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Idee | 22 agosto 2025 | 13:17

Calci nel fondoschiena e tirate d'orecchie per chi "percorre i sentieri con superficialità"? Immagini virali che evidenziano la tendenza a cercare soluzioni semplici per dinamiche complesse

C’è chi commenta "Un bel messaggio d’informazione", chi "Magari fosse così" e ancora "Siete troppo gentili". Dal mio punto di vista, che naturalmente non vuole difendere chi effettivamente chiama in causa i soccorsi e tiene occupati gli operatori per banali negligenze personali, trovo che il messaggio contenuto in queste immagini sia tutt’altro che produttivo

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

È sorprendente e a volte un po’ preoccupante la crescente attrazione sociale per le maniere forti; per un’educazione di carattere “muscolare”.

 

Da qualche giorno immagini come questa (o altre che ritraggono soccorritori prendere a calci nel fondoschiena escursionisti vestiti in modo contestualmente scorretto), create con l’AI e accompagnate dalla didascalia “Quello che meritano coloro che percorrono i sentieri con superficialità”, stanno rimbalzando di social in social tra l’entusiasmo di chi contribuisce ad alimentarne la divulgazione condividendole.

 

C’è chi scrive “Un bel messaggio d’informazione”, chi “Magari fosse così” e ancora “Siete troppo gentili”.


Dal mio punto di vista, che naturalmente non vuole difendere chi effettivamente chiama in causa i soccorsi e tiene occupati gli operatori per banali negligenze personali, trovo che il messaggio contenuto in queste immagini sia tutt’altro che produttivo.

 

Innanzitutto perché veicola l’idea che un’educazione efficace possa concretizzarsi solo attraverso la forza e la conseguente paura collettiva di subire ripercussioni fisiche. Allo stesso tempo riflette una scarsa fiducia nei confronti dei percorsi formativi (corsi, libri, conferenze, video, …) incentrati sulla prevenzione e, quindi, sulla necessità di annullare sul nascere determinati comportamenti.

 

Queste immagini mettono inoltre in risalto la tendenza collettiva a individuare soluzioni semplici per risolvere dinamiche estremamente complesse. Ormai sguazziamo in un mare di semplificazioni e così le idee banali e apparentemente di immediata incisività acquistano una forte carica attrattiva.

 

Anche in questo caso, la realtà è ben più articolata di quanto appare. Osservando il fenomeno da un punto di vista sociale, la dilagante irresponsabilità spesso cammina in parallelo con il rapido aumento dell’interesse per i territori montani. Una velocità tale da impedire ai tradizionali processi educativi di anticipare la frequentazione.

 

È da questa consapevolezza che bisogna partire per riadattare i percorsi formativi alle nuove tendenze sociali, limitando così comportamenti inadatti al contesto. I calci nel fondoschiena, invece, hanno esclusivamente un riverbero positivo sul nostro ego: ci mettiamo in una posizione di superiorità che, spesso, non è nemmeno reale.

 

Nota conclusiva: le immagini in questione erano state realizzate con finalità satiriche, tuttavia, come spesso accade sui social, di condivisione in condivisione l'ironia è sfumata e in molti le hanno interpretate e veicolate come “un ottimo messaggio d'informazione”. L'articolo riflette quindi sulla piega che l'iniziativa ha assunto nel tempo.

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