"Io non volevo viaggiare in quel modo: borse e portapacchi sbilanciano la bicicletta e fanno un baccano infernale sullo sterrato", poi la rivoluzione. Come il cicloturismo si è trasformato negli ultimi dieci anni

Fino a quel fatidico 2014, non solo il viaggio in bicicletta era qualcosa molto più di nicchia di oggi, ma per viaggiare pedalando occorreva acquistare una bici specifica, con la predisposizione per le viti sul telaio in modo da poter installare un portapacchi. Poi è cambiato tutto: il racconto da "Senza quasi lasciare traccia" l'ultimo libro di Luigi Torreggiani

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
L’edizione numero uno del Tuscany Trail è partita il primo maggio 2014 con sole sessantotto persone che avevano sposato una filosofia di viaggio alternativa, allora solo agli albori: il bikepacking, ovvero l’arte di viaggiare senza grandi e scomode borse da portapacchi, ma con il minimo essenziale infilato in borsine posizionate sotto la sella, sul manubrio, in mezzo al telaio, ovunque possibile. Nell’edizione 2025 gli iscritti sono stati seimila, provenienti da settanta diversi Paesi: gli organizzatori hanno deciso di mettere un limite, altrimenti sarebbero stati molti, molti di più.
"Oggi si tende a dare per scontato che sia sempre stato possibile viaggiare in fuoristrada con una mountain bike oppure con una bicicletta gravel", spiega Andrea Borchi, fondatore del Tuscany Trail, "ma non è affatto così".
Fino a quel fatidico 2014, non solo il viaggio in bicicletta era qualcosa molto più di nicchia di oggi, ma per viaggiare pedalando occorreva acquistare una bici specifica, con la predisposizione per le viti sul telaio in modo da poter installare un portapacchi. La selezione di queste biciclette era assai limitata e orientata quasi esclusivamente ai viaggi su strade asfaltate: una cosa che, ad Andrea, non andava proprio giù.
"Io non volevo viaggiare in quel modo", racconta. "Le borse e il portapacchi non solo sbilanciano il carico sulla bicicletta, ma poi fanno un baccano infernale sullo sterrato. Mi sono chiesto: possibile che nessuno abbia trovato una soluzione? Ho così iniziato una ricerca e, grazie al web, sono arrivato fino agli Stati Uniti, a scoprire una gara dal nome Tour Divide, un itinerario che va dal confine canadese a quello messicano su un percorso completamente sterrato. Ho capito che tantissime persone, in America, facevano una cosa del genere. Ma la cosa più sorprendente è stata scoprire che, per trasportare tutto l’occorrente, avevano delle strane borsette attaccate direttamente al telaio della bicicletta, senza portapacchi. È stato come aver visto la luce. Quelle borsette da bikepacking, come dicevano loro, in Italia erano praticamente sconosciute. Così, mi sono autoproclamato ambasciatore del bikepacking sul suolo nazionale e ho iniziato, insieme a pochi altri, a tentare di convincere chiunque. È stata una vera e propria rivoluzione. Solo chi l’ha vissuta può capire l’importanza che hanno avuto le borse da bikepacking per la nascita e la crescita del fenomeno mondiale del viaggio in bicicletta fuoristrada. Senza questa innovazione, oggi, il Tuscany Trail non ci sarebbe, così come non esisterebbero tutti quegli eventi che prevedono di affrontare un tracciato in buona parte fuoristrada".
"Non sapevamo bene a cosa andavamo incontro quel primo maggio del 2014", continua Andrea raccontando la prima edizione. "Avevamo una traccia GPS, qualche indicazione, e un’idea romantica in testa: attraversare la Toscana dal primo all’ultimo metro, senza assistenza, senza premi, senza classifiche, solo per il gusto di farlo. Il cielo era coperto, il vento bello fresco e la pioggia incessante. Il tempo inclemente rendeva ancora più complesso il procedere lungo la Traccia, che attraversava boschi, crinali, sentieri fangosi e passi di montagna. Ma l’obiettivo era chiaro: l’Ultima Spiaggia, l’ultimo lembo di terra toscana prima del confine con il Lazio. Nonostante la fatica, la pioggia e i dubbi, qualcosa era scattato".
Si era accesa una fiamma che non si sarebbe più spenta.
Questo brano è tratto da "Senza quasi lasciare traccia", l’ultimo libro di Luigi Torreggiani, edito da People in collaborazione con L’Altramontagna.
Il volume è acquistabile in libreria o direttamente sul sito dell'editore.














