiente accontentarsi degli aspetti più evidenti (magari perché evidenziati dalla politica o da strategie turistiche), ma è necessario scovare e provare a interpretare le numerose traiettorie culturali che in esso si intrecciano, modellandolo.

 

"Il luogo è tale quando è composto di significati che gli danno le persone che lo abitano e coloro che vi transitano".

 

È a partire da questa consapevolezza che Maria Molinari ha scritto Appennini Migranti. Indagando i diversi sguardi che contribuiscono a offrire un significato a un luogo specifico, Berceto - paese sorto tra le pieghe dell'Appennino emiliano -, l'antropologa accompagna i lettori ad di fuori dei confini di quell'"ossessione identitaria" che caratterizza il nostro tempo. La sua analisi indaga soggettività mobili, dinamiche che portano, ad esempio, i migranti a divenire "traghettatori di un patrimonio culturale immateriale locale ancor prima dei bercetesi stessi (in particolare prima dei giovani), poiché le donne che si occupano dei lavori di cura hanno la possibilità di apprendere dagli anziani che assistono. (…) La badante diviene custode e portatrice di una cultura locale in trasformazione fatta di detti, abitudini e leggende. (…) Allo stesso modo chi frequenta i campi o i boschi (specialmente nel taglio della legna sono quasi tutti uomini provenienti dall'est Europa) conosce maggiormente il territorio rispetto ai giovani locali: toponimi, luoghi, versanti, rii, caseggiati abbandonati, tipologie di vegetazione, sentieri, antiche mulattiere, … Tutte cose che fanno parte di un patrimonio locale in dispersione".

 

Berceto, nella ricerca di Molinari, è un caso specifico ma, al contempo, riesce a farsi emblema di dinamiche di respiro globale. Come d'abitudine l'antropologo si concentra sui dettagli, ma sa anche metterli in connessione col mondo: proprio in questo modo scorgiamo riflessi di Berceto non solo in altre località degli Appennini, ma anche sulle Alpi, nelle città, lungo la costa e, addirittura, oltreoceano. In Berceto, insomma, si specchia una porzione più o meno ampia del nostro vivere.

la rubrica
La montagna nei libri

Nella convinzione che l'esperienza di un territorio possa acquisire una misura consapevole non solo attraverso la frequentazione, ma anche grazie alla lettura, con la nuova rubrica, La montagna nei libri, ogni settimana pubblicheremo (a volte commentandoli) passaggi, citazioni, riflessioni custodite in libri capaci offrire uno sguardo più attento sui rilievi. D'altronde, per dirla con Johann Wolfgang Goethe, "L'occhio vede ciò che la mente conosce".

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